ILDEFONSO FALCONES.
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GLI EREDI DELLA TERRA.
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Parte 4.
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Titolo originale: Los herederos de la tierra. 2016.
Traduzione di: Marco Amerighi e Roberta Bovaia.
2016. Casa Editrice Longanesi, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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20.
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Il 29 novembre 1412, cinque mesi dopo essere stato nominato re con il compromesso di Caspe e
aver giurato davanti alle Corti aragonesi, Ferdinando I entrava a Barcellona in pompa magna. Secondo
lusanza, rimase un paio di giorni nel monastero di Valldonzella, per dar modo alla citt di completare i
preparativi per accoglierlo. Una magnifica tribuna tappezzata di raso, con baldacchino e cortinaggi, fu
eretta nella piazza del convento di Framenors, vicino alla spiaggia e ai cantieri navali. Da l, il nuovo re
avrebbe presenziato ai giochi e alle feste organizzati in suo onore. Il corteo percorse le vie con gli
edifici addobbati e il terreno ricoperto di giunchi e tife, ma prima di giungere a quella tribuna ne
costeggi unaltra, innalzata davanti allospedale della Santa Croce, dove si agitavano i folli che vi
erano ricoverati, tutti travestiti da soldati in modo pi o meno credibile.
Mescolato alla folla, con Barcha e Caterina al suo fianco, in attesa del passaggio del re, Hugo
contempl quel gruppo di uomini e donne derelitti: erano armati con spade e lance, alcune autentiche,
altre semplici imitazioni di legno o di canna, con cui minacciavano la gente assiepata lungo la via. I
servi dellospedale tentavano di non farli scendere dalla tribuna e di fare in modo che si tenessero in
testa gli elmi vecchi e ossidati che gli avevano fatto indossare, ma che a volte cercavano di lanciare
sugli astanti i quali, annoiati per lattesa, si divertivano a canzonare quellesercito cos particolare.
Il baccano era tale che la gente distribuita lungo la strada fin per concentrarsi tutta davanti alla
tribuna dei folli. Alcuni di questi rispondevano a tono agli scherzi e alle insolenze del pubblico, mentre
altri si nascondevano, seduti o rannicchiati per terra. Molti si tappavano le orecchie con le mani, e un
paio ondeggiava al ritmo di un suono che solo loro sentivano... o immaginavano. Un piccolo gruppo
marciava sulla tribuna, alcuni seri e dignitosi, mentre quasi tutti gli altri ridevano della folla l
accalcata. Quando era stato cantiniere dellospedale, Hugo aveva avuto a che fare con pazzi come
quelli, portati da tutta la citt nellospedale della Santa Croce, la cui inaugurazione aveva determinato
la chiusura degli altri ospedali. Poteva anche darsi che ne conoscesse qualcuno. Erano inoffensivi, non
erano cattivi. Stava pensando a questo, quando trombe e cimbali annunciarono che il re aveva varcato
la porta di Sant Antoni. Mentre la gente lottava per riprendere posto ai lati della via, e i servi
dellospedale per rialzare i pazzi che si erano accomodati a terra, per recuperare quelli che vagavano
senza meta e per zittire quelli che gridavano, tentando di allinearli in un gruppo ordinato, Ferdinando
giunse in sella a un cavallo, magnifico, superbo, con il sole che gli scintillava sulla cotta, sul manto e
sulla giubba in tela dorata con fodera dermellino che si era fatto confezionare per loccasione.
Il monarca rise e salut lesercito dei folli che gli rendeva omaggio dalla tribuna. Nessuno di
quei poveretti faceva caso alle esortazioni al rispetto impartite dai servi dellospedale, eppure tutti
sembrarono comprendere che chi passava davanti a loro aveva unautorit di gran lunga superiore a
quella degli altri. Il seguito del re Ferdinando si un alle risate e ai saluti. Gli astanti applaudivano e
lanciavano evviva, e tre o quattro pazzi saltarono gi dalla tribuna riuscendo a mescolarsi alla folla
senza che nessuno ci badasse. Hugo tent di seguire con lo sguardo la punta dellelmo di uno di loro, il
quale riusc ad arrivare vicino alla staffa di uno dei cavalieri castigliani che accompagnavano il re
facendogli strada tra la folla. Il pazzo, che aveva una lancia ricavata da una canna, la alz sopra la testa
in un gesto che avrebbe potuto essere ugualmente di vittoria o di minaccia. Intorno al nobile, che era un
cavaliere dalla folta barba castana, vestito di nero con galloni dorati, un cappello scuro e una spada
lunga e pesante alla cintura, la gente tacque, in attesa della sua reazione. Hugo si allung e socchiuse
gli occhi per aguzzare la vista. Il castigliano si chin sulla sella e afferr il folle per il braccio. Hugo
riusc a vederne i lineamenti ed esit. Era...? Con uno strattone il nobile vestito di nero sollev il pazzo
e lo mise a sedere in groppa al suo cavallo. La gente esplose negli evviva, mentre il folle, superata la
sorpresa, inizi a urlare brandendo la canna al cielo. Il re si volt e sorrise, e il cavaliere salut, allegro,
i cittadini che lo applaudivano. Pass salutando la gente a un lato e allaltro della strada, in base a chi lo
chiamava, e in quel modo Hugo pot distinguere un neo vicino allocchio destro. Come quello di
messer Arnau, come quello di suo figlio, Bernat Estanyol.
Hugo lo osserv mentre si allontanava lungo la via del Hospital, con il pazzo in sella che
agitava la lancia di canna acclamato dagli astanti. Erano pi di ventanni che non lo vedeva, e da molti
non aveva neppure sue notizie.
Le grida nel palazzo di via de Marquet risuonarono come quelle di tanti anni prima, quando
cera stato lassalto dei corsari alla nave di Roger Puig. Ammiraglio! protestava il conte. Come fa
un miserabile corsaro a diventare ammiraglio della flotta reale catalana? Qualcuno tent dillustrargli i
meriti di Bernat al comando delle galee reali contro mori e portoghesi, mentre un altro spieg al conte
che lamicizia tra Ferdinando e Bernat risaliva allepoca in cui il primo era solo reggente di Castiglia, e
il secondo un semplice capitano al suo servizio. Ma Roger Puig non voleva sentir tessere le lodi di
quelluomo che era quasi riuscito a rovinarlo.
Non avremmo dovuto permettere che fosse rimesso in libert dopo aver cercato di ammazzare
mio zio, ricord. Sapeva bene chi era Bernat Estanyol: aveva indagato su di lui dopo lassalto alla sua
nave. Era il figlio di quel traditore giustiziato dopo la morte del Cerimonioso. Ecco cosa accade
quando si lascia crescere lerba cattiva! esclam rivolto alla sua corte.
E adesso Bernat Estanyol, ex corsaro con patente castigliana divenuto ammiraglio della flotta
catalana, e Roger Puig, conte di Castellv de Rosanes e di Navarcles, avrebbero dovuto convivere nella
cerchia del nuovo re. N Puig, n gli altri nobili che avevano appoggiato la causa del conte di Urgell,
temevano rappresaglie da parte di Ferdinando, che a Saragozza con latto solenne del giuramento aveva
perdonato quanti gli si erano opposti o lavevano combattuto. Chi laveva offeso o aggredito, aveva
dichiarato il nuovo re, laveva fatto in difesa di quelli che considerava i propri diritti, e contro qualcuno
che, allepoca, era solo un semplice cittadino. Ottenuta la corona, i suoi nemici erano divenuti sudditi e
lui, in quanto re, si era trasformato nel padre di tutti loro.
Quel perdono il re aveva voluto concederlo anche al conte di Urgell, ma non al suo pi accanito
difensore, Antonio de Luna, assassino dellarcivescovo di Saragozza, che ancora non gli aveva prestato
giuramento di fedelt. La reticenza del nobile catalano aveva infine indotto il re, prima del viaggio a
Barcellona, a dirigersi su Lleida con un esercito di duemila castigliani per sottomettere il disobbediente.
Allesercito castigliano si erano aggiunti i nobili aragonesi e i sostenitori dei Centelles valenzani, che
per conto loro avevano condotto la guerra nelle terre del conte di Urgell, mentre Antonio de Luna lo
aveva fatto al comando di alcune compagnie di guasconi nelle terre confinanti con la Francia.
Giunto nel principato di Catalogna, gi a Lleida, il re pot giurare sulle costituzioni, i diritti e i
costumi dei catalani, ma non dinanzi alle Corti, che lo attendevano a Barcellona dove i tre bracci,
religioso, militare e reale  composto questultimo dalle citt , gli avrebbero giurato fedelt. I nobili,
facenti parte del braccio militare, avrebbero anche dovuto prestare giuramento per le terre ottenute in
feudo dal re. Chi invece si dichiar fedele a Ferdinando gi a Lleida fu proprio il conte di Urgell che,
sapendo di non poter affrontare lesercito del monarca, aveva deciso di inviare dei messi affinch
compissero quellobbligo in suo nome. Tuttavia, dopo aver evitato lattacco del re con quella finta
sottomissione, il conte continuava a rimandare la ratifica del giuramento prestato a Lleida dai suoi
rappresentanti.
Non tutto  perduto, pens Hugo, ricordando il sospiro di Merc nella cantina di Roger Puig.
Era diretto, con una certa trepidazione, al Palazzo Minore, dove sapeva che alloggiava Bernat. Saranno
i nervi, si ripeteva, tentando di spiegarsi linsolita tensione che gli bloccava il corpo. O forse saranno
questi abiti, si disse. In ogni caso, gli tornavano in mente le parole di sua figlia: Il conte di Urgell sta
negoziando con cavalieri francesi e con il duca di Clarence, figlio del re dInghilterra, affinch lo
aiutino a riprendersi la corona.
E perch mai questi inglesi dovrebbero intervenire nelle nostre faccende? si era stupito Hugo.
Le loro terre sono molto lontane.
Il conte ha promesso in cambio il regno di Sicilia.
Ah.
Il conte di Urgell non aveva perso labitudine di fare promesse per quando fosse diventato re!
Hugo aveva avuto la tentazione di burlarsi di lui, ma la seriet sul volto della figlia, e la sua agitazione,
come se per lei la vita stessa e tutte le illusioni dipendessero dal destino del conte, lo avevano fatto
desistere.
Gli inglesi invieranno un esercito immenso, aveva aggiunto la ragazza, che gesticolava con le
mani senza riuscire a rappresentare la supposta magnificenza delle truppe del duca inglese. E
sconfiggeranno i castigliani, che oltretutto hanno esaurito il denaro e hanno quindi meno soldati.
Hugo aveva accarezzato il viso di Merc. Speriamo allora che questi inglesi non decidano poi
di tenersi tutti i nostri regni, se hanno davvero un esercito cos grande e tanto potere... laveva
avvertita.
No! aveva risposto lei, bench lombra del dubbio le fosse passata sul viso. No! aveva
esclamato di nuovo, sempre agitando le mani a mezzaria.
No, certo, laveva placata Hugo con un sorriso.
Le informazioni di cui disponeva Merc erano le stesse su cui stavano riflettendo il re e il suo
consiglio, pur portando avanti allo stesso tempo un negoziato sui favori che il monarca avrebbe
concesso al ribelle affinch si sottomettesse alla sua autorit. Il re propendeva per luso delle armi,
convinto di poter piegare il conte, ma i suoi ministri gli consigliavano di stringere un patto, perch
sarebbe stato meglio accolto dal popolo. Lofferta estremamente generosa del sovrano, dunque, era
stata resa pubblica, affinch tutti sapessero della sua bont: cinquantamila fiorini doro per compensare
le spese sostenute dal conte di Urgell nel tentativo di assicurarsi la corona; la concessione del
prestigioso ducato di Montblanc con tutte le sue terre e, quindi, un nuovo, importante titolo da
sommare a tutti gli altri; infine, la promessa che suo figlio Enrique si sarebbe sposato con una delle
figlie del conte di Urgell, contro linteresse dello stesso Ferdinando che avrebbe potuto farlo sposare
con la figlia di qualche altro monarca, forgiando cos nuove alleanze internazionali. Chiss, magari si
trattava della stessa figlia che il conte aveva promesso al figlio di Roger Puig, pens Hugo sorridendo
quando gi si trovava quasi alla porta del Palazzo Minore.
Roger Puig! Dun tratto si rese conto che era stato quel nome a rallentare i suoi passi mentre
andava allincontro con Bernat, un amico che per lui non poteva provare altro che gratitudine. Ad
angosciarlo era il pensiero di cosa avrebbe detto Bernat non appena avesse saputo che lui lavorava per
Roger Puig. Non poteva arrabbiarsi, si disse Hugo, perch lui era entrato a servizio del conte per fare la
spia, e lallora corsaro ne aveva ricavato grandi benefici. Ricord che anche lui aveva voluto vendicarsi
di Roger Puig, e si chiese se ci fosse riuscito: certo, gli aveva venduto a peso doro vini che non
valevano niente, e aveva riferito a Bernat le informazioni sulla nave... ma questo poteva compensare
lumiliazione a cui Roger Puig laveva sottoposto da bambino, le botte e lespulsione dai cantieri?
Hugo, nel castello di Navarcles, non era riuscito a ucciderlo e, ogni volta che ci ripensava, qualcosa gli
ribolliva dentro.
Forse con il passare degli anni lodio che provava Bernat si era smorzato, anche se il rancore di
Roger Puig era ancora ben vivo, a giudicare dalle sue urla. In ogni caso, non avrebbe detto niente a
Bernat. Non poteva certo lasciare il suo lavoro, a meno che lammiraglio non gli donasse una vigna, per
esempio. I potenti favorivano sempre gli amici. E di Merc, che ne sarebbe stato? A ben pensarci, per,
se lui avesse avuto una vigna, la ragazza non avrebbe pi avuto bisogno di lavorare per Roger Puig.
Cosa vuoi? chiese bruscamente uno dei soldati di guardia alla porta del Palazzo Minore,
interrompendo i suoi pensieri.
Vengo a trovare Bernat Estanyol, rispose lui con decisione.
Il soldato lanci unocchiata al suo compagno.
E tu chi sei? chiese questultimo.
Sono quello che lo aiut con due croats dargento il giorno che lo portarono in prigione, fu
tentato di rispondere Hugo, con un mezzo sorriso sulle labbra. Mi chiamo Hugo Llor, disse invece.
Avvisatelo che sono qui per vederlo.
Ma che ti credi? Non possiamo disturbare lammiraglio solo perch qualcuno lo vuole
vedere.
I soldati sembrarono non volerlo pi ascoltare.
Sono un suo amico.
Tu?
Tornarono a osservarlo, stavolta con pi attenzione. Scrutato da quegli occhi, Hugo dubit del
suo aspetto. Indossava abiti che gli aveva procurato Caterina: camicia, giubba scura sotto la quale
spuntava una cotta, calzoni azzurri e calzari di cuoio. Sei impazzita? laveva rimproverata Hugo
vedendola comparire con quegli indumenti.
Li restituiremo stasera, lo aveva tranquillizzato lei.
Hugo si mise ben dritto davanti ai soldati, in modo che la sua postura non annullasse leffetto
dei vestiti.
Ditegli che Hugo Llor  venuto a trovarlo, disse risoluto, interrompendo lispezione. E
sappiate che non sono una persona qualsiasi. Sono suo amico. Se non mi annuncerete, ve ne pentirete.
Ci stai minacciando?
Pensatela come volete.
Ci pensarono, allontanandosi per confabulare tra loro. Uno fece spallucce, laltro parve insistere
e grid a Hugo di attendere. Lui cerc di mantenersi ben eretto mentre lo vedeva addentrarsi nel
palazzo. Si volt a guardare la via alle sue spalle: la discesa de los Lleons. Era l che il Cane Rognoso
laveva picchiato e sempre l che i soldati che vigilavano la porta del palazzo avevano arrestato Bernat.
Ci fu il cambio della guardia, e Hugo era ancora l. Si avvicin per parlare con i nuovi soldati,
ma quelli gli dissero di continuare ad aspettare. Trascorsero alcune ore, finch non comparve un ometto
secco e arcigno.
Dici di essere amico dellammiraglio, lo abbord senza nemmeno presentarsi.
S, gli hai detto...?
Lammiraglio ha molto lavoro e non pu ricevere tutti quelli che dicono di essere suoi amici.
Hugo aggrott le sopracciglia. Non capiva se era Bernat a non volerlo ricevere o se in realt
nessuno aveva davvero detto allamico che lui era l sotto.
Proprio qui... Hugo indic con il dito un punto poco oltre, verso la strada. Proprio qui hanno
arrestato il tuo ammiraglio quando ha tentato di assassinare il conte di Navarcles, capitano generale
degli eserciti di re Giovanni.
Lometto pieg di lato la testa, come per sentirlo meglio. E sai forse quale arma voleva
utilizzare?
Hugo non gli diede quasi il tempo di finire. Parl in fretta, senza respirare: Una balestra che gli
avevo procurato io. Avevo dovuto rubarla per lui dallarsenale dei cantieri navali. E sai perch voleva
uccidere il capitano generale? Perch lui aveva fatto giustiziare suo padre, il mio protettore: messer
Arnau. Hai mai sentito parlare di lui? E di Mar, la madre dellammiraglio?  sepolta l, nel cimitero di
Santa Maria del Mar. Solo alcuni bastaixos e io eravamo presenti alla sepoltura. Bernat non cera, ma
io ho pregato anche per lui. E cosa ci facevano al funerale i bastaixos?, ti chiederai. Ebbene, erano l
perch il padre di Bernat era stato bastaix, anche se forse tu non lo sai. Prima di diventare
cambiavalute, banchiere e poi Console del Mare, messer Arnau scaricava le navi e trasportava
gratuitamente le pietre per la costruzione della chiesa di Santa Maria del Mar.
Non pot continuare, perch luomo si affrett a rientrare nel palazzo, camminando a passi
brevi e rapidi.
Volete che continui a raccontarvi la storia dellammiraglio? si rivolse Hugo ai soldati che lo
guardavano. Io gli ho consegnato due croats...
Ma quelli lo piantarono in asso.
Per non lo fecero pi aspettare. Di l a poco, lometto ricomparve dallinterno del palazzo,
correndo verso di lui, sempre con quei suoi passetti brevi e rapidi, profondendosi in mille scuse.
Lammiraglio lo riceveva, certo che lo riceveva, gli disse, accompagnandolo con un rispetto pieno di
riverenza. Gli rifer che Bernat, venendo a sapere chi era luomo che lo cercava, era scoppiato a ridere,
dando una gran pacca sulla schiena allometto, con tanta forza che questi era ancora dolorante.
Attraversarono il vestibolo seguiti dai soldati ed entrarono in un chiostro dal quale si intravedevano i
giardini ben curati che si trovavano pi in basso, a un livello inferiore rispetto a quello della strada.
Percorsero il chiostro, con lometto che si agitava perch Hugo si distraeva guardandosi intorno, e che
trotterellava avanti, come se non potesse andare pi lentamente, e quando si accorgeva di averlo
lasciato indietro si fermava o tornava sui suoi passi, senza mai smettere di parlare e sbuffare, con i
pugni stretti quasi a voler trattenere limpulso di fargli fretta. Disse a Hugo che lammiraglio doveva
certo tenerlo in grande considerazione, perch era suo costume non ricevere mai nessuno. Era un
uomo... come dire? Un uomo diverso dagli altri nobili e capitani al seguito del re, non poteva
nascondere la propria condizione di corsaro. Era rozzo, spesso anche brusco, cosa di cui peraltro
andava orgoglioso, per questo era tanto raro che ricevesse visite. Tra una spiegazione e laltra, lometto
torn a scusarsi con Hugo, come se temesse qualche rappresaglia da parte di Bernat. Percorsero stanze
e corridoi dirigendosi verso i saloni del palazzo, due grandi strutture che superavano in altezza il resto
delledificio e i cui contrafforti erano visibili sin dallesterno, come per Santa Maria. Una sala era detta
dei Cavalli, spieg lometto mentre vi passavano, perch quando il palazzo apparteneva ai Templari vi
si svolgevano esibizioni con quegli animali. Laltra era la sala Maggiore, fatta costruire da Pietro il
Cerimonioso e assai simile a quella del Tinell che si trovava nel Palazzo Maggiore. Lometto descrisse
entrambi i locali definendoli imponenti.
E lo erano, infatti. Entrando nella sala Maggiore, a Hugo parve di diventare piccolo piccolo.
Non era mai stato nella sala del Tinell, ma quella in cui si trovava adesso era grande quanto i cantieri
navali... o lospedale della Santa Croce: era un ambiente alto e immenso, con il pavimento di
mattonelle di ceramica e un soffitto piatto di legno dipinto, sostenuto da due archi che sembravano
giare tagliate a met e rovesciate, come quelli di cui gli aveva parlato il sacerdote dellospedale di
Colom.
Il salone era pieno di gente, e Hugo non vide arrivare Bernat, che lo sorprese, grande e forte
come sempre, assestandogli una manata sulle spalle. Hugo fece appena in tempo a vedere lespressione
di solidariet dellometto che laveva accompagnato, poi Bernat lo afferr, lo scroll ben bene, lo
stritol nel suo abbraccio e gli schiocc due sonori baci.
Hugo, amico mio. Come stai? Non avendo tue notizie, ti credevo morto. Perch non mi hai pi
fatto avere tue nuove? Bernat lo accompagn in una sala attigua, anchessa grande e alta, ma non
quanto la sala Maggiore, e dotata di un solo arco posto a met della sua lunghezza. Questa seconda
sala, a differenza della precedente, era vuota. Parlami di te! gli ordin lamico. Gabriel Munts mi
aveva detto...
Come sta? lo interruppe Hugo ricordando lemissario che gli portava le borse con il denaro.
 morto da un pezzo, rispose Bernat.  stato lui a dirmi che ti dedicavi alla coltivazione
della vite, e che le cose ti andavano bene.  sempre cos?
No, ormai non ho pi la vigna.
Bene, bene, fece lammiraglio, posandogli un braccio sulle spalle e tirandoselo dietro mentre
camminava su e gi per il salone. Hugo credette di capire perch lometto fosse sempre di fretta:
probabilmente passava il tempo a correre dietro al suo signore. E la famiglia? Hai figli?
S, ho una figlia.
Sar felice di conoscerla. Ti devo la mia gratitudine, e sapr mostrarmi generoso, consideralo
per certo. La vostra fortuna con me cambier.
Hugo lo guard in faccia. La sua non era una promessa condizionata allincoronazione a re del
duca di Urgell, ma una solida realt: la parola dellammiraglio della flotta reale, che gli assicurava la
propria generosit. Pens a come lavrebbe detto a Merc...
Guerao mi ha detto del funerale di mia madre, disse Bernat interrompendo i suoi pensieri.
Raccontami.
Continuarono a camminare nel salone: Bernat in silenzio, e Hugo a disagio, impacciato, forse
per il peso del braccio dellamico sulle spalle. In ogni caso, gli parl di Mar, degli ebrei e dei bastaixos,
e del funerale nel cimitero di Santa Maria del Mar.
E come hai impiegato i soldi per Santa Maria?
La domanda colse Hugo di sorpresa, dopo un altro lungo silenzio che era seguito al racconto del
funerale. Neppure si ricordava di quei soldi.
Se il re me lo permette, la prossima domenica andr a sentir messa a Santa Maria, e mi
piacerebbe sapere... continu Bernat.
Me li hanno rubati... i soldi, spieg Hugo, senza trovare altro da dire.
Per la prima volta, Bernat si ferm.
 stato uno schiavo che voleva fuggire, puntualizz Hugo. Si  portato via tutto il denaro,
tuo e mio.
Bernat non diceva nulla.
Per sono riuscito a far dire molte messe per i tuoi genitori, e anche per te. Non  stato facile
convincere il sacerdote a includere anche le preci per te, ho dovuto utilizzare il resto che mi avevi
inviato. Diceva che, siccome eri un corsaro, un nemico della Catalogna...
E perch non hai detto niente a Munts? Bernat pronunci quelle parole con una durezza tale
che a Hugo parve che rimbombassero contro le pareti e persino il soffitto. Quello era stato solo il
primo versamento. Poi vi siete incontrati altre volte.
Hugo ricord le dicerie e le storie che descrivevano Bernat come un corsaro crudele. E alle sue
domande, Munts non aveva mai voluto negare che lo fosse. Ora che ce laveva davanti, Hugo si
rendeva conto di quanto potesse essere duro e freddo.
Speravo di recuperare quel denaro, rispose, anche se ricordando ora le vicende di quei giorni
si rese conto che non aveva mai dato molta importanza al furto.
E poi, cos accaduto? volle sapere Bernat.
Non ci sono riuscito, e ho pensato... Non lo so... non so cosho pensato. Mi dispiace. Hugo
sentiva il peso del braccio di Bernat sulle spalle, e gli sembr di percepire una sensazione diversa, un
contatto in cui avvertiva tensione. Lamico si era come indurito.
Cos ora non hai pi la vigna? con quella domanda Bernat riprese a camminare nel salone. E
se neppure ti dedichi pi al vino...
Mi occupo ancora di vino, ma non ho pi il vigneto.
Passeggiavano per la sala. Non glielavrebbe detto. Non poteva rivelargli che lavorava per Puig!
Dopo aver avvertito la durezza nella sua voce mentre gli diceva del denaro di Santa Maria, Hugo si
convinse che non gli avrebbe mai svelato quel segreto. Il braccio sembrava farsi sempre pi pesante
sulle sue spalle... troppo. Sapeva che Bernat prima o poi avrebbe scoperto i suoi rapporti con Roger
Puig, ma in quel momento non era disposto a confessarglieli.
Sono sensale di vini, aggiunse. E cantiniere. Sono stato cantiniere di re Martino...
Quando?
Hugo fece spallucce, come se la cosa non avesse importanza. Quando ha sposato Margherita di
Prades, rispose.
Ud che Bernat mormorava qualcosa.
Sono anche stato cantiniere dellospedale della Santa Croce, aggiunse.
Dove cerano quei pazzi mascherati da soldati, vero? Un pensiero simpatico, comment, con
un sorriso che a Hugo parve forzato. Quello che mi sembra strano, nel tuo racconto,  che uno dei
Puig, uno di quelli che hanno ucciso mio padre, anzi, quello che ti ha fatto picchiare, ricordi...?
Hugo tremava. La voce di Bernat non era forte, ma era carica di accuse.
Non puoi averlo dimenticato, insistette Bernat davanti al suo silenzio. Parlo del Puig che ti
ha buttato fuori dai cantieri. Ebbene, quel gran figlio di una puttana ha offerto a Ferdinando i servigi
del suo cantiniere, aggiungendo che quella perla di cantiniere aveva lavorato anche per re Martino.
Camminavano e camminavano. Hugo pens con timore che Bernat sicuramente doveva sentire
che lui tremava, e la sua preoccupazione non fece che crescere. Era impossibile che non se ne
accorgesse.
Quel bastardo figlio di una lurida cagna assicura... Bernat interruppe i suoi pensieri, e ora s
che alzava la voce. Assicura che il suo cantiniere gli procura un vino eccellente, per la precisione
quello che  stato servito al banchetto di nozze di re Martino con Margherita di Prades.
Hugo taceva.
Che coincidenza! Non trovi? insistette Bernat.
Si erano fermati, trovandosi quasi al centro della sala, sotto larco. Hugo guardava a terra.
Laltro era in attesa. Il silenzio fu la risposta.
E non lo hai ucciso! ulul lammiraglio.
No.
Bernat si scost e Hugo allarg le braccia.
Perch dovevo ucciderlo?
Per me! grid Bernat sferrandogli un violento pugno in faccia. Hugo rotol lontano e fin
lungo disteso a terra. Se fossimo in mare, ti appenderei per i coglioni allantenna pi alta e poi
trascinerei il tuo cadavere in acqua come esca per i pesci, continu Bernat, paonazzo e con le vene del
collo sul punto di scoppiare. Non ti salverebbe neppure il ricordo dei miei genitori! Invece hai la
fortuna di trovarti nel palazzo del re, sotto la sua protezione.
Io non sono un assassino, si difese Hugo.
Sei un codardo!
Hugo guard luomo che credeva suo amico e non lo riconobbe in quel barbaro che soffiava e
sbuffava davanti a lui, forte e iracondo. Quello era il corsaro capace di ammazzare unintera ciurma,
era un uomo abbrutito. Aveva ragione: per anni Bernat aveva imparato a sopprimere la debolezza e la
misericordia. Agiva e reagiva in modo impulsivo, senza pensare, fidandosi ciecamente del proprio
intuito. Lindecisione ha affondato molte navi e ha provocato la morte di molti marinai, diceva
quando lombra di un dubbio rischiava di frenarlo. Bisognava decidere sul momento, senza esitare, e
travolgere tutto ci che si frapponeva sul cammino; era meglio sbagliare che esitare. Decidere,
decidere, decidere, anche a costo di sbagliare.
Hugo prov a dire qualcosa, ma Bernat lo prevenne. Cane! Torna dal tuo padrone!
Avrei potuto farlo, confess Hugo. Avrei potuto ucciderlo, ripet, facendo alcuni passi
allindietro. Ma io non sono un assassino, e nemmeno un soldato... o un corsaro. Hugo continu a
indietreggiare, mentre Bernat avanzava verso di lui con gli occhi iniettati di sangue. Hai torto! Anche
tu non hai fatto niente! grid infine Hugo, ottenendo che laltro si fermasse, sorpreso, per un
momento. Poi Bernat sbuff e riprese ad avanzare. Perch non sei mai tornato qui a ucciderlo?
Dimmelo! Perch non hai mai mandato un sicario? Era troppo difficile? Ma tu eri il corsaro pi temuto!
Perch dovevo farlo io? Era tuo padre, quello che ha assassinato!
Hugo non ebbe il tempo di finire la frase, che Bernat gli si avvent addosso. Lui riusc a
schivarlo e si mise a correre verso luscita, lasciandolo da solo nel salone, a gridare, insultare,
smaniare.
Hugo osserv dal basso la citt di Balaguer, dove un imponente castello troneggiava sulla fertile
pianura attraversata dal fiume Segre, che si estendeva fino a Lleida. Ferdinando aveva stabilito l
laccampamento per lassedio della citt. Il castello svettava su uno sperone di roccia che rendeva
superflua ogni altra difesa. Dal lato opposto si dipartivano mura forti e sicure, che circondavano tutta la
citt ed erano interrotte solo da porte e torri difensive. Fuori dalla cinta cerano il ponte che
attraversava il Segre lungo la strada per Lleida, un monastero domenicano e un piccolo castello, che
chiamavano Casa Fuerte de la Condesa, perch era stato costruito per desiderio della contessa
Margherita del Monferrato.
Si diceva che proprio la contessa fosse stata la causa della disgrazia del conte di Urgell. O re, o
niente, ripeteva con insistenza la madre a Giacomo dAragona. Hugo ricord la donna che aveva
trafficato con i genitali di re Martino mentre lui tirava la fune attaccata allimbracatura, la stessa che
laveva afferrato per la camicia, quando era ormai moribondo, pretendendo tra le grida che nominasse
il figlio come erede al trono. Era stata Margherita a premiare Regina con una borsa di fiorini per
lavvelenamento di Martino. E sempre Margherita aveva interpretato come un segno di debolezza la
benevolenza e la generosit con cui Ferdinando aveva cercato di ottenere la sottomissione e
lobbedienza della casa di Urgell. Margherita, Antonio de Luna e quelli che lo circondavano, avevano
consigliato ed esortato il conte di Urgell a rifiutare la splendida offerta del nuovo re, spingendolo a
battersi per la corona.
Tutta la Catalogna impugner le armi per appoggiare il conte di Urgell! aveva esclamato
Merc quando era giunta la notizia di un paio dinsignificanti vittorie delle truppe alleate del conte. I
castigliani non sarebbero pi stati disposti ad aiutare Ferdinando, adesso che era re dAragona e conte
di Barcellona: cos diceva Margherita, la madre del conte. Le esigue truppe straniere di cui disponeva
Antonio de Luna si moltiplicavano nei discorsi e nelle chiacchiere della gente, sino a raggiungere cifre
esorbitanti. E, poi, godeva dellappoggio dellInghilterra! Il duca di Clarence e i suoi eserciti, non
appena avessero mantenuto la promessa daiuto, avrebbero senza dubbio fatto pendere la bilancia a
favore dei sodali di Giacomo dAragona.
Hugo pensava a questo, mentre si dirigeva verso Balaguer seguendo le truppe riunite da
Ferdinando insieme a tanti altri mercanti, ladri, prostitute o semplici opportunisti. A un certo punto
prov nostalgia al ricordo del viaggio a Girona con Mahir, quando il re Giovanni aveva sconfitto i
francesi. Allora avevano trasportato vino e aqua vitae su una carretta tirata da un bue. Adesso, un paio
di mule erano attaccate a un carro fornitogli da Roger Puig, e invece di Mahir cera lui, mentre il suo
posto di aiutante era occupato da una Caterina il cui sguardo saettava qua e l senza mai fermarsi, come
se tutto quello che vedeva fosse nuovo per lei. E in effetti lo era, concluse Hugo, dopo averla osservata
per un bel pezzo dallalto della serpa del carro su cui sedeva. Lei andava a piedi. La donna che Roger
Puig aveva comprato come schiava quando aveva quattordici anni non era mai uscita da Barcellona, e
fuori dalla citt adesso stava scoprendo un mondo.
Hugo non aveva neppure discusso quando Roger Puig gli aveva ordinato di recarsi a Balaguer
per fare da intermediario nelle comunicazioni tra lui e il conte di Urgell. Il pugno e gli insulti di Bernat
avevano impresso una svolta alla sua vita: si era spezzato lunico anello che ancora lo univa alla sua
infanzia, a messer Arnau, e a unepoca ormai finita... Aveva creduto che fosse suo amico! Era come se
gli avessero rubato una fetta dei suoi ricordi. Il corsaro sosteneva il nuovo re Ferdinando, e Merc
affidava il proprio futuro al conte di Urgell, sognando tutti i benefici che la sua vittoria le avrebbe
procurato: denaro, terra, onori... era suo dovere di padre aiutarla.
Certo che ci andr! le aveva detto, e Merc in cantina lo aveva ringraziato per quella
disponibilit. Lo faccio per te, figlia mia, lo faccio per tutto quello che tanto desideri. Poi laveva
baciata sulla guancia. Ma questa volta mi aspetterai qui, le aveva sussurrato allorecchio, tenendosela
vicina, annusando il profumo dei suoi capelli. No, si era opposto, vedendo che lei sembrava pronta a
discutere. Non  posto per te.
Roger Puig, come la maggior parte dei nobili catalani, aveva giurato e si era sottomesso a re
Ferdinando, ma non aveva certo intenzione di trascurare il conte di Urgell, nel caso questultimo
risultasse alla fine vincitore. Tuttavia, aveva fatto il possibile per non compromettersi in prima persona.
Regina gli aveva procurato un unguento che utilizzava per uccidere i pidocchi e che aveva rafforzato
con euforbia e altre sostanze irritanti. Sar doloroso, brucer molto, ma con il tempo la pelle si
riformer e non ci saranno conseguenze, aveva annunciato al conte, che aveva permesso alla donna
esperta in medicina di applicargli la mistura sul volto e sul collo, e il giorno successivo, dopo una notte
che Regina aveva trascorso con lui per applicargli rimedi che calmassero lirritazione, si era alzato
deturpato, al punto che, se fosse stato uomo di minor rango, lavrebbero senzaltro confinato
allospedale di San Lazzaro insieme ai lebbrosi. Gli stessi medici reali gli avevano ordinato di non
presentarsi alla corte, insediata nel Palazzo Minore, finch non fosse guarito. Puig aveva quindi messo
a disposizione del re Ferdinando una truppa di trenta uomini provenienti dalle terre di tutti i suoi
contadi, insieme a una lettera con la quale si discolpava per limpossibilit di recarsi a Balaguer per
combattere al suo fianco di persona. Il monarca gli aveva risposto ringraziandolo per laiuto e
augurandogli la pronta guarigione da un male del quale era gi a conoscenza.
Al conte di Urgell, invece, Roger Puig aveva fatto pervenire del denaro, apprezzato dal
pretendente al trono pi che se si fosse presentato lui stesso al castello di Balaguer. Il conte era infatti al
corrente della sua infermit e aveva bisogno di fondi per assoldare le truppe francesi. Antonio de Luna,
che negoziava in Francia con vari capitani, si era ridotto a vendere i gioielli del casato di Urgell per
ottenere contante con cui pagare i soldati. Alla fine aveva dovuto svendere il tesoro a compratori che
sapevano bene della condizione di necessit in cui si trovava. Le richieste di denaro del conte a Roger
Puig erano dunque costanti.
Caterina, vedendo che Hugo la osservava, sorrise. Grazie, gli disse, per lennesima volta.
Nessuno sembrava volersi recare sul campo di battaglia di Balaguer; nessuno a parte Merc,
naturalmente. Il conte, con la faccia coperta di bende e unguenti per calmare il bruciore, aveva
comunicato a Hugo che quella volta non cera bisogno di qualcuno che sapesse scrivere: doveva
limitarsi a ricevere i dispacci in arrivo da Barcellona e consegnarli ai sostenitori del conte di Urgell, o
viceversa. Tutto ci che fosse riuscito a scoprire sul campo di battaglia lavrebbe comunicato a voce,
incluse le notizie ottenute dai soldati di Castellv de Rosanes e di Navarcles, interessati a promuovere le
fortune del loro signore, Roger Puig.
Chi accompagner il cantiniere, signoria? aveva indagato il maestro di palazzo dopo aver
ricevuto gli ordini del conte.
Ha bisogno di qualcuno?
Il maestro di palazzo aveva rivolto a Hugo un gesto interrogativo.
Dovr muovermi per laccampamento, procurare vino e offrirne, ascoltare, andare e venire;
non potr fare tutto questo con il carro e le mule. Se il posto dove le tengo dovesse essere occupato da
altri, inoltre, i messaggeri dovrebbero cercarmi ogni volta in un posto diverso. E non potrei certo
abbandonare il carro.
Hugo ricordava lesperienza di Girona, con Mahir e lesercito di re Giovanni. Sapeva bene che
un carro di vino senza vigilanza sarebbe durato ben poco in un accampamento brulicante di
malintenzionati.
Portati la schiava russa, aveva risolto dun tratto il conte, interrompendo i suoi ragionamenti.
In ogni caso, stai gi fornicando con lei, aveva aggiunto, con grande sorpresa di Hugo.
No...
Con un gesto impaziente della mano, il conte laveva congedato.
Non fornico, aveva cercato di chiarire Hugo al maestro di palazzo, ormai fuori dalla sala in
cui erano stati ricevuti.
Laltro aveva agitato la mano in un gesto simile a quello del suo signore.
Non fornicava, ma era vero che sognava di farlo. Caterina era splendida: aveva recuperato peso
e il suo corpo era tornato voluttuoso, al punto che in alcune occasioni erano giunti a commentare che
non sarebbe stato prudente per lei farsi vedere dal conte. Quando non era in cantina, la russa
nascondeva le sue forme attraenti sotto abiti ampi e rozzi, e non esitava a sporcarsi il viso e le mani per
apparire pi brutta. Prestava anche attenzione a occultare a tutti gli altri il sorriso, lallegria e la
vivacit, che riservava solo a Hugo o Merc. Per non avevano fatto lamore. Non potr mai tradire la
donna che mi ha salvato la vita, aveva confessato la russa un giorno in cui, per il vino, o forse il
calore, la luce e il profumo dellaria, il desiderio di entrambi era stato sul punto di scatenarsi. Hugo
aveva accettato la sua volont e aveva ritratto la mano gi pronta a intrecciarsi a quella della schiava
sopra la tavola alla quale erano seduti. Regina... non la vedeva quasi pi. A volte la incontrava per caso,
raramente. Quando finiva di lavorare, Hugo sincamminava verso la casa di Barcha, dove viveva.
Tuttavia, dopo il viaggio a Saragozza, Merc aveva fatto un tentativo per riavvicinare i suoi genitori,
anche se presto aveva capito che nessuno dei due lo desiderava.
Sono stato io a salvarti la vita, aveva risposto Hugo a Caterina in quelloccasione. Regina si
 limitata a curarti, e lo ha fatto solo perch me lo doveva. Non per te, non tilludere.
Hugo si era distratto per un momento pensando che aveva salvato la vita alle tre donne che
condividevano la sua: Merc, la sua bambina, quando era una neonata e Regina glielaveva affidata
dicendo che se non lavesse accolta sarebbe morta; Regina stessa, violentata durante lassalto al ghetto;
e Caterina, che aveva trovato agonizzante in uno stanzino della tenuta di Rocafort.
Aveva sospirato. Non credo che sarebbe un tradimento, aveva detto con voce stanca. Il
nostro matrimonio non esiste pi da tempo, lo sai, e sai che lei ha giaciuto con il conte e con molti
altri.
S, per...
Rispetto la tua decisione, Caterina. Hugo le aveva preso la mano con dolcezza: era morbida,
come raramente accadeva alle donne della sua condizione. Le aveva accarezzato le dita, senza lasciarla
andare, e questa volta lei glielo aveva permesso. Per pensa a ci che ti ho detto. Regina non merita la
tua fedelt, mentre tu meriteresti...
Non aveva osato continuare, temendo che quella di Caterina fosse una scusa, che in realt la
donna non lo desiderasse. Il sorriso della russa aveva fugato ogni dubbio.
Prima di partire per Balaguer, il maestro di palazzo gli aveva consegnato alcuni documenti
sottoscritti davanti al segretario del conte.
Cosa dicono? aveva chiesto Hugo.
Che il signor conte ti consegna la russa affinch ti accompagni a vendere vino
allaccampamento di Balaguer. La autorizza quindi a lasciare Barcellona per recarsi in quel luogo, sotto
la tua custodia. Come se fosse tua.
Hugo e Caterina raggiunsero il contado della citt di Balaguer ai primi di agosto del 1413,
precedendo di un paio di giorni larrivo di re Ferdinando. A luglio, il conte di Urgell era stato
dichiarato colpevole del crimine di lesa maest dai tre bracci delle Corti catalane, allunanimit.
Ad agosto quegli stessi catalani che avrebbero dovuto imbracciare le armi non appena avessero
visto ondeggiare gli stendardi del conte, secondo quanto avevano ripetuto con insistenza la madre del
conte e gli altri suoi difensori, non solo lo abbandonarono, ma addirittura si unirono allesercito di
Ferdinando. Il re, per confermare la propria autorit, convoc le milizie di numerose citt catalane:
Lleida, Cervera, Trrega, Manresa, Berga, Vilafranca, Montblanc... Tutte risposero alla sua chiamata,
insieme ai regni di Saragozza e Valencia e alle truppe castigliane. Ferdinando lasci Barcellona per
recarsi a dirigere lassedio e, temendo che la sua assenza potesse incoraggiare qualche mossa a favore
del nemico, chiese a fra Vicente Ferrer di restare nella capitale catalana per mantenere tranquilli i
barcellonesi con i suoi abituali sermoni a base di ammonimenti e minacce di fuoco eterno per chiunque
si fosse ribellato al nuovo sovrano.
Tuttavia, non furono solo i catalani a tradire il conte di Urgell. Il re di Navarra, che fino ad
allora aveva permesso il passaggio e la permanenza di soldati guasconi e francesi sulle sue terre,
cambi idea, su richiesta di Ferdinando, e viet che nel suo regno si appoggiassero i ribelli. In quello
stesso periodo il re dInghilterra mor e il principe di Galles sal al trono con il nome di Enrico V,
alleandosi poi a Ferdinando e cancellando i precedenti impegni presi da suo fratello, il duca di
Clarence, con il conte di Urgell. Per finire, la quasi totalit delle truppe guascone che Antonio de Luna
aveva assoldato, dilapidando il patrimonio e persino i gioielli della casata di Urgell, erano scomparse
dopo aver intascato il denaro.
Tutte quelle notizie raggiunsero Hugo, che vendeva il suo vino dal carro, in un accampamento
affollato di gente. Il cantiniere vide presto terminare le scorte e fu costretto a comprare del vino
esecrabile a prezzi esorbitanti dai fornitori reali. Gli ottomila fanti e i quattromila cavalieri che
componevano lesercito di Ferdinando avevano diritto al vitto, vino compreso, e a ogni altra
vettovaglia, tutto fornito dal re. Le razioni della truppa erano sempre insufficienti, e a tutti quei soldati
insoddisfatti che cercavano di assicurarsi altri rifornimenti si aggiungevano le migliaia di uomini e
donne al seguito dellesercito, cui questa volta si erano uniti anche i lavoratori impegnati a trasformare
in tutta fretta quellaccampamento in una piccola citt: carpentieri incaricati di costruire le torri per
lassedio, boscaioli, speziali, armaioli che fabbricavano polveri esplosive, mulattieri, carrettieri,
fabbricanti di corde, fabbri per le bombarde, nonch altri artigiani e rappresentanti di vari mestieri. Tra
questi cerano in particolare gli scalpellini, che lavoravano di solito le macine da mulino, ma che in
quelloccasione scolpivano palle di pietra da lanciare con le bombarde. Lintensit del lavoro richiesto
per rifornire di proiettili un esercito che bombardava costantemente la citt di Balaguer era tale che
molti rinunciarono e fuggirono dallaccampamento. Il re li fece inseguire e li riport sul posto,
incatenati, ordinando nel frattempo che tutti gli scalpellini di Catalogna si presentassero al campo.
Lesercito di Ferdinando era composto da dodicimila soldati, mentre quello del conte di Urgell
da milleottocento. Fino al mese di agosto i cavalieri del conte avevano tentato sortite a cavallo contro le
truppe degli assedianti, con i quali ingaggiavano battaglia, ma poi avevano smesso. Mentre le
bombarde del campo, alcune di grandi dimensioni, lanciavano proiettili senza posa e tutte insieme per
assordare i nemici, alzando imponenti colonne di fumo nei punti in cui colpivano lobiettivo, il conte
rimase senza polvere da sparo, e i suoi attacchi divennero sporadici, quasi simbolici. La stessa contessa
di Urgell, incinta, aveva dovuto chiedere al re la grazia che i suoi artiglieri evitassero di bombardare la
torre in cui si trovava con le ancelle, grazia che Ferdinando aveva accordato, a patto che il conte
simpegnasse a non alloggiare in quella parte della citt. A Balaguer scarseggiava il cibo, e molti
scappavano fuori alla ricerca degli alimenti di cui laccampamento reale era ben provvisto, poi
rientravano in citt, quando non decidevano di disertare approfittando del perdono promesso dal re.
Com la situazione l dentro? chiese una notte Hugo al soldato di fiducia del conte che dal
suo arrivo aveva fatto da intermediario.
Luomo si limit a sbuffare. Era ormai met settembre e i loro incontri erano stati sempre molto
affrettati, per timore di suscitare sospetti. Fino a quel momento erano riusciti a parlare davvero poco.
Raccontami, insistette Hugo quella volta, offrendogli una coppa di vino che brill alla luce
della luna.
Luomo lo osserv e strinse le labbra. Non c nessuna possibilit che qualcuno accorra in
nostro aiuto. Le menzogne che la madre del conte ha inventato per tenere viva la speranza degli alleati
di suo figlio non servono a nulla, disse tutto dun fiato, poi bevve il vino in un unico sorso e allung il
braccio chiedendone una seconda razione.
Hugo si fece pregare, e laltro cap.
Non c da mangiare, e ancor meno da bere, prosegu. Non c zolfo, n polvere. Non c
foraggio per i cavalli. Non c niente di niente. I consiglieri della citt hanno implorato il conte di
consegnare Balaguer al re, ma lui risponde che Ferdinando  solo un infante di Castiglia, e che il re 
lui. C chi gli consiglia di fuggire, ma sua madre e molti altri, che per il loro rango non possono
aspettarsi misericordia da Ferdinando in caso di resa, sostengono ostinati che Giacomo deve essere re,
o morire cercando di diventarlo.
Morir, os sussurrare Hugo.
Non c dubbio, afferm laltro, agitando nuovamente la coppa per chiedere vino.
Hugo lo serv e luomo lo bevve di nuovo in un sorso.  abominevole, grugn poi.
I tempi sono difficili. C solo questo, si scus Hugo.
Bene. Hai lettere da darmi per il conte?
No, ment Hugo. Non ne ho.
Il soldato si mostr sorpreso. Strano. Il mio signore attendeva varie missive. Ha detto che...
Be, qui non  arrivato niente, rispose Hugo con voce ferma.
Forse il messo ha tardato.
Sar cos, concord Hugo alzando le spalle. Avr avuto qualche contrattempo.
Torner... oppure no, disse laltro congedandosi.
Buona fortuna, gli augur Hugo.
Poi prese la lettera con il sigillo del conte di Urgell che il soldato gli aveva appena consegnato e
la nascose sotto una tavola della carretta, insieme alle altre tre che non aveva inoltrato, inviate da Roger
Puig al conte.
Perch gli hai mentito? ud che gli chiedeva Caterina da sotto la carretta.
Dormivano l, riparati dallinclemenza del tempo, o sotto le stelle dietro il carro, a terra, se il
tempo era bello. Hugo aveva fatto cos fin dal primo giorno di cammino. Caterina aveva esitato e si era
stesa dallaltra parte, vicino alle mule. La situazione era rimasta invariata finch un forte temporale non
aveva costretto Hugo a cercare rifugio sotto il carro. C posto per tutte due, le aveva detto, vedendo
i vani sforzi della russa per proteggersi dallacquazzone. Da allora dormivano insieme. Era accaduto in
modo naturale: una notte si erano ritrovati luno accanto allaltra. Fammi vedere cosa mi merito,
aveva sussurrato lei. Hugo aveva seguito il profilo dei suoi fianchi con le mani, mentre lei gli
accarezzava il petto. Da allora fornicavano in silenzio, senza fretta, senza far rumore, senza
ammissioni, promesse damore o ansiti, ognuno attento al proprio piacere, lasciandosi dietro... oppure
no... ricordi ed esperienze del passato.
Quella notte Hugo rimase per un bel pezzo appoggiato alla fiancata del carro, a pensare e a
guardare il cielo. Vide una stella cadente e si chiese se fosse di buon auspicio. Poi si allung accanto a
Caterina, che era gi sdraiata. Ogni giorno che la russa trascorreva a vendere vino a soldati, artigiani o
apprendisti, era come un giorno sottratto alla sua et. I complimenti e le lodi che riceveva da tutti, gli
scherzi, le risate, le semplici conversazioni, risvegliavano in lei uno spirito che era stato annullato il
giorno in cui Roger Puig aveva accarezzato il seno ancora in boccio di quella schiava quattordicenne,
per poi violentarla selvaggiamente. Caterina si sentiva adesso pi vicina che mai a quella che
immaginava fosse la libert, e i suoi occhi chiari brillavano nella penombra.
Dimmi, perch gli hai mentito? ripet Caterina, cominciando ad accarezzarlo.
Perch mia figlia Merc ha scommesso il suo futuro e tutte le sue illusioni sulla vittoria del
conte di Urgell, rispose Hugo, e non voglio che soffra alcun danno per la sua inevitabile sconfitta.
E come pensi di riuscirci?
Credo di sapere come fare.
Rimasero un po in silenzio.
Accetter? fin per chiedere Caterina, immaginando ci che Hugo si proponeva. Lo sai
quant ossessionata dal conte di Urgell tua figlia.
Spero di s. Il conte e i suoi ormai sono condannati. Merc  frastornata da Regina e da Roger
Puig... ma in ogni caso, anche se lei non dovesse capire,  mio dovere di padre. Puig cadr in disgrazia,
su questo non ho dubbi, e perder tutto ci che ha. Non gli permetter di trascinare mia figlia nella sua
rovina.
 una vendetta crudele, mormor la russa.
S, rispose Hugo, anche lui in un bisbiglio, poi tacque. S, pens, era una vendetta crudele,
ma non sarebbe stato lui a realizzarla. Quindi aggiunse: Sar Bernat ad accanirsi su di lui. Non credo
che mi permetter di partecipare.
Lammiraglio te ne sar grato.
Non minteressa la sua gratitudine. Ormai so che tipo duomo  diventato Bernat. Credimi,
non minteressa.
Hugo, mormor Caterina dopo un breve silenzio. Ci sar un posto per me, in quel futuro?
Lui ci pens e fece cenno di s.
Sent Caterina che tentava di dire qualcosa, ma le sue parole si mutarono in pianto. La tir a s
per posarsi la sua testa sul petto e le accarezz i capelli e le guance. Per mia figlia e per te, supplicher
chiunque sia necessario.
Alle prime luci dellalba, quando molti ancora dormivano, Hugo si mise a lavorare con il vino.
Ne aveva tenuto un po di quello portato da Barcellona, di buona qualit, per il suo consumo personale.
Caterina era avvezza alla miscela annacquata che bevevano gli schiavi, e beveva senza problemi il vino
acetoso dei soldati. Solo Merc, dopo il viaggio a Saragozza, e Barcha, da quando distillavano insieme
il vino alla tenuta per rifornire la cantina di Roger Puig, conoscevano il suo segreto. Decise quindi di
rivelarlo anche alla russa, che lo fiss a bocca aperta mentre mescolava e assaggiava il vino,
aggiungendo aqua vitae e spezie come cannella e un pizzico di zafferano. Quando ritenne di aver
ottenuto il risultato desiderato, fece assaggiare il vino a Caterina, ma lei si scost, come se fosse il
demonio in persona.
 per lammiraglio, lonorabile Bernat Estanyol, spieg Hugo ai soldati della guardia
mostrando loro lotre. Aveva attraversato laccampamento fino alla collina su cui svettavano le tende
del re e dei nobili del suo consiglio. I soldati lo avevano bloccato davanti allingresso della palizzata
che circondava e difendeva le tende.
E tu chi sei, per avere il permesso di portare il vino allammiraglio?
Mi chiamo Hugo Llor. Sono stato cantiniere di re Martino, e a Barcellona ho promesso
allammiraglio che gli avrei procurato lo stesso vino con cui il monarca aveva celebrato le nozze con
Margherita di Prades.
I soldati annuirono, perch la storia risultava convincente, plausibile. Hugo era in tensione,
cercava di non far trapelare la paura. Non sapeva come avrebbe reagito Bernat.
Potrebbe essere avvelenato, si oppose uno dei soldati.
Era unobiezione logica, che Hugo aveva previsto.
Non lo , replic e si pose lotre sotto lascella per versarsi una buona dose di vino nella
ciotola che pendeva dal recipiente. Poi ne bevve un lungo sorso. Non  avvelenato. Ne volete?
I soldati si consultarono con lo sguardo e finirono per accettare. Tutti assaggiarono il vino, e
Hugo offr un secondo giro.
 dunque questo che bevono i ricchi e i nobili, comment a labbra serrate un soldato,
scuotendo la testa.
Ottimo vino! comment laltro.
Andarono a cercare lammiraglio. Hugo volse lo sguardo verso Balaguer, la sua cinta muraria e
le case segnate dai colpi delle bombarde provenienti dallaccampamento. Era inizio ottobre e il tepore
dellestate cedeva il passo al freddo tipico di quelle terre dal clima rigido, caratterizzato dai bruschi
cambi di temperatura. Sotto il cielo grigio le imponenti truppe di Ferdinando erano sparse su tutta la
piana, in attesa che il re ordinasse lassalto. Si stava ancora costruendo una grande torre da far
avvicinare alla citt. Hugo ne vedeva lo scheletro, quasi terminato.
Quella volta non lo fecero aspettare per ore, ma dopo poco tempo ricomparve lometto secco e
arcigno che Bernat aveva chiamato Guerao. Camminava con i suoi soliti passetti affrettati dietro uno
dei soldati.
Tu? grid Guerao a Hugo quandera ancora a una certa distanza. Non ne hai avuto
abbastanza laltra volta?
Hugo attese che si avvicinasse. Taci! gli ordin quando lo ebbe a tiro.
Laltro sobbalz, sorpreso, come se non si fosse atteso una simile reazione da parte sua.
Hugo, per, dopo quella prima esclamazione non sapeva pi bene che dire. Tutto il discorso che
si era preparato gli si era cancellato dalla mente, e lui si limit ad affermare: Voglio vedere
lammiraglio.
Guardie! url Guerao.
No! si ribell Hugo prima che i soldati arrivassero. Ricordi Roger Puig? chiese quando le
sentinelle fecero per afferrargli le braccia. Ho la prova che tradisce il re.
Lo agguantarono senza fare complimenti. Hugo tent di divincolarsi dalla loro stretta. In quel
momento Guerao alz una mano e i due soldati simmobilizzarono.
Ti giuro che se farai di nuovo infuriare il mio signore, sar io a prenderti a calci, brontol.
Vestito come un semplice soldato, Bernat era seduto in una tenda piccola e sobria.
Larredamento era costituito dalla sedia che occupava, una branda pieghevole e un tavolino con un
bacile e un candeliere; il suolo era di terra nuda, senza tappeti, arazzi o cuscini. Guerao entr insieme a
Hugo, senza alcun preambolo. Il cantiniere not lo stupore di Bernat nel trovarselo davanti.
Cosa...? fece per gridare.
Dice che pu dimostrare il tradimento del conte di Castellv de Rosanes e di Navarcles, lo
interruppe Guerao.
Bernat tacque e trafisse Hugo con lo sguardo. Tra traditori vi capirete, disse.
Non sono affatto un traditore, replic Hugo. Questo s che lo aveva chiaro, perch se lera
ripetuto mille volte: non era un traditore, non lo era mai stato. Non ti ho mai tradito. N te, n tuo
padre, n tua madre...
Non minteressa la tua vita, lo interruppe Bernat. Cos questa storia che puoi dimostrare
che Puig  un traditore?
Ho le lettere che si sono scambiati il conte di Urgell e Roger Puig.
E cosa dicono le lettere?
Questo non lo sapeva, ma poteva dedurlo facilmente. Non ho voluto rompere i sigilli, spieg.
Ma parlano dellaiuto che Roger Puig  disposto a prestare al conte di Urgell.
Come mai hai tu queste lettere?
Hugo non rispose e cerc invece di sostenere lo sguardo di Bernat, freddo e imperturbabile,
senza riuscirci.
Sei una spia, afferm Bernat non appena Hugo svi lo sguardo. Ecco cosa sei, una volgare
spia. Potrei impiccarti qui e ora, senza la minima spiegazione.
Fallo, allora, si arrese Hugo, tornando ad affrontarlo. Stavolta, per, riusc a sostenere il suo
sguardo. Fallo, gli ripet con gli occhi.
Non mimpressioni, lo schern lex corsaro con un sorriso stanco. Il tuo  un falso coraggio.
Tutti quelli che vogliono morire prima o poi ci riescono, da quegli sciocchi che sono. Cosa vuoi in
cambio di queste lettere? chiese dun tratto.
Che tu prenda mia figlia sotto la tua protezione, che ti adoperi per lei e che le procuri una dote
sufficiente per trovarsi un marito ricco, rispose Hugo tutto dun fiato.
Solo questo?
Hugo ci pens un momento. Che altro poteva chiedere un buon padre, oltre a una ricca dote per
la figlia? Probabilmente Merc ne sarebbe rimasta delusa, forse lavrebbe rinnegato per aver tradito
Roger Puig e il conte di Urgell, ma il suo futuro era pi importante. In quel momento, si ricord della
promessa fatta a Caterina. C anche una schiava...
Bernat fece un gesto di fastidio con la mano. Non minteressano le schiave. Di questo parlane
con lui, disse, indicando lometto con il mento. Va bene, acconsent infine. Far da padrino alla
ragazza, laccoglier presso di me e le procurer la dote. Se davvero mi consegnerai il conte di
Castellv de Rosanes e di Navarcles, le dar una dote cos ricca che non potr trovare un marito alla sua
altezza in tutta Barcellona. Ma che sia chiara una cosa: la dote  per lei, quanto a te, non voglio
nemmeno vederti. Dove sono le lettere?
Nascoste.
Portale, ordin Bernat.
Dovremmo... Prima dovremmo firmare davanti a un notaio.
Glielo aveva consigliato Caterina: Non consegnargli le lettere finch non avr firmato i
benefici per tua figlia e per... aveva lasciato in sospeso la frase, come se non osasse nominare se
stessa. In quel momento Hugo temette che la sua diffidenza potesse innervosire Bernat, ma questi si
limit a guardare Guerao, che annu, confermando la legittimit della richiesta di Hugo.
Daccordo, acconsent di nuovo Bernat. Vai a prendere le lettere e, quando tornerai, il notaio sar qui.
Ah! Prima di uscire dalla tenda, Hugo si volt di nuovo verso Bernat. Oltre alla schiava, c unaltra cosa che voglio in cambio delle lettere.
...
.
...
21.
...
.
...
Dopo aver ascoltato la denuncia di Bernat e aver esaminato le lettere che il corsaro gli aveva
consegnato, il re Ferdinando decise che non avrebbe avuto nessuna piet. A quel tempo molte persone
stavano fuggendo da Balaguer, con o senza lautorizzazione del conte di Urgell, e se giuravano
obbedienza al monarca, solitamente lui le perdonava. Qualcuno gli chiese persino di perdonare il
nobile, per esempio Isabel, moglie del conte di Urgell e zia del re, che nonostante fosse incinta
singinocchi davanti al re e gli disse che non si sarebbe rialzata finch non avesse ottenuto ci che
voleva. Ferdinando non si lasci impietosire, ma Isabel tenne duro e rimase inginocchiata, in attesa di
conoscere la risposta del re. Il sovrano ci riflett e alla fine, tra tutti i favori che quella sua parente gli
chiedeva, decise proprio di risparmiare la vita di suo marito. Altri, per, non vennero perdonati. Tra
questi, i fiancheggiatori pi stretti del conte, come Antonio de Luna, e tutti quelli che avevano
partecipato allassassinio dellarcivescovo di Saragozza. Roger Puig fu uno dei tanti che non godettero
della piet del monarca.
Molti hanno mancato di rispetto a me e al potere che rappresento, e hanno combattuto contro
di me, disse il re a Bernat in privato. Sono stati sconfitti,  vero, ma hanno lottato con onore in nome
delle loro idee e, per farlo, hanno rischiato la vita. Tutti loro, come guerrieri, possono confidare nella
clemenza del vincitore. Il conte di Castellv de Rosanes e di Navarcles, invece,  solo un furfante, un
imbroglione codardo e ipocrita. Per questo ordino che venga esiliato dalle mie terre, lui e la sua
famiglia, e che i suoi beni siano confiscati e ceduti alla corona. Bernat guard lamico monarca con
fare interrogativo, e il re intu cosa stava pensando. Dovrai aspettare finch non ci saremo vendicati
del conte di Urgell, disse. A quel punto Roger Puig sar tuo. Fino ad allora, per, non diremo niente
a nessuno e la tua spia dovr continuare a spedirci le sue lettere.
Il 31 ottobre 1413 il conte di Urgell si arrese e lasci Balaguer per obbedire alleditto reale e
prostrarsi di fronte al sovrano, che aveva comandato la sua incarcerazione a vita e la confisca di tutti i
suoi beni e territori. Quindi, dopo aver permesso ai propri soldati di fare razzia tra gli averi del conte, il
re Ferdinando entr vittorioso in citt. Quel giorno, ormai presa Balaguer, Bernat stava raggiungendo
Barcellona insieme a pi di quaranta soldati a piedi, due capitani, vari ufficiali a cavallo e due scrivani
reali. In fondo a tutti, a bordo di un carro, cerano anche Hugo e Caterina. Ad accompagnare Bernat
cera anche Guerao, a cavalcioni di un asino che si trascinava con la stessa andatura del suo cavaliere:
passi brevi e rapidi, nel tentativo di star dietro al ritmo frenetico imposto dal destriero dellammiraglio.
Lungo la strada, la comitiva si divise: un capitano, dieci soldati e uno scrivano
sincamminarono per Castellv de Rosanes, mentre un contingente analogo prosegu alla volta di
Navarcles.
Appena entrati a Barcellona, Hugo vide uno degli ufficiali staccarsi dal gruppo e andare a
cercare il governatore e i consiglieri della citt per consegnare loro i proclami reali. Questo, almeno, fu
quello che dissero a lui. Poi guard Bernat e not che lammiraglio, con uno sguardo glaciale fisso
davanti a s e la mascella serrata nascosta dalla barba castana, si stava avviando verso il palazzo di via
de Marquet. Su via del Hospital, un ufficiale rallent finch Hugo non lo raggiunse.
Quante uscite ci sono nel palazzo? chiese. Hugo glielo disse. Laltro diede istruzione ai suoi
uomini perch le mettessero sotto sorveglianza. Era chiaro che Bernat non aveva nessuna intenzione di
aspettare larrivo delle autorit cittadine.
Entr nel cortile del palazzo come se stesse conducendo un attacco. Il rumore delle spade
sguainate e degli zoccoli dei cavalli sui ciottoli del patio fece tremare tutto. Lasino e il carretto di
Hugo furono gli ultimi a entrare nel palazzo che, a quel punto, era gi stato circondato da alcuni soldati
che tentavano di impedire lingresso alla folla di curiosi che li aveva seguiti mentre sfilavano per le vie
della citt.
Roger Puig! Hugo riconobbe subito la voce di Bernat.
Servi e schiavi si affacciarono dalla loggia al primo piano per vedere cosa fosse tutto quel
trambusto, e un ufficiale intim loro di scendere nel cortile e disporsi in fila.
Roger Puig! grid di nuovo Bernat.
Come molti dei presenti, anche Hugo teneva lo sguardo fisso sulla loggia, dove i nobili e i
familiari che vivevano l con il conte iniziarono a poco a poco a comparire.
Il conte, per, non si pales. Hugo riconobbe la contessa Anna, moglie di Roger Puig, e anche
Regina e Merc. Un altro ufficiale, assistito da soldati armati di lance e spade, tentava di raggruppare
quella gente a unestremit del loggiato. Un cugino del conte tenne testa a un soldato e prov a
liberarsi, ma la reazione dei nuovi arrivati fu tale che nessun altro os pi opporsi. In realt, qualcuno
ci prov: la contessa, persuasa forse che la sua condizione di donna lavrebbe dispensata dalla violenza.
Come a chiedergli cosa fare, lufficiale lanci unocchiata allammiraglio che, nel cortile, non si era
ancora deciso a scendere da cavallo. Bernat gli rispose con un movimento quasi impercettibile del
mento, e il militare si liber della donna a forza di botte. Da quel momento in poi, lopposizione si
ridusse a semplici lamentele e a qualche insulto pronunciato a bassa voce. Hugo salt gi dal carretto e
raggiunse Guerao.
L c mia figlia, gli disse indicando Merc in mezzo ai parenti del conte. Allontanatela da
quella gente.
Laltro ci pens un attimo e annu, quindi richiam un ufficiale dal cortile, che lo raggiunse e si
chin ad ascoltare cosa aveva da dirgli. Come hai detto che si chiama? chiese Guerao a Hugo.
Merc.
Merc, ripet lui allufficiale, come se laltro non lavesse sentito.
Il soldato si avvicin a Bernat e gli chiese lautorizzazione. Non appena vide lammiraglio che
annuiva, Hugo tir un sospiro di sollievo. Non era certo che Bernat avrebbe tenuto fede alla parola
data, anche se aveva firmato un accordo dopo aver letto le lettere ed esserne rimasto profondamente
soddisfatto. Nella sua tenda, alla presenza di un notaio, aveva fissato lammontare della dote a
cinquantamila soldi, una cifra equivalente al valore di una ragazza nobile, che potevano permettersi di
pagare solo le famiglie pi ricche di Barcellona. Non credendo alle proprie orecchie, il notaio gli aveva
chiesto di ripetergli la cifra, e Bernat aveva risposto: Per caso non mi avete sentito? Cinquantamila
soldi! Hugo aveva creduto di vedere in quel generoso compromesso una ricompensa per il modo in
cui Bernat laveva trattato nel Palazzo Minore. Magari ci aveva ripensato e si era ricordato
dellamicizia che un tempo li aveva legati; anche se, a dire la verit, Bernat non si era sforzato troppo a
dimostrargliela, quellamicizia, visto che gli rivolgeva la parola solo quando non poteva proprio farne a
meno e sempre con un tono di profondo sdegno che trapelava persino dai suoi movimenti. Per questo
Hugo nutriva ancora dubbi sulla dote che Bernat aveva promesso di accordare a sua figlia...
Il trambusto che arrivava dalla loggia lo riport alla realt. Regina stava litigando con alcuni
soldati, perch anche lei voleva andarsene con Merc, ma uno di loro laveva fatta allontanare senza
troppi complimenti e aveva trascinato via la ragazza lungo le scale.
Merc raggiunse il cortile nellesatto momento in cui stavano entrando il governatore e i vari
consiglieri della citt. La ragazza prosegu verso il carro, gli altri verso lammiraglio.
Che cosa sta succedendo? chiese avvicinandosi al padre, come se le bastasse quel contatto
per sentirsi al sicuro.
Ti spiegher tutto dopo, rispose Hugo, continuando a guardare il loggiato dove aveva appena
fatto la sua comparsa Roger Puig, che evidentemente aveva atteso larrivo delle autorit municipali,
temendo che lammiraglio si facesse giustizia da solo.
Il conte si affacci dalla balaustra: aveva unespressione risentita e il suo volto era ancora tutto
scorticato. Bernat fece un cenno al suo scrivano, che consegn un documento al governatore.
Annunciatelo! gli ordin lammiraglio.
Dopo aver dato unocchiata veloce al documento, il governatore gli obbed: Noi, Ferdinando,
per la grazia di Dio, re dAragona, Valencia, Maiorca, Sicilia, Corsica e Sardegna, conte di Barcellona,
duca di Atene e di Neopatria, conte di Rossiglione e di Cerdaa...
I termini traditore, vile e furfante riecheggiarono a lungo nelle orecchie di Hugo che,
senza distogliere lo sguardo da Bernat, aveva notato un impercettibile tremolio del suo labbro inferiore,
segno che era almeno in parte in contraddizione con il carattere scontroso e violento dellammiraglio.
Lui sapeva da cosera causato. Bernat glielaveva raccontato anni prima sulla spiaggia di Barcellona,
tra le barche in secca, quando lodio per i Puig lo aveva portato a rievocare davanti a Hugo loccasione
che suo padre aveva avuto di mandarli in rovina. Avrebbe dovuto privarli di ogni cosa, invece ha
permesso loro di rientrare a Navarcles, e i Puig si sono rafforzati, gli aveva detto.
Quel giorno, per, la storia si ripeteva: un Estanyol cacciava i Puig dal loro palazzo. Hugo lo
vide inspirare profondamente e poi coprirsi gli occhi con la mano. Che stesse pensando ai suoi
genitori? Arnau era stato ucciso come un delinquente qualsiasi. Mar era morta di stenti, nella miseria,
accudita da un gruppo di umili bastaixos. Bernat stesso aveva dovuto subire lira dei Puig! Adesso,
per, era lui a comandare.
... decretiamo lesilio...
Il governatore continu a leggere. Roger Puig, ormai impallidito, aveva chinato la testa, come
se il suo collo non fosse pi abbastanza forte da tenerla dritta. Per un attimo, gli sguardi di Hugo e
Bernat sincrociarono e gli occhi dellammiraglio si fecero di ghiaccio.
... e la confisca, in nome della corona, di tutti i suoi beni e possedimenti. Obblighiamo inoltre
alladempimento di tale ordine ogni governatore, ufficiale del registro e funzionario di ciascun regno,
principato, isola e contea. E non freneremo la nostra ira su coloro che non rispetteranno queste volont.
Scritto a Balaguer, nel trentunesimo giorno di ottobre dellanno di Nostro Signore 1413. Ego rex
Ferdinandus!
Soltanto il vociare dei cittadini ammassati davanti alle porte del palazzo, che ripetevano leditto
reale a chi era in strada, rompeva il silenzio che cal sul palazzo non appena il governatore fin di
leggere. Poi luomo arrotol il documento e lo consegn di nuovo allo scrivano.
Bernat Estanyol schiuse le labbra in un sorriso. Roger Puig! url.
Il conte drizz la schiena.
Scendi gi, maledetto traditore.
Bast un attimo di esitazione del nobile perch un ufficiale ordinasse a un paio di soldati di
prendere il conte e trascinarlo gi in cortile. Roger Puig tent di liberarsi dalla presa, ma quelli non
glielo permisero e lo portarono di forza davanti al cavallo dellammiraglio, che non aveva ancora
messo piede a terra.
Inizia con linventario, disse Bernat allo scrivano, poi si rivolse ai soldati che avevano portato
gi il conte: Toglietegli tutti i vestiti. Lasciategli addosso solo la camicia e i calzoni, perch la gente
non veda le sue miserie.
Sono un cavaliere! Non puoi trattarmi cos! sbrait il conte. Le leggi...
Bernat Estanyol spron il cavallo e urt il nobile facendolo cadere a terra. Un cavaliere?
grid.
Roger Puig fece per rimettersi in piedi, ma Bernat mosse lanimale contro di lui, finch il conte
non si rannicchi proteggendosi la testa con le braccia.
Un cavaliere non tradisce il proprio re! Forse non hai sentito che Ferdinando ti ha privato di
tutti i tuoi possedimenti e dei tuoi titoli? Sei un traditore. Non sei altro che un povero cencioso.
Anche se abbracciato a Merc che lo teneva stretto, Hugo rabbrivid non appena sent
quellinsulto. Cencioso! Per un attimo la sua mente vol ai cantieri navali, a quando era solo un
bambino e anche lui era stato chiamato cencioso.
Spogliatelo! grid Bernat. Toglietegli le armi... e i gioielli.
I soldati parvero un po impacciati, ma alla fine riuscirono a sfilargli armi, gioielli e vesti di
seta.
Anche le scarpe! url allora lammiraglio. Voglio che resti scalzo!
I soldati continuarono a umiliare Roger Puig tenendolo in piedi e reggendolo da sotto le ascelle:
un uomo di oltre quarantanni, spogliato della propria nobilt, con addosso soltanto una camicia,
privato di tutta la sua arroganza...
Toglietegli anche quella! grid lammiraglio, nel vedere che lultima sua veste era di un certo
valore. Voglio vederlo nudo come quando quella puttana di sua madre lo ha messo al mondo. Bernat
quindi pass in rassegna la fila di servitori finch non vide... Tu, dammi i tuoi calzoni, disse a un
vecchio schiavo che, a giudicare dalla sporcizia e dalla sciatteria dei suoi vestiti, doveva lavorare nelle
cantine del palazzo.
Roger Puig era nudo, eppure rifiut dindossare gli abiti del suo schiavo.
Non fa niente, disse lammiraglio. Li indosser in carcere... se vorr. Adesso fate scendere
gli altri nobili dal piano di sopra! E voi andate a prendere i vostri vestiti, concluse rivolgendosi ai
servi e agli schiavi.
Mentre qualche servo si addentrava nelle stanze del palazzo e i soldati iniziavano a portar gi i
nobili che erano ancora nella loggia, Hugo pot osservare meglio il conte. Nudo, stretto in mezzo a due
soldati, sembrava aver perso anche lultimo briciolo di quella dignit che aveva sfoggiato fino ad
allora. Gli tremavano le ginocchia, i denti e persino le braccia, che sembrava non sapere neppure dove
mettere. Si copr linguine con le mani, ma dovette sentirsi ancora pi ridicolo e, lattimo dopo, torn a
lasciarle cadere lungo i fianchi. Ci pens ancora e alla fine tent di raggomitolarsi su se stesso, ma i
soldati lo tirarono su a forza, tra gli evviva e le risate della gente. I soldati a guardia delle porte del
palazzo, distratti da quello che succedeva in cortile o forse incalzati dalla folla che aveva iniziato a
spingere, avevano perso terreno e adesso il palazzo era pieno di curiosi. Bernat sorrideva, godendosi la
vendetta. E anche Hugo si sorprese a sorridere: in fondo, quel figlio di puttana aveva avuto quello che
si meritava! Poi si volt a osservare Caterina, che era ancora sul carro. La schiava aveva un sacco di
motivi per gioire della disgrazia e dellumiliazione delluomo che laveva violentata, eppure era rimasta
calma e impassibile, con gli occhi fissi sul conte. Solo quando si sent osservata, si gir verso Hugo e
annu. Voleva soltanto lasciarsi tutto alle spalle... come aveva detto a Hugo molte volte, mentre lui la
teneva tra le braccia. E voleva vivere, gli stavano dicendo il suo sguardo calmo e i suoi occhi spenti,
voleva abbandonarsi alla serenit e allarmonia di quel rapporto con Hugo, andare a vendere il vino,
dormire sul carro, fare lamore sotto le stelle, vivere in pace, insomma, senza pi soprusi o passioni
tormentate...
Quel giorno sarebbe stato il primo passo per conquistare tutto ci che sognava.
Se leditto di Balaguer sanciva la libert di Caterina, mancava ancora lufficialit del notaio.
Lammiraglio non pu disporre di qualcosa che non  suo, si era giustificato Guerao. Ma ha
promesso di renderla libera. Hugo aveva avuto un attimo desitazione e allora Caterina aveva insistito
parecchio perch venisse messo tutto per iscritto di fronte a un notaio.
Per caso non ti fidi della parola di un corsaro? lo aveva stuzzicato Bernat, notando
lindecisione di Hugo.
No, non mi fido, aveva risposto Hugo, lasciando tutti di stucco. Bernat aveva fatto per alzarsi
dalla sedia, ma Hugo aveva aggiunto: Per, mi fiderei della parola del figlio di messer Arnau. E
Bernat era tornato a sedersi.
Hugo avrebbe voluto rispondere allo sguardo di Caterina anche solo con un cenno, ma tutte
quelle grida lavevano distratto. La stessa violenza che Bernat aveva riservato a Roger Puig era toccata
anche alle donne, tanto che uno dei consiglieri della citt chiese allammiraglio di mostrarsi pi
indulgente.
Perch? Sei un suo amico, per caso? gli grid Bernat da cavallo, puntando il dito sul nobile
nudo e i suoi familiari. Anche tutti i suoi amici saranno considerati traditori!
Il consigliere simpaur cos tanto che si affrett a rientrare tra i ranghi, mentre Bernat ordinava
che venissero portati via tutti i servi e gli schiavi.
E tu? chiese a Regina, notando che la donna protestava, decisa a dimostrare che lei non era
affatto parente del conte, nonostante le vesti sfarzose che indossava.
Io sono la moglie di Hugo, dichiar lei, indicando il carro.
Merc strinse il braccio del padre, ma lui le disse di restare in silenzio.
Un vestiario un po troppo sontuoso... per essere la sposa di un semplice cantiniere, rispose
Bernat, senza neppure voltarsi verso Hugo. Quei gioielli e quelle vesti appartengono al re! Tutto
quello che si trova in questo palazzo  del re! Spogliate anche lei!
Regina cerc di ribellarsi, ma il suo Sono un medico! fu coperto dalle grida che scoppiarono
non appena lammiraglio diede per conclusa la questione. Regina fu portata doverano gi le altre
donne che, coprendosi luna con laltra e cercando di nascondersi agli sguardi lascivi degli uomini
accalcati nel patio, avevano preso a spogliarsi da sole per evitare che lo facessero i soldati. Merc
avrebbe voluto aiutare sua madre, ma Hugo glielo imped. La ragazza non riusciva a capire perch lei
era stata separata dalle altre donne.
Che cosa succede, padre? gli chiese di nuovo. Perch non mi trattano in quel modo?
Dopo ti spiegher tutto, figlia mia. Adesso non  il momento.
E mia madre? Larresteranno?
No.
Ma...
Non le accadr niente, vedrai... cerc di tranquillizzarla Hugo.
Padre...
Hugo le disse di tacere. Uomini e donne si stavano vestendo con gli stracci dei propri servitori.
Alla fine anche Roger Puig cedette e indoss i calzoni dello schiavo. I soldati ammassavano vestiti e
gioielli davanti allo scrivano che, non riuscendo a registrare tutto, ordin che la roba venisse portata
allinterno del palazzo.
Bernat fece trottare il cavallo ed esamin il patio.
Dentro  rimasto qualcuno? domand a uno dei capitani. Luomo fece di no con la testa.
Daccordo, Roger Puig, grid davanti a tutti. Lascio te e i tuoi familiari nelle mani del governatore
di Barcellona, perch vi scorti fino alla frontiera del regno e la pena dellesilio imposta dal re venga
quindi compiuta. Ringrazia che Ferdinando  stato indulgente nei confronti del conte di Urgell, perch
se lui non verr ucciso, non verrai ucciso neppure tu. Ma se oserai tornare, verrai appeso per i piedi
come il pi infimo degli schiavi finch non morirai. E adesso portatelo via, concluse Bernat, facendo
un cenno al governatore.
Alcuni parenti di Roger Puig, tra cui la sorella e il cognato, si avvicinarono allammiraglio e gli
singinocchiarono davanti, nel tentativo di evitare la condanna.
Noi non abbiamo commesso nessun delitto, vostra signoria.
Siamo sempre stati leali al re Ferdinando.
Noi non sapevamo che...
Come se un nemico lavesse caricato, il cavallo di Bernat simpenn.
Supplicate! grid lammiraglio. Chiedete clemenza al re, bravi... Ma fatelo fuori dai confini
del regno. Portateli via! ordin di nuovo al governatore.
I soldati si mossero verso Roger Puig e i suoi ma, prima che potessero raggiungerli, Hugo si
avvicin a Guerao, che cap subito cosa stava per chiedergli il cantiniere e corse a piccoli passi verso
lammiraglio per sussurrargli qualcosa. Di fronte a quellometto, che superava a malapena laltezza
della sua staffa, Bernat annu.
Aspettate! grid ai suoi soldati. Portateli via tutti, ma lui... disse indicando prima Roger
Puig e poi lasinello dellomuncolo. Mettetelo in groppa a quellanimale e scortatelo per le strade di
Barcellona proclamando il suo tradimento, in modo che tutti conoscano le sue bassezze.
Hugo si un alle grida di esultanza con cui i cittadini accolsero quella decisione. Caterina si
aggrapp a Hugo e lasci che un sorriso le affiorasse alle labbra.
Questo non me lavevi detto, lo rimprover.
No, ammise Hugo tra s. Quella era la sua vendetta personale. Non aveva voluto ucciderlo nel
castello di Navarcles ma adesso, per Hugo Llor, era arrivato il momento di sistemare le faccende
rimaste in sospeso con il conte.
Gli ufficiali e i soldati si divisero in due gruppi. I primi legarono Roger Puig e lo fecero sedere
sullanimale: i nobili piedi ora penzolavano dallasino sfiorando il terreno. I soldati, invece, iniziarono
a spingere i sostenitori del conte verso le porte del palazzo. Regina, per, si rifiut di obbedire.
Lufficiale chiese a Bernat cosa fare e lui, con un cenno di disprezzo, gli concesse di farla restare,
dopodich anche Regina corse a raggiungere Hugo e Merc. La ragazza le butt le braccia al collo,
mentre Hugo si fece pi vicino a Caterina.
Ascoltate! risuon di nuovo la voce di Bernat, non appena le guardie del governatore ebbero
varcato la porta e la folla si fu fatta da parte per lasciarli passare.
Sullasino, con la testa china e lo sguardo fisso sulle corde che gli legavano le mani sul ventre,
Roger Puig aspettava che toccasse a lui essere portato fuori.
Bernat, ancora a cavallo, lo guard con arroganza e rise, poi riprese a parlare. Ora questo
palazzo  propriet del re Ferdinando. Tutto quello che si trova al suo interno, schiavi compresi,
appartiene alle tesorerie reali. I servitori liberi potranno restare o andarsene, sta a loro decidere. Se
resteranno, per, lo faranno alle condizioni che saranno imposte loro per aver lavorato per un traditore.
Dora in poi, lo scrivano reale e il mio... maestro di palazzo, disse indicando Guerao, si occuperanno
di tutto quello che riguarda le residenze e le contee di Navarcles e Castellv de Rosanes.  chiaro per
tutti? chiese rivolgendosi ai consiglieri della citt che non se nerano ancora andati. Si sent un
mormorio di approvazione e Bernat riprese a parlare: Io torner da Ferdinando. Fino al mio rientro, la
mia protetta vivr in questo palazzo e ne sar la signora. Dove sei... Guard verso Hugo e fece un
cenno con la mano perch si avvicinasse. Non tu! gli grid. E nemmeno tu! url a Regina. Tu! S,
tu, ragazza. Vieni qui.
Hugo incoraggi la figlia ad avvicinarsi allammiraglio, premendole una mano sulla schiena.
Come ti chiami? le chiese Bernat, notando che la ragazza esitava accanto al suo cavallo e
parlava con un filo di voce. Merc... ripet lui pi forte. La mia protetta Merc sar la signora di
questa casa. Io ordino che tutti la rispettino e le obbediscano. Chiunque non eseguir questo mio ordine
sentir il peso della mia ira!
Merc continuava a guardarsi attorno senza capire perch quelluomo si rivolgesse a lei
chiamandola protetta. Regina, invece, fu pi perspicace.
Ci hai venduto! grid a Hugo, mentre le sue narici si dilatarono di colpo evidenziando quanto
fosse adirata.
Laccusa risuon in tutto il cortile e coincise con un inopportuno momento di silenzio. Merc
trasse un respiro profondo. E Bernat aggrott le sopracciglia e guard Regina, cos come fecero anche i
consiglieri della citt. I presenti iniziarono ad agitarsi.
Ci? grid Bernat. Per caso ti stai mettendo tra le file dei traditori, donna?
Era da tanto tempo che Hugo non vedeva esitare sua moglie, perci cap subito che Regina non
sapeva cosa rispondere.
Solo Merc ebbe il coraggio dintervenire in difesa della madre.
Vostra signoria, bisbigli con voce tremante.
Per la prima volta da quando era entrato nel patio del castello, Bernat parve calmarsi: appoggi
lavambraccio sul pomo della sella e si chin verso la ragazza.
Questa era la dimora del conte, e vostra signoria sa bene comera fatto quelluomo, riprese
Merc. Rifiutarsi di obbedire a un suo ordine era praticamente impossibile... sebbene la nostra volont
fosse ben altra. Bernat accenn un sorriso e Merc ne approfitt per proseguire, con un tono sempre
pi supplicante.  mia madre...
Bernat si drizz sulla sella. Avete inteso le mie istruzioni? disse a voce alta, dando per
archiviato lo spiacevole episodio con Regina.
Qualcuno rispose di s e altri si limitarono ad annuire. Merc guard prima Hugo e poi sua
madre. Non riusciva a farsi una ragione del fatto che le cose dovessero andare in quel modo, e
continuava a chiedersi se era vero che suo padre le aveva vendute. Ormai nessuno sembrava pi
preoccuparsi di lei. Bernat si muoveva a cavallo per il patio, impartendo ordini a ufficiali e soldati:
alcuni sarebbero ritornati a Balaguer con lui, a cavallo, perch Bernat aveva fretta di raggiungere il re;
altri sarebbero rimasti l a protezione del palazzo, ma non prima di aver scortato Roger Puig per tutta
Barcellona.
Ci avete tradito? chiese Merc a suo padre, non appena lo raggiunse.
Hugo rispose di no con la testa. Dopo ti spiegher tutto, figlia mia, disse, cercando di evitare
una risposta pi chiara.
Nel frattempo, in tutto quel trambusto, Bernat fece cenno a un ufficiale che impugnava una
frusta e luomo lo raggiunse. Appena sarete usciti dal palazzo, voglio che tu lo faccia a pezzi, gli
sussurr, chinandosi verso lufficiale. Non deve scendere vivo da quellasino. Avanti! disse alzando
la voce allimprovviso.
Luomo schiocc la frusta in aria per intimidire Roger Puig, che infatti si rannicchi sullasino.
Il soldato mand il braccio allindietro, preparandosi a vergare la prima frustata sulle spalle del
prigioniero, ma Hugo sintromise tra il boia e il colpevole, e gli chiese di dargli la frusta. Luomo
guard Bernat, che con un ghigno di approvazione scroll le spalle.
Volete... volete sapere una cosa? Quando si piazz accanto a Roger Puig, Hugo parve
cambiare atteggiamento e inizi a parlargli quasi sussurrando, suscitando molta curiosit nei cittadini
ammucchiatisi davanti alla porta.
Alza la voce! grid Bernat. Vogliamo sentirti tutti.
Quella era la sua vendetta, pens Hugo. Perch doveva dividerla con gli altri? A ogni modo, il
suo piacere poteva addirittura moltiplicarsi, visto che glielo stava chiedendo Bernat.
Ti ricordi del bambino che aveva difeso Arnau Estanyol il giorno in cui tuo zio, il conte di
Navarcles, lo ha ucciso in mezzo al Pla de Palau? grid allora Hugo pi forte che pot.
Roger Puig si volt verso di lui con un movimento cos brusco che per poco non cadde
dallasino. Hugo non aveva bisogno di voltarsi a guardare Bernat: cap il nervosismo dellammiraglio
dallo stridio degli zoccoli del cavallo sui ciottoli del patio.
Tu mi hai picchiato a sangue, solo perch avevo difeso Arnau Estanyol! riprese a gridare.
Dietro di lui, risuonarono di nuovo gli zoccoli del cavallo di Bernat.
E poi mi hai fatto cacciare dai cantieri navali e hai mandato Mateo a darmi una lezione,
aggiunse con voce pi bassa.
Persino con il volto ancora tutto scorticato, Roger Puig sembrava pallido. Hugo si allontan di
qualche passo e sollev la frusta mandando il braccio allindietro. La prima frustata squarci le carni
del prigioniero lasciandogli sulla schiena una linea sottile da cui non tard a sgorgare il sangue. La
gente rimase a osservare quella flagellazione in silenzio, ma alla seconda frustata applaud e grid di
gioia. Hugo gli assest una terza frustata, con la stessa forza delle prime due, stando ben attento che la
frusta facesse il giro completo sulla schiena di Roger Puig, andando a sbattergli sul petto o sul volto.
Quando si stava preparando per assestargli la quarta, lufficiale a cui Hugo aveva preso la frusta lo
trattenne.
Deve restare vivo per attraversare la citt, disse.
Hugo allora torn allasino. Figlio di puttana! grid.
Il naso e gli zigomi di Roger Puig erano attraversati da unaltra sottile striscia di sangue.
Ricordati sempre di me, della persona che ha difeso Arnau Estanyol: Hugo Llor. Sono stato io
a farti sprofondare nella miseria. Io ho denunciato il tuo tradimento al re Ferdinando.
La gente che attendeva davanti alle porte del palazzo scoppi a gridare non appena la comitiva,
dopo lordine di Bernat, si mise in marcia.
Lultima cosa che Hugo vide del detronizzato conte di Castellv de Rosanes e di Navarcles,
prima che la folla gli si richiudesse attorno e iniziasse a insultarlo e prenderlo a sputi e a sassate, fu la
sua schiena insanguinata. I ricordi lo riportarono indietro alla sua infanzia, a una manciata di cipolle
verdi e a un paio di scarpe. I consiglieri erano stati clementi con lui e avevano usato soltanto corde di
canapa che, in ogni caso, lo avevano scorticato finch la schiena non era diventata un ammasso di carne
viva.
Ladro di cipolle! cos quella volta il banditore aveva gridato a tutti la sua condanna. Ma
adesso, lungo via de Marquet, quello che Hugo sentiva era: Traditore!, Infame!, Furfante!
Quanti di quei cittadini avevano appoggiato il conte di Urgell?, si domand Hugo a mano a mano che
lasino si allontanava dal palazzo e il baccano diminuiva.
Nel patio risuonarono di nuovo gli zoccoli del cavallo di Bernat, segno dellimminente partenza
di quelluomo che, da quando era arrivato, non aveva mai poggiato piede a terra e aveva continuato a
guardare tutti dallalto della sua sella.
 sempre cos, mormor Guerao accanto al carro dei vini, anche lui in attesa che
lammiraglio se ne andasse.
Che vuoi dire? gli chiese Hugo.
Non si ferma mai. Vive sempre di fretta. Come se avesse una nave catalana alle calcagna...
Anche se una nave catalana ormai non gli farebbe pi paura! disse ridendo alla sua stessa battuta,
prima di correggersi. Una nave algerina, potremmo dire, allora. La verit  che nessuno riesce a stargli
dietro...
Ci hai venduto, intervenne Regina in quel preciso momento.
Lometto fece un passo indietro, ma Hugo rest immobile. Merc era al loro fianco.
Non  vero! Io non ho venduto nessuno. Ho soltanto... ho soltanto mantenuto la promessa che
molti anni fa avevo fatto a me stesso. E cio che mi sarei vendicato di Roger Puig.
Portando tutti noi alla rovina, aggiunse sua moglie.
Non tutti. Sono anche riuscito a fare del bene a mia figlia. Non era di questo che mi avevi
accusato tempo fa? Non avevi detto che mi occupavo troppo poco di mia figlia? Lammiraglio ha
promesso di darle una dote di cinquantamila soldi.
Alle spalle di Regina, persino Merc rimase a bocca aperta. Cinquantamila soldi erano una cifra
esorbitante!
A discapito del conte di Urgell, per, continu Regina, riportando la figlia alla realt.
Se continuerai con questo atteggiamento, far chiamare il capitano perch ti arresti e ti
consegni agli uomini del governatore, la minacci Guerao. Quello che tu chiami il conte di Urgell 
stato dichiarato colpevole dal parlamento catalano del crimine di lesa maest.
Sono stati sua madre e i suoi alleati a tradire il conte di Urgell, incalz Hugo. Io ho venduto
solo Roger Puig. Una cosa che, peraltro, avrei dovuto fare molto tempo fa. Mi dispiace averci messo
cos tanto, ma ben venga se ora porter dei benefici a mia figlia.
E io? La mia opinione non conta niente? protest Merc.
No, rispose Regina in tutta franchezza.
Disgraziatamente no, figlia mia, le rispose Hugo. E nemmeno la mia, se  per questo. O la
sua, disse indicando Guerao. N quella di nessun altro. Lunica opinione che conta  quella dei
sovrani e dei potenti. Noi siamo soltanto i loro servi, le loro pedine. Presto o tardi, la sfortuna di Roger
Puig avrebbe travolto anche te, e tu lo sai.  la pura verit. Hugo lanci alla figlia uno sguardo
inquisitorio, e Merc gli rispose abbassando gli occhi. Sono convinto di aver fatto la cosa migliore.
Ha ragione tuo padre, intervenne di nuovo Guerao.
Tu non sei il maestro di palazzo dellammiraglio? si agit Regina. La tua opinione non
cinteressa. Andiamo a parlarne dentro, propose mentre, con una repentina espressione di schifo, si
scuoteva la veste sudicia che era stata obbligata a indossare poco prima.
No, protest Guerao, mentre Regina, con Merc sottobraccio, si era gi avviata lungo le scale
che portavano al loggiato e alla zona nobile del palazzo.
Regina si volt, con unartefatta espressione di fastidio. Ti ho gi detto che la tua opinione non
 richiesta.
Tu non puoi entrare nel palazzo.
Uno degli ufficiali che era rimasto accanto alle scale si mise sullattenti.
Lammiraglio non ha forse dato ordine che obbediate tutti a Merc? ribatt Regina. Quindi,
ora io entrer assieme a mia figlia, perch questo  ci che lei vuole. Dico bene?
Lufficiale si mise tra Regina e la scala e, quando lei cerc di spostarlo, lui la spinse via senza
troppi complimenti.
N tu, n tantomeno il tuo sposo potete risiedere in questo palazzo, prosegu Guerao. Questi
sono gli ordini dellammiraglio.
Che cosa? Sta dicendo la verit? chiese Regina rivolgendosi a Hugo.
S, disse lui. Avevo capito che non tinteressava trarre vantaggi dal tradimento di Roger
Puig... E cos non ho negoziato nessuna condizione in tuo favore, aggiunse con una punta di cinismo.
Il volto di Regina si fece paonazzo: le sue narici adesso sembravano quelle di un cavallo subito
dopo una corsa. Merc continuava a osservare la scena senza riuscire a credere alle proprie orecchie.
Allora non vivr qui neppure io! esclam la ragazza.
S che lo farai, figlia mia, le ordin Hugo. Non  vero, Regina? Fai un sacrificio in nome di
tua figlia, aggiunse, ripetendo le stesse parole che lei aveva usato per accusarlo tempo prima, in
cantina. Comportati come si comporterebbe una vera madre. Devi farlo, Regina!
Lei ebbe un attimo di esitazione, ma alla fine guard Merc e annu. Aveva gli occhi colmi di
lacrime. Laveva mai vista piangere?, si domand Hugo. Anche se fosse, non se lo ricordava.
Non preoccuparti per me, figlia mia. Resta pure qui. Un giorno ti sposerai e allora, se tuo
marito sar pi generoso di quel... di quellammiraglio, disse scandendo le sillabe di quella parola,
vivremo di nuovo assieme. Non sprecare quello che tuo padre  riuscito a ottenere... anche se grazie a
un tradimento. Fino a quel giorno, potremo comunque vederci.
Non qui, intervenne Guerao, in risposta allo sguardo che Regina gli aveva lanciato.
Se non sar qui, sar qualche passo pi in l! grid lei. Sulla porta dingresso! E adesso
salir a prendere le mie cose, disse cercando di schivare lufficiale per raggiungere la scalinata.
Luomo, per, non glielo permise.
Non hai sentito lammiraglio? Tutto quello che si trova allinterno del palazzo appartiene al re
Ferdinando, fece Guerao.
Regina si volt. Allimprovviso sembrava pentita di essersi ribellata con tanta arroganza a quel
piccoletto. A un primo sguardo poteva sembrare mortificata, ma bastava osservarle il viso con pi
calma, come fece Hugo, per notare che le sue narici si erano richiuse.
E quello significava solo una cosa: avrebbe supplicato ancora una volta, forse due, e poi sarebbe
crollata.
Puoi sempre andare a lamentartene con il re, rispose Guerao al primo tentativo di supplica di
Regina.
Dopodich lometto rest impassibile, anche di fronte alle insistenze della donna che solo allora
aveva capito che stava per perdere vestiti, soldi, gioielli, e persino i libri e gli strumenti di lavoro. In
quella dimora cerano tutti i suoi oggetti personali!
Regina insult Guerao per un po, poi lasci ricadere le braccia lungo i fianchi, proprio come
aveva fatto Roger Puig poco prima. Anche se non era nuda come lui, il suo aspetto non era meno
patetico: i capelli scompigliati, i piedi scalzi e, addosso, la veste strappata e sudicia che le aveva dato
una schiava.
Ci penser io, madre, disse Merc, nel tentativo di consolarla.
S, figlia, fallo. Parla con quelluomo, convincilo. E prenditi cura delle mie cose, per favore.
Sono tutta la mia vita, la implor Regina, ormai rassegnata.
E ora che abbiamo chiarito tutto, andatevene! le interruppe il maestro di palazzo di Bernat.
Dobbiamo fare linventario dei beni. E sar un lavoro molto lungo.
Non tutto, replic Hugo, facendo un cenno con il mento in direzione di Caterina.
Ah gi, gli diede ragione laltro.
Regina drizz il collo e prest attenzione a cosa stava dicendo.
Al momento si pu fare ben poco, spieg Guerao. Dobbiamo prima capire come decider di
disporre il re di tutti questi beni, schiavi inclusi. Hugo stava per mettersi a protestare, ma lometto
glielo imped allungando le mani aperte verso di lui. Fino ad allora, per, la schiava sar tua, sotto la
tua custodia. Daccordo? Ora portala via e torna domani per i documenti.
Hugo stava annuendo, quando Regina gli si scagli addosso.
Non hai fatto i miei interessi... ma quelli della tua puttana s, eh?! gli url contro, furiosa.
Hugo le tenne testa, per sentendosi spingere fu costretto a fare un passo indietro. Regina aveva
gi sollevato le mani per prenderlo a pugni sul petto, ma Merc lagguant per i fianchi e glielo imped.
Madre, le disse pregandola di smettere.
Laltra si divincol ancora un istante, poi si arrese e abbass le braccia. Te lo regalo, disse a
Caterina, indicando Hugo.
Hugo non aveva creduto alle parole di Regina, eppure era gi passato diverso tempo dallultima
volta che ne aveva avuto notizie, vale a dire dal giorno in cui erano usciti assieme dal palazzo di via de
Marquet, quando Regina aveva preso verso piazza Sant Jaume, mentre Hugo e Caterina si erano
incamminati lungo la costa, verso il Raval, da dove avevano imboccato la Rambla e poi erano saliti
fino a via del Hospital, continuando in direzione della casa di Barcha. La cosa pi strana, per, era che
n Guerao n lo scrivano n nessun altro ufficiale avessero impedito a Hugo di portarsi via il carro con
sopra le botti di vino e la coppia di muli che lo trainava.
Si saranno immaginati che fosse nostro, si era detto Hugo. Ci hanno visto arrivare a bordo di
quel carro, su cui avevamo tutte le nostre cose...
Hugo non aveva pi visto la mora da quando era andato a Balaguer. Si ricord che in quel
periodo la donna soffriva di una brutta tosse e, per un attimo, pens alleventualit che quella malattia
lavesse uccisa e si sent stringere lo stomaco. Con la notte, il freddo di novembre e lumidit portata
dal mare erano scesi sulle navi in secca, e quelle acque tranquille sembravano ora pi dense del solito,
come se a quellora le loro onde svogliate facessero pi fatica a scivolare luna sullaltra che non
quando erano incoraggiate dal sole del Mediterraneo. Era un brutto periodo per chi soffriva di tosse. Ne
aveva parlato con Merc e lei, sebbene avesse abbandonato gli studi di medicina, gli aveva promesso
che lavrebbe curata. Lho vista ieri e stava bene, gli aveva risposto la figlia prima di salutare Hugo
che, nonostante quella rassicurazione, alz il volto scuro al cielo e disse una preghiera per la mora,
senza poter fare a meno di pensare a quanto fosse assurdo supplicare Dio per la salvezza di uninfedele.
Magari la Madonna avrebbe avuto piet della mora, visto che era una donna anche lei.
Caterina camminava accanto al carro persa nei suoi pensieri. Lunica cosa che rassicurava Hugo
era che lei stava sorridendo placidamente, il che poteva significare solo una cosa: Caterina era
tranquilla. Quando Guerao le aveva detto che poteva andarsene via con Hugo, e che quello sarebbe
stato il suo primo passo verso la libert, lei non aveva aperto bocca. Non aveva domandato a Hugo
neppure dove sarebbero andati a vivere, anche se lui glielo aveva rivelato lo stesso. Ti ho parlato
spesso della mora. Vi troverete bene insieme, le aveva detto dopo averle spiegato la loro destinazione.
Caterina aveva annuito e detto di s con un filo di voce.
Hugo fren i muli con un grido, dopodich ferm il carro e scese. Tra le imposte chiuse della
casa a due piani, costruita poco distante dallospedale, sintravedeva una luce.
Benvenuti!
Il corpaccione di Barcha, che usc a riceverli a braccia aperte, occupava quasi tutto il vano della
porta. Doveva averli visti arrivare attraverso una fessura delle imposte.
La mora gli gett le braccia al collo.
E lei? chiese prima ancora di staccarsene
 Caterina, le bisbigli lui allorecchio.
E c solo Caterina, vero?
Gi, rispose Hugo.
Era ora che vi levaste dai piedi quelluccellaccio del malaugurio ebreo!
Caterina  una schiava, lavvert Hugo.
Lavevo capito, ribatt lei. Lasciate il carro nellorto e state attento che i muli non si
mangino il poco che c in questa stagione, disse a Hugo, dando per scontato che si sarebbero fermati
entrambi a dormire in casa sua. Caterina, mentre luomo lavora, tu vieni dentro con me, aggiunse con
un tono di voce pi dolce. E si richiuse la porta alle spalle, ancor prima che Hugo avesse spronato i
muli per togliere di l il carro. Era proprio contento di non averla sentita tossire.
Ti trovo molto meglio dellultima volta in cui ci siamo visti, le disse Hugo, rientrato in casa
dallorto.
Le donne si erano sedute al tavolino, davanti al fuoco. Barcha fece un gesto stizzito con la
mano. Sono una donna forte, io! rispose, prima di voltarsi di nuovo verso Caterina e riprendere a
subissarla di domande. Da quando? E ti hanno preso che eri una bambina? E come ti hanno
trattata? Sei russa?
Il problema era che, non appena Caterina apriva bocca, Barcha riprendeva a parlare con la sua
solita veemenza e non la lasciava mai rispondere.
Io vivo a Barcellona da quando ero piccola e non sono mai diventata cristiana. Dici che sei
stata in viaggio con Hugo? Ma quando Caterina fece per risponderle, lei lanticip di nuovo. Io non
mi sono mai allontanata da questo posto, per devo dire...
Mi fa piacere, la interruppe Hugo, sedendosi al tavolo con le due donne e dando la faccia al
fuoco, che in una notte fastidiosa come quella era proprio ci che ci voleva per tirarsi su di morale.
Cosa vi fa piacere? gli chiese la mora.
Che stai bene e sei di nuovo in forze.
Perch? Credevate di trovarmi morta?
Certo che no! rispose Hugo. Anche se in realt quel brutto pensiero gli aveva sfiorato la
mente solo un attimo prima.
Vivr altri mille anni grazie allaiuto della mia bambina. Lo sapete che  venuta quasi ogni
giorno a prendersi cura della sua... mora? E anche dellacqua... dellaqua...
Dellaqua vitae? la interruppe Hugo. Anche se dovremmo chiamarla acqua ardente... si
corresse, pur ammettendo tra s che acqua della vita era il termine pi adeguato, finch la gente
avesse continuato ad attribuire a quella bevanda il potere di uccidere chiunque ne bevesse pi di un
guscio di nocciola.
S, insomma... chiamatela come vi pare, disse Barcha.
Mi stai dicendo che tu... che tu hai prodotto aqua vitae? chiese Hugo, che ancora non riusciva
a credere a quello che stava pensando.
S! Ed  bellissimo! Ti tiene su danimo e riesce persino a curare la tosse. Che altro pensavate
che facessimo rinchiuse qua dentro, da sole? Ho comprato del vino, ho preso quelle pentole giganti che
avevate lasciato in giro e ho fatto come facevate voi nel podere, vi ricordate?  stato facile.
E Merc ti ha aiutata?
Eccome! E si  divertita come una pazza! esclam la mora.
E suppongo che labbiate anche bevuta!
Lho bevuta e la bevo ancora, certo. Due dita al giorno... e sono come nuova!
Anche Merc lha provata? chiese di nuovo Hugo, incredulo.
La mia bambina? Mi chiedi se lha bevuta anche lei? Non tanto... ma un po s, certo. Non 
una cosa di cui preoccuparsi. Del resto, mi ha raccontato che anche voi gliela offrivate da piccola. Non
vimmaginate le risate che ci siamo fatte!
I tre restarono in silenzio per qualche istante: Barcha e Caterina sorridevano e guardavano Hugo
che, per, sembrava ancora pensieroso.
Vi fermerete a vivere qui, vero? disse la mora, cambiando argomento.
S.
Era stata Caterina a rispondere, e con un vigore maggiore del suo solito. Anche se, un attimo
dopo, sembr essersene gi pentita, come se si fosse accorta che non spettava a lei rispondere.
Mi fa proprio piacere, disse Barcha, prendendole la mano. Mi terrai compagnia mentre
Hugo sar fuori per i suoi giri. Ah! Immagino che non abbiate ancora cenato...
Bast che i due sentissero quella parola perch la fame si risvegliasse. Del resto non avevano
mangiato niente tutto il giorno. Barcha mise in tavola pane, formaggio e vino, tanto per intrattenere
Hugo, dopodich disse a Caterina dinginocchiarsi davanti al fuoco e preparare la pentola.
Una semplice minestra di verdure e carne parve squisita a entrambi. Poi si misero a parlare
godendosi il calore del fuoco e Hugo raccont a Barcha cosera successo a Bernat e a Roger Puig, e le
disse dellaccordo secondo cui lammiraglio avrebbe dato a Merc una dote di cinquantamila soldi. La
mora annuiva e sorrideva, pensando alla fortuna che aveva avuto la sua bambina e al destino di quel
conte di cui tanto Hugo si era lamentato in passato.
E Regina? lo interruppe quando Hugo era quasi arrivato alla fine del suo racconto. Che ne 
stato di lei? Sono sicura che sta tramando qualcosa... Potrebbe denunciarvi per adulterio! Anzi no, si
corresse subito dopo. Finch Caterina sar una schiava, nessuno potr accusarvi, Hugo. Voglio dire,
quale uomo non ha rapporti con le sue schiave?
Hugo allora le parl di Regina, e non appena Barcha sent che era stata cacciata dal palazzo, un
sorriso le si disegn sul viso scuro e rugoso.
Quando era ormai gi notte fonda, assaggiarono lacqua ardente. E poi ne bevvero ancora. Quel
distillato non era proprio niente male, riconobbe Hugo. La mora trovava sempre un modo per stupirlo.
Andarono avanti a chiacchierare finch lalcol e la stanchezza non ebbero la meglio sui nuovi arrivati.
Era stata una giornata molto dura. Eppure, quando i due si stesero sul giaciglio della camera al piano di
sopra, Hugo si rannicchi contro Caterina.
Che cosa te ne pare di Barcha? le sussurr, distendendosi e accostandosi alla sua schiena
perch il calore del proprio corpo risvegliasse il desiderio della donna.
Laveva baciata sul collo. Ma Caterina non aveva risposto n si era mossa: stava gi dormendo
profondamente, serena.
Era una follia, figlia mia, fidati, ripet Hugo a Merc, con cui stava parlando mentre
passeggiavano per Barcellona, seguiti da un soldato. Ma  davvero necessario che ci scortino? si
lament per lennesima volta.
Cos dice Guerao, gli rispose lei, rassegnata. Dice che, se mai succedesse qualcosa,
lammiraglio gli taglierebbe... be, ci siamo capiti.
Guerao de Sant Esteve: cos le aveva detto di chiamarsi. Guerao de Sant Esteve, quanti nomi
per un uomo cos piccolo, aveva commentato Hugo.
Ma Merc gli aveva risposto: Non dovete prenderlo in giro.  un uomo buono e gentile.
I due camminavano scortati anche da due serve, uscite con loro in cerca di provviste per il
palazzo. Comprarono pesce, vicino alla chiesa di Santa Maria del Mar, e poi tonno e sardine essiccate,
e alla fine risalirono via del Mar dirette alla bottega del beccaio di piazza del Blat. Lungo la strada,
Hugo spieg per lennesima volta a sua figlia il motivo per cui aveva deciso di tradire Roger Puig.
Merc era tornata a pi riprese sullargomento, lamentandosi del fatto che il padre non le avesse
voluto confidare il suo piano.
Non mimporta cosa pensi, disse Hugo per mettere fine a quella discussione, quando
arrivarono in piazza. La rivolta del conte di Urgell era una follia e prima o poi ne avresti pagato le
conseguenze anche tu. Chi ti dice che il re non avrebbe trovato quelle lettere, una volta sconfitto il
conte? E allora, cosa sarebbe accaduto? Eh? Hai visto di cosa  capace lammiraglio! Ti avrebbe
spedita nel patio assieme a tutti gli alleati del conte, ti avrebbe spogliata, umiliata, lasciata in miseria e
condannata allesilio, proprio come ha fatto con tua madre. Sarebbe stata una scommessa non solo
pericolosa, ma persa in partenza. A ogni modo, se neanche quello che sto dicendo riesce a convincerti,
ti basti sapere che Roger Puig se lo meritava: per avermi picchiato quando ero solo un bambino, per
avermi mandato via dai cantieri, per aver lasciato che mi pestassero a sangue... E perch  andato a
letto con mia moglie, aggiunse nella sua mente, decidendo di omettere quella parte. Tutta la mia vita 
stata segnata dalla crudelt di Roger Puig, concluse.
Ma voi avete lavorato per lui, padre. E mentre gli servivate il vino, lo spiavate...
Ho dovuto farlo, rispose Hugo. Tu non puoi capire. Noi persone comuni non possiamo dire
di no ai nobili. E poi, lho fatto per te, per poterti stare vicino. Ma non appena ho capito che i tuoi sogni
erano in pericolo, allora ho reagito. Questa  la verit, figlia mia. Tu meriti quella dote, Merc. E grazie
a quella troverai un buon marito e potrai vivere la vita che hai sempre desiderato.
Ma io non ho fatto niente per meritarmi quella dote! Perch mai dovrei goderne?
Perch sei mia figlia, lo hai detto tu stessa. E perch Roger Puig aveva un conto in sospeso con
me.
Hugo assapor quel momento: Roger Puig aveva pagato, su questo non cerano dubbi. E aveva
pagato con la vita, visto che era morto un paio di giorni dopo la cacciata da palazzo, nellospedale della
Santa Croce, dove si era rifugiato con il busto e il volto scorticati dalle frustate, ormai ridotto a un
ammasso irriconoscibile di carne sanguinolenta.
Padre! lo richiam Merc vedendo che Hugo era perso nei suoi pensieri.
Abbiamo soltanto riscosso il nostro debito, Merc, gli rispose lui serio.
Un debito di cui godo solo io. E voi?
Non preoccuparti per me, tagli corto. Cera un altro argomento che a Hugo interessava
molto di pi. Dimmi, piuttosto, hai qualche notizia di tua madre? Non la vedo da parecchi giorni e la
cosa mi sembra molto strana.
Merc allora gli raccont che Regina era riuscita a recuperare i suoi soldi. Quella, in realt, era
lunica cosa che era riuscita a riprendersi dal palazzo, perch non le avevano voluto restituire n i
vestiti, n i gioielli, n i libri, n i suoi preziosi strumenti da lavoro. E se era riuscita a rimettere le mani
su quei soldi, era stato solo perch li aveva lasciati in un nascondiglio che Guerao e lo scrivano non
erano riusciti a scovare quando avevano fatto linventario dei beni che si trovavano nella sua camera.
Ma Merc sapeva doverano quei soldi. Per questo le era bastato andare a prenderli e portarli a sua
madre.
E poi cosha fatto?
Se n andata a Tortosa, gli rispose Merc.
A Tortosa? E che cosa ci  andata a fare?
A Tortosa  in corso la pi grande disputa della storia della Chiesa, gli spieg la figlia. Gli
ebrei e i cristiani pi eruditi dei regni dibattono sulle falsit, sulle eresie e sugli abomini del Talmud.
E cosa centra tua madre con tutto questo? Lei si  convertita al cristianesimo.
 vero, ma anche i principali difensori della dottrina cristiana sono conversi. Mia madre dice
che, siccome i conversi conoscono bene i libri della dottrina ebraica, ne conoscono anche gli errori e le
falsit meglio di chiunque altro. Ed  per questo che sono pi preparati dei cristiani a discuterne. A
dirigere la disputa per conto dei cristiani c Geronimo di Santa Fe, medico di papa Benedetto,
battezzato da frate...
Vicente Ferrer, disse Hugo.
S, conferm lei mettendosi a ridere. Quel nome spunta sempre fuori. Dicono che abbia gi
fatto un miracolo...
Non voglio saperne nulla, mormor Hugo, ma Merc aveva gi iniziato a raccontarglielo.
Un ponte di barche sul fiume Ebro si era rotto per il troppo peso della folla che seguiva il frate
e allora lui...
Un ponte come quello che abbiamo attraversato noi a Saragozza?
Esatto. Solo che questo era a Tortosa. Insomma, dicono che Vicente Ferrer lo ha ritirato su
soltanto facendosi il segno della croce e che non c stata neppure una vittima.
Spero che frate Vicente non si trovi davanti tua madre, perch allora s che avrebbe bisogno di
un miracolo eccezionale.
Padre! lo rimprover Merc.
In piazza del Blat si avvicinarono a un tavolo per assaggiare i formaggi che le serve
continuavano a mostrare loro, indecisi su quali scegliere.
Vogliono la mia opinione, ma io non so cosa dire. Io so leggere e ho studiato anche un po di
medicina, ma di formaggi e cibo e cose del genere non capisco assolutamente nulla, si lament Merc,
prima di raggiungerle.
A questo dovrai rimediare, le rispose Hugo, annusando i formaggi. Fece finta che fossero vini
e scelse quelli che gli riportavano al palato gli aromi che gli piacevano di pi. Immagino che il tuo
futuro sposo vorr accanto una donna che sintenda pi di cibo che di medicina.
Se il mio futuro sposo sar cos ricco come dite, di certo non avr bisogno di una moglie che
vada al mercato. Per caso vedete qualche altra nobile dama qui attorno?
La piazza del Blat, al centro della citt, era fuori dalle antiche mura romane di Barcellona. Su
una parte di quelle mura poggiavano il castello del governatore e le carceri. Attraversando lantica
porta Maggiore, quella settentrionale della cittadella romana, si arrivava dritti al Palazzo Maggiore.
Hugo e Merc percorsero la piazza con lo sguardo. Era una giornata fredda ma soleggiata, e ovunque
cera gente che gridava e discuteva sul prezzo o sulla qualit del grano e dei cibi che voleva comprare.
Che vuoi che mimporti se qui in giro ci sono altre dame o no? In quel momento si trovavano
a pochi passi di distanza dalla piazza dellOli, dove erano andati a comprare dellolio. Lunica cosa
che minteressa  sapere cosa  andata a fare tua madre a Tortosa. Non vorr riconvertirsi
allebraismo?
Ma no! Anche se, in effetti, Guerao ha trovato alcuni libri religiosi ebraici nascosti tra le sue
medicine...
Potrebbe costarle una condanna molto grave, la interruppe lui con un tono sempre pi serio,
trovando conferma ai dubbi che aveva sempre nutrito sulla cristianit esasperata di Regina. Potrebbe
anche prenderla di mira un vescovo. O lInquisizione.
Ne dubito. Guerao li ha nascosti prima che lo scrivano potesse annotarli nellinventario.
Che brava persona, disse Hugo, senza nascondere una punta dironia.
E comprensiva, aggiunse Merc.
Immagino che li avr nascosti per esaudire le tue suppliche...
Per caso vi state augurando che succeda qualcosa di male a mia madre?
Hugo non le rispose subito, poi aggiunse: Resta il fatto che non mi hai ancora detto che cosa 
andata a fare a Tortosa.
 stata convocata dalla priora di un convento con cui ha avuto a che fare in passato...
Immagino mi abbiate gi capito, vero, padre?
Io... be... che cosa dovrei aver capito?
Cose di donne!  andata a risolvere quei problemi che ogni tanto capitano alle suore... perch
sono donne anche loro, sapete...
Ed  dovuta andare fino a Tortosa?
Ci sono migliaia di persone a Tortosa!  dallinizio dellanno che papa Benedetto si 
stanziato l con tutta la sua corte: una settantina di cardinali, arcivescovi e vescovi arrivati da ogni
dove. Pi i principi e i nobili. E poi gli ebrei, ovviamente. Con tutti quei rabbini che Sua Santit ha
chiamato a partecipare alla disputa! Anche se non credo che i rabbini centrino qualcosa con la
faccenda delle suore... Riuscite a immaginare la quantit di frati e sacerdoti che gireranno attorno a un
simile prevosto? Molti di quei religiosi alloggeranno nei conventi. Tenuti a distanza dalle suore, certo,
ma... Merc arross leggermente. Avete capito, ora?
Hugo cerc dimmaginarsi la scena: lunico convento che lui conosceva era quello in cui
risiedeva Arsenda, il convento delle suore di Jonqueres, un luogo praticamente inespugnabile. E
tuttavia... se lui era riuscito ad arrampicarsi pi di una volta sul tetto del convento, era chiaro che
chiunque avrebbe potuto intrufolarsi e intrattenersi con una di quelle suore; sempre che lei glielo
permettesse, ovviamente. La gente diceva che era proprio cos che andavano le cose, ma in realt erano
solo maldicenze che pochi avrebbero potuto confermare.
Vuoi dire che anche le suore... fece Hugo imbarazzato, allungando gli indici di entrambe le
mani e battendoli assieme. Be... insomma, hai capito.
Guardate, padre, che ho accompagnato mia madre per conventi un sacco di volte! Le suore
pagano meglio di chiunque altro. In pi, mia madre  esperta e loro si fidano ciecamente delle sue
conoscenze e della sua discrezione.
Le serve li aspettavano con lolio e anche il soldato poltriva in attesa che si rimettessero in
marcia. Hugo si rattrist perch sapeva che, una volta fatto ritorno in via de Marquet, la visita a sua
figlia si sarebbe conclusa. Quando per i due arriv il momento di separarsi davanti alle porte del
palazzo, Merc not il dispiacere sul volto del padre.
Tornate, padre. Guerao  una brava persona e, anche se non disobbedir allammiraglio, ci
lascer incontrare fuori dal palazzo, come oggi. Quando Hugo si avvicin per darle un bacio sulla
guancia, lei gli chiese: Che cosa vi lega a Caterina, padre? Abbiamo parlato tanto di mia madre, ma di
voi...
Una cosa che tua madre non ha mai voluto darmi, tagli corto Hugo. Merc si stacc dal
padre bruscamente, sgranando gli occhi. Amore, aggiunse lui.
Come se tra i due fosse lui il bambino, Hugo rest in attesa dellapprovazione di sua figlia. Non
sarebbe stato contento finch lei non glielavesse data. Merc socchiuse gli occhi e annu. Nonostante
la sua giovane et, la ragazza non aveva potuto fare a meno di ascoltare le dicerie e i commenti che
giravano su Regina quando entrambe vivevano a palazzo. Aveva pianto, in solitudine, finch non aveva
capito che tra suo padre e sua madre non cera amore, n nessun altro tipo di affetto. Annu di nuovo,
stavolta con gli occhi ben aperti, guardandolo, e poi gli diede un bacio. Come risolverete la faccenda
con mia madre? gli domand.
Hugo scroll le spalle.
Ferdinando fu incoronato a Saragozza, dove per loccasione si celebrarono feste, giostre e
tornei. Per la serenit del nuovo re, e con grande scorno degli alleati del conte di Urgell, ammesso che
ne fosse rimasto ancora qualcuno, il conte venne imprigionato nel castello di Uruea, vicino a
Valladolid, nel regno di Castiglia, a centinaia di leghe di distanza dalla Catalogna.
Ora che il trono era al sicuro, il re si dimostr particolarmente generoso con tutti quelli che lo
avevano aiutato a conquistarlo. Il contado di Urgell scomparve e tutti gli immensi possedimenti che lo
formavano furono venduti o donati dal re ai suoi uomini pi fedeli. A Berenguer de Bardaj, che era gi
alle sue dipendenze quando era andato a Caspe come rappresentante e che il re aveva gi premiato con
cinquantamila fiorini doro, don i castelli e i territori di Almolda, Oso e Castellfollit. A Mateo Ram, il
suo sergente darmi, assegn i castelli e i territori di Samitier y Puig de Mercat. Ad Antonio de
Cardona, il suo capocaccia, regal il castello e la villa di Oliana. Don alcune terre e castelli che erano
appartenuti al conte di Urgell anche al suo scrivano, al suo stalliere, al suo maestro di palazzo, al
segretario della regina, al governatore della Catalogna, al camerlengo, ai giudici di vari paesi e a molte
altre persone e ufficiali della sua cerchia. Gli estesi territori di Antonio de Luna, che era fuggito in
Francia, furono venduti. I beni di Martn Lpez de Lanuza, in quanto protettore del conte di Urgell,
vennero confiscati e offerti ad lvaro Garabito, mentre quelli di Luis de Cegrany andarono a Nuo de
Laguna. Bernat Estanyol, ammiraglio e compagno darmi del re, ottenne i beni che erano stati
confiscati a Roger Puig, vale a dire il palazzo di via de Marquet e tutto quello che si trovava al suo
interno, oltre al castello e alle terre del contado di Navarcles.
Il nipote diventer padrone e signore dello stesso castello da cui fu costretto a fuggire il
nonno, disse il monarca informandolo della sua donazione.
Ferdinando conosceva bene la storia di Bernat, di suo padre Arnau e di quel nonno che era stato
costretto a scappare dal castello di Navarcles, portandosi dietro il figlio moribondo di appena pochi
mesi, e a rifugiarsi a Barcellona: la citt che li avrebbe accolti come uomini liberi. Il re e il suo
ammiraglio ne avevano parlato spesso, soprattutto nelle notti nervose e lunghe che precedevano le
battaglie.
Vi ringrazio, maest, rispose Bernat, chiedendosi se un giorno sarebbe riuscito davvero a
mettere piede in uno di quei possedimenti.
Nella primavera del 1414, poco tempo dopo che il re ebbe premiato lammiraglio, Barcha apr
la porta di casa a quellometto secco e arcigno che era Guerao.
Pace a te, lo salut la mora.
Caterina, che la stava aiutando a cucinare, riconobbe Guerao e gli and incontro. Non era
comune che il maestro di palazzo dellammiraglio andasse a far visita a una liberta che viveva nel
Raval di Barcellona. Al pensiero che potesse essere accaduto qualcosa di brutto a Merc, un sudore
freddo e improvviso le bagn il corpo. Hugo ne sarebbe morto, se a sua figlia fosse successa anche la
pi piccola disgrazia.
Guerao era rimasto immobile di fronte alle due donne. Caterina si pul la mano con uno
straccio, mentre continuava ad avvicinarsi alluomo, ma poi non se la sent di offrirgliela. E cos, il
nuovo arrivato la salut con un lieve cenno del capo.
Hugo  in casa? chiese.
 nellorto, rispose Barcha indicando un punto dietro di s.
Per un attimo nessuna delle due donne fece o disse niente.
Ah! esclam poi Caterina, correndo a cercare Hugo.
Pace a te, disse lui quando entr in casa, pulendosi le mani dalla terra con lo stesso straccio
che aveva usato Caterina, anche se neppure lui se la sent di offrirla a Guerao.  successo qualcosa?
Merc sta bene? chiese, agitato.
Tua figlia gode di ottima salute.
Hugo tir un sospiro di sollievo. E Barcha e Caterina fecero lo stesso.
Accomodati, per favore, gli disse Hugo.
No, non  necessario, rifiut laltro, quindi si frug tra i vestiti, ne tir fuori un documento e
lo consegn a Hugo. Ecco la prova che il figlio di Arnau Estanyol mantiene sempre le sue promesse,
annunci.
Caterina si mise a piangere prima ancora che Hugo lo aprisse e Barcha labbracci.
Nessuno di noi sa leggere, disse Hugo con un mezzo sorriso, la lettera in mano.
 la trascrizione della lettera di affrancamento della schiava russa conosciuta con il nome di
Caterina. Una lunga trafila di formalit legali solo per dirvi lunica cosa che importa davvero: Caterina
 libera. Senza taglie n obblighi o condizioni di nessun tipo.
Ringraziate Bernat da parte mia, disse Hugo in un afflato di spontaneit.
Lammiraglio non vuole la tua gratitudine, replic laltro recuperando i modi bruschi che per
un attimo sembrava aver dimenticato, commosso dal pianto di gioia delle donne.
Hugo lo guard con insolenza, dallalto verso il basso. Devessere sgradevole servire un tale
signore.
Guerao fu indeciso se rispondergli o no, ma subito dopo decise di rispondere e di farlo
mostrando tutta la sua fermezza, come se fosse stato lui a essere insultato.  un uomo audace e
generoso, leale al re e alla propria gente, anche se disgraziatamente non riesce a tenere a freno la spada.
 la vita che gli ha insegnato a essere cos. La gratitudine non gli  mai interessata... n la tua n quella di nessun altro.
...
.
...
22.
...
.
...
 qui da quasi due settimane, gli confess Merc, quando uscirono di nuovo per Barcellona a
fare compere. Sta controllando la costruzione delle galee, nei cantieri navali. La Sicilia e la Sardegna
sono ancora...
Hugo, per, aveva gi smesso di ascoltarla. Non provava alcun interesse nei confronti delle
guerre che si combattevano ancora in quei regni lontani. Era curioso, invece, pens distraendosi dal
racconto della figlia, che le galee lo avessero sempre attratto cos tanto. Lui sarebbe voluto diventare un
maestro dascia, come il genovese! Per quel motivo, approfittando dellaffetto che nutrivano per lui i
cani di Juan il Navarro, aveva saltato il muro di cinta e aveva rubato la balestra con cui Bernat avrebbe
dovuto uccidere il capitano generale.
E adesso, dopo tanti anni, era Bernat a trovarsi nei cantieri, in veste di ammiraglio e, per di pi,
con il nuovo titolo di conte di Navarcles: lo stesso della persona che Bernat aveva tentato di assassinare
con la balestra procuratagli da Hugo.
Sospir forte perch sua figlia lo sentisse e smettesse di parlare della flotta.
Qualcosa non va, padre?
No, no. Continua pure.
Ieri mi ha parlato delle galee.
Chi?
Bernat.
Bernat?
S, Bernat... lammiraglio...
So chi  Bernat, ma tu... lo chiami Bernat?
E come vorreste che lo chiamassi?
Non saprei... magari... Sua signoria? Ammiraglio?
Merc si mise a ridere. Pretendete che lo chiami ammiraglio quando siamo a tavola?
Pranzate alla stessa tavola?
Be, s, certo. E facciamo insieme anche colazione e cena.
E con chi altro?
Nessun altro. Siamo solo io e lui.
Figlia mia...
Non siamo da soli, padre. Siamo costantemente circondati da servi e schiavi. Quando non c
Guerao.
Merc, io non credo sia appropriato che una giovane donna...
Non vi fidate di me, padre?
Di te, s, tesoro.  di lui che...
Merc fece un gesto di stizza con la mano. Ma che dite? Bernat  inoffensivo.
Non  vero! Bernat  uno dei corsari pi crudeli...
 totalmente inoffensivo, padre. Dovete credermi. Forse sar crudele in mare o con i suoi
nemici di guerra, ma lontano da quel mondo  soltanto un uomo molto triste, padre. Non ha nessuno. E
non dorme mai. Lo so perch me lha detto Guerao.  un uomo solitario. Qualche giorno fa, ha
scoperto che sapevo leggere.
E allora?
E allora la notte abbiamo preso labitudine di leggere. Poesia, padre. Poesia! esclam e inizi
a recitare: Oh donna gentile, per carit di Dio, fatemi grazia, giacch son vostro cavaliere. E se grazia
concedermi non dite, permettete almeno che io vami.
Hugo rimase a guardare la figlia a bocca aperta. Merc fu tentata di confessargli la verit su
quelle veglie di lettura, ma non poteva farlo. Bernat aveva gli occhi lucidi, padre, avrebbe voluto dirgli.
No... era una cosa troppo... intima! Non avrebbe mai potuto tradire luomo che si era fidato di lei a tal
punto da mostrarle i suoi veri sentimenti.
 la stessa poesia che leggevo alla contessa, padre, riprese a dire Merc. Bernat dice che la
leggeva anche lui, tanti anni fa. Non  meravigliosa? Il valor vostro, oh donna senza pari... riprese a
recitare agitando le mani davanti a s.
Bambina mia, la interruppe Hugo.
Bambina?
S, proprio cos, bambina, ripet lui. Stai attenta alle poesie e alla gaia scienza. Ricordati
sempre che il motivo per cui risiedi in quel palazzo non  leggere poesie per lammiraglio, ma che lui ti
trovi uno sposo. E se non glielo ricorderai tu, allora ci penser io a farlo.
Lo sa, ne abbiamo parlato.
E?
E io non ho fretta, padre.
Forse tu no, ma il tuo corpo s. Le donne si devono sposare giovani.
Merc parve a disagio di fronte alle frasi del padre e si guard attorno per cercare le serve che li
avevano accompagnati in quella passeggiata. Non riuscendo a trovarle, fece un cenno al soldato, che
rispose aprendo le mani e agitandole, come a dire che era gi passato molto tempo da quando i due si
erano fermati a parlare. E Merc annu.  vero, disse infine. Ora devo rientrare.
Il soldato sorrise e Merc imbocc la strada che la riportava al palazzo. Hugo li fece passare e
rest a guardarli mentre si allontanavano. Sua figlia stava davanti e camminava con passo deciso, come
se avesse trascorso tutta la sua vita in un palazzo e fosse abituata a essere scortata da una guardia. E
pensare che Hugo aveva temuto che non si sarebbe adattata a quella sua nuova vita come pupilla di
Bernat, lontana dalla contessa e da Regina. Era evidente che i suoi timori erano infondati. Poesie!
Merc e Bernat di notte leggevano poesie, si ripet turbato.
Questaguardiente non  per te, disse Hugo a Barcha, sorprendendola con una tazza in mano.
E nemmeno per te, aggiunse rivolgendosi a Caterina, tradita dagli occhi lucidi e da un viso che
tentava invano di restare serio di fronte ai rimproveri di Hugo. Se ne avanzer un po, allora
decideremo cosa farne, concluse, cedendo allo sguardo supplichevole delle donne.
Hugo aveva bisogno di soldi. Per questo distillava il vino e produceva aqua vitae. Lui e Barcha
avevano sempre vissuto una vita frugale, accontentandosi di una pentola, un po di cibo da mettere sul
fuoco, vino e un poco di pane, non necessariamente bianco. Ogni tanto una gallina o un cosciotto di
capra, oppure del pesce, in uno dei giorni di astinenza dalla carne. Quando lavoravano per Roger Puig,
la mora era riuscita a gestire bene il salario giornaliero di Hugo e i due erano stati in grado persino di
mettere da parte qualche soldo, ma adesso, con la caduta in disgrazia del conte di Castellv de Rosanes
e di Navarcles, Hugo aveva perso il lavoro e lentrata fissa. Sebbene, doveva ammetterlo, nessuno gli
avesse mai chiesto di restituire il carro con i due muli e le varie botti di vino comprate a Balaguer per le
truppe; e nemmeno i soldi che il conte gli aveva pagato per i suoi servigi di spia, o quelli che lui e
Caterina si erano guadagnati vendendo quel pessimo vino ai soldati e ai civili del regno, che si
fermavano a berne un sorso solo per parlare con quella donna tanto gentile e bella.
Qualche moneta, il vino che si era portato a casa da Balaguer, lalambicco e il suo titolo di
sensale di vino: ecco cosa restava a Hugo.
Lha assaggiata qualcun altro? chiese Hugo a Barcha.
Se la gente avesse scoperto il sapore di quel distillato, e fosse stata in grado di riconoscerlo nei
vini di Hugo, avrebbe potuto accusarlo di essere un imbroglione. E le persone che passavano da casa di
Barcha erano parecchie, per la maggior parte liberti che avevano lobbligo di vivere nel Raval finch
non avessero pagato il prezzo della propria taglia, ma che poi decidevano di fermarsi l anche se il
quartiere non era mai stato finito di costruire, e somigliava ancora a comera quando Hugo vi
scorrazzava da bambino.
Mi dite cosa dovrei fare, mentre voi passate le giornate nel palazzo del conte? gli aveva
risposto Barcha un giorno che Hugo le aveva chiesto cosa venissero a fare a casa sua tutti quei liberti.
Tra noi, ci capiamo. Siamo stati tutti schiavi e abbiamo conosciuto le ingiustizie della vita. Parliamo,
piangiamo per le nostre disgrazie e, ogni tanto, quando qualcuno offre del vino, ridiamo per festeggiare
la nostra libert. Ci diamo una mano, Hugo. Chi ha vissuto la schiavit aiuta sempre il prossimo.
Da quando in quella casa era arrivata Caterina, le visite si erano moltiplicate. Se prima erano
soprattutto saraceni, adesso a andarle a trovare cerano anche russi, greci, tartari e schiavi da tutto
lOriente. Caterina non perdeva occasione di chiedere informazioni a questo e a quel liberto sui suoi
due figli piccoli che Roger Puig aveva venduto anni prima. Alcuni padroni tenevano con s i propri
figli bastardi e cera addirittura chi li riconosceva e li inseriva nel testamento; in fondo, neppure la
Chiesa si opponeva alle relazioni tra padroni e schiave. Roger Puig, per, non aveva mai voluto che i
suoi figli illegittimi restassero a vivere nel palazzo, n tantomeno aveva voluto mantenerli finch non
avessero compiuto unet sufficiente a trovarsi un lavoro e guadagnarsi da vivere da soli. Perci, finito
lallattamento, li aveva venduti come animali... perch per lui erano soltanto quello: bestie.
Ogni volta che era successo, Caterina aveva pianto di disperazione.
Barcha giur a Hugo che nessuno aveva mai assaggiato la loro aqua vitae.
Timmagini se qualcuno ci denunciasse? le disse lui, per farle capire limportanza di quel suo
giuramento.
Da allora in poi, decisero che avrebbero distillato il vino soltanto di notte, nelle ore in cui
nessuno andava a trovarli. Barcha si sent stanca solo al pensiero e prov a lamentarsi. Hugo sorrise,
ripensando a come, anni prima, era riuscito a piegare la volont della mora tirandole addosso secchiate
dacqua per non farla dormire. Stavolta, per, Hugo decise di esonerarla da quel compito e di
nascondere il vino dentro il capanno dellorto.
Ma s che centrer, vedrai, rispose a Barcha e Caterina, che temevano di aver bisogno di una
cantina molto pi grande. In fin dei conti, non voglio mica lasciarlo l a invecchiare, e nemmeno
trattarlo chiss come o travasarlo. Comprer un vino giovane e a buon mercato, lo diluir con laqua
vitae, vi aggiunger frutta e spezie, e poi lo vender a un prezzo pi alto. Questo  il piano. Poi Hugo
chiese a entrambe di essere molto discrete al riguardo.
Ci credete capaci di raccontare in giro una cosa del genere? chiese la mora.
Parlate troppo, la interruppe Hugo, facendo finta di non notare il suo tono offeso.
Le botti di vino che aveva riportato indietro da Balaguer furono le prime a essere usate.
Ottennero guadagni buoni, ma non ottimi come avrebbero potuto, anche perch Hugo aveva seguito il
consiglio datogli da Caterina, dopo aver lavorato con lalambicco tutta la notte.
Non  possibile che tu abbia sempre il miglior vino della citt: il pi caro e pi saporito di tutti.
Se continuerai cos gli altri sensali, ma anche i tavernieri e persino qualche proboviro, inizieranno a
guardarti con sospetto. E, alla fine, capiranno cosa c sotto. Devi essere prudente, amore mio. Muoviti
tra la gente pi umile. Dedicati a elaborare il vino degli artigiani e dei bottegai.
Non sar sempre cos, sognava Hugo. Non appena avesse avuto qualche soldo in pi, il
cantiniere avrebbe comprato un ottimo vino, magari quello di Murviedro, sempre che glielo avessero
venduto. E poi anche il vino di tutti quei posti che aveva visitato quando lavorava come spia per il
conte. Avrebbe acquistato vini poco conosciuti e avrebbe fatto ottimi affari: di questo Hugo era certo.
Fino ad allora, per, avrebbe dovuto seguire il consiglio di Caterina, si disse. E, magari, un giorno
avrebbe avuto una vigna tutta sua.
Quando il vino di Balaguer fin, Hugo prepar i muli e and a comprarne dellaltro. Scelse il
Peneds, che veniva dai dintorni di Vilafranca, dove cerano moltissime tenute agricole, molte delle
quali con un palmento e una cantina dove produrre direttamente i propri vini. Hugo non aveva bisogno
di grosse quantit  una botte qui, unaltra mezza l  n tantomeno di qualit sopraffine, perci i
contadini glielo vendevano senza problemi, senza aver paura che le loro scorte finissero prima della
fine di gennaio, quando avrebbero avuto a disposizione i vini nuovi. E cos Hugo compr il Peneds, e
anche a un ottimo prezzo, sebbene non fosse la stagione giusta.
Tornato a casa, dopo aver pagato il pedaggio per attraversare il ponte di legno sul fiume
Llobregat allaltezza di Sant Boi, fece una sosta al mercato che si svolgeva sullaltra sponda. Leg il
carro e i muli a una baracca a cui facevano la guardia un uomo e un paio di giovani straccioni, e and a
dare unocchiata alle bancarelle. Si era tenuto da parte qualche moneta per comprare un regalo a
Caterina, e in quelle notti in cui era passato da una tenuta allaltra per comprare vino aveva fantasticato
parecchio su quel dono, pregustando lespressione felice che avrebbe fatto lei. Non le aveva mai fatto
un regalo, gli aveva detto una volta Caterina. Eccetto la libert, aveva aggiunto baciandolo
appassionatamente. Hugo aveva escluso subito lidea di portarle del cibo, come aveva gi fatto in
passato con Eullia, ma non gli erano venute in mente tante altre idee. Magari una pignatta o qualche
attrezzo per la cucina, pens, sapendo che i gioielli dargento e di corallo erano molto lontani dalle sue
possibilit. Alla fine rimase colpito dalle stoffe di alcuni artigiani. Con quelle sue mani sporche per il
viaggio e il vino che aveva travasato e gli animali che aveva imbrigliato, Hugo non ebbe neppure il
coraggio di sfiorarle, perci ne indic qualcuna domandando il prezzo. Continu a passare da una
bancarella allaltra, senza riuscire a capire sino in fondo i dettagli che gli fornivano i venditori: le stoffe
variavano di prezzo a seconda della lana usata, del periodo in cui era avvenuta la tosatura, della
lunghezza della gugliata, della variet dellordito... ma erano comunque tutte molto care. Hugo cont i
soldi che aveva a disposizione, mercanteggi con un venditore, poi con un altro e, alla fine, offr tutto
quello che aveva. Quando gli mostrarono un pezzo di stoffa di lana blu, colorata a pastello, Hugo si
vide davanti il sorriso di Caterina.
La tua sposa ne rimarr contenta, gli disse il mercante.
Rientrato a casa, Hugo si trov di fronte la solita cagnara e il trambusto dei liberti, e persino di
qualche schiavo, che avevano approfittato di alcune commissioni in citt per andare a far visita a
Barcha e Caterina. La solidariet tra liberti, persino tra quelli che venivano da posti diversi o che erano
di razze diverse, era gi un loro modo per sentirsi liberi. Le taglie e i contratti con cui uno schiavo
poteva comprare la libert richiedevano parecchi soldi e, di conseguenza, un lavoro. Ma, soprattutto, gli
schiavi avevano bisogno di garanti che assicurassero al padrone che ne stabiliva la taglia che lo schiavo
non sarebbe scappato.
Ci hanno raccontato che una volta, non tanti anni fa, pi o meno una quarantina, bastavano due
o tre garanti perch il padrone stabilisse la taglia dello schiavo, gli rifer quella notte Caterina, in
camera loro. Poi sono saliti a sei. E oggi sono pochissimi i contratti di lavoro con meno di otto garanti.
Per ogni schiavo che vuole riscattare la taglia, servono otto garanti. Ma ci pensi? Otto liberti disposti a
dare la loro parola che lo schiavo porter a termine il proprio dovere.
Hugo non aveva voluto consegnarle il regalo davanti a Barcha. Non perch la stima che provava
verso la mora fosse inferiore allamore per Caterina, ma perch si sentiva a disagio allidea di darglielo
davanti a Barcha, visto che poi Caterina ne sarebbe stata contenta e la mora avrebbe potuto restarci
male. Certo, prima o poi sarebbe venuta a saperlo, ma a quel punto Hugo le avrebbe detto la verit, e
cio che aveva speso tutti i soldi che aveva per quel pezzo di stoffa blu.
E dove li trovano i garanti? chiese Hugo, tanto per darle corda.
Si fanno da garanti gli uni con gli altri, rispose lei con un trasporto che Hugo non pot non
notare.
Ma cos... inizi Hugo.
Lei riprese a parlare: E, per di pi, lavorano anche tutti assieme. Magari proprio per
controllarsi a vicenda. Te lo immagini cosa succederebbe alle famiglie che hanno garantito per loro, se
uno schiavo dovesse scappare?
Me lo immagino, s. Ma chi...
Sai che ci sono parecchi contenziosi? lo interruppe di nuovo Caterina. Molti schiavi vanno
allufficio del registro per ottenere la libert. C un procuratore, lavvocato dei miserabili lo
chiamano, che rappresenta gratuitamente tutti quegli schiavi che non dovrebbero essere in schiavit,
magari perch non sono stati catturati in una giusta guerra, o perch sono stati sequestrati in territori
con cui i nostri regni non erano in conflitto.
Poi Caterina tacque e Hugo si guard bene dal rompere quel silenzio. Aveva capito che cera
unultima frase che le pesava sul cuore.
Il mio paese non era in guerra con nessuno... e ancor meno con la Catalogna, sussurr.
Magari... se avessi saputo prima dellesistenza di quellavvocato dei miserabili... Dopodich se ne
rimase immobile, seduta sul giaciglio, a testa bassa.
Hugo si avvicin alla cassapanca di legno e tir fuori il pezzo di stoffa che aveva comprato.
Non baster ad alleviare il tuo dolore, ma spero che con questo regalo tu possa capire lamore
profondo che provo per te, le disse inginocchiandosi davanti a lei con la stoffa tra le mani.
Caterina scoppi a piangere. Era cos emozionata che non riusciva neppure a prendere la stoffa
che Hugo le porgeva.
Io sono un uomo meschino, Caterina, perch ogni giorno ringrazio quel destino crudele che ti
ha portato da me. Io non ti merito, ma non voglio pensare al passato. Voglio solo dirti che ora sono qui,
con te, e che ti amo.
Caterina si volt perch le sue lacrime non inzuppassero la stoffa. Hugo sorrise e rest l in
attesa, anche se il pianto della donna sembrava interminabile.
Caterina, disse infine.
Lei annu e tir su con il naso, poi si asciug le lacrime con lavambraccio e si alz con
decisione. Prese in mano il pezzo di stoffa, lo accarezz delicatamente, lo ripose di nuovo nella
cassapanca e si volt verso Hugo. Tu sei il pi bel regalo che mi abbiano mai fatto, gli sussurr,
iniziando a spogliarsi, sensuale nello sguardo e voluttuosa nei movimenti. Soffrirei da capo tutto
quello che ho sofferto, nello stesso identico modo, giorno dopo giorno, se fossi sicura di incontrarti di
nuovo.
Quando Caterina rimase nuda, Hugo trattenne il fiato. La conosceva molto bene. Aveva sfiorato
molte volte quel corpo meraviglioso: con le mani, con la lingua e persino con il pensiero. Eppure
adesso gli sembrava ancora pi splendido, pi bello del solito, come se le lacrime, le parole, le
promesse damore e la stoffa blu avessero preso a galleggiare in quella stanza, eccitando i seni grandi e
sodi, accarezzando le curve dei fianchi e finendo per giocherellare tra le sue gambe. Gli occhi spenti di
Caterina ora sembravano brillare, come se lo stessero chiamando. Hugo fece un passo verso di lei.
Stava per dirle qualcosa, quando Caterina lo zitt con un lungo bacio. Quindi lo spogli lentamente, lo
fece distendere e port le labbra allinguine di lui.
Tra poco compir ventanni, padre.
In pi di unoccasione Hugo e Merc avevano ordinato alle serve di andare a fare compere per
lasciarli da soli, ma le donne avevano sempre insistito per accompagnarli, specialmente da quando
lammiraglio aveva tolto loro la scorta dei soldati, convinto che la compagnia delle serve fosse pi che
sufficiente. Alla fine, per, Merc era riuscita a convincerle. Quel giorno lei e Hugo avevano girato
attorno a Santa Maria del Mar, dove non erano entrati solo per paura dimbattersi in Bernat, poi
avevano passeggiato in Pla de Palau e sulla spiaggia, e si erano seduti a guardare i marinai, i pescatori e
i costruttori di navi al lavoro.
Quasi venti?, pens Hugo. E allora lui... quanti ne aveva? A breve ne avrebbe compiuti
quaranta.
E cosa vorresti dirmi con questo? chiese a sua figlia, mettendo da parte qualunque altro
pensiero.
Che sono abbastanza grande per scegliere il mio futuro sposo.
Non  cos che si fa di solito... Le figlie devono obbedire... disse Hugo, iniziando un discorso
che Merc, tuttavia, stronc sul nascere.
... ai genitori? S, certo. Ma siccome voi non siete l con me... ditemi cosa preferite, allora: che
lo decida Bernat o che lo decida io?
Se la metti cos... immagino che debba fidarmi del tuo giudizio, ammise Hugo.
Di questo passo non arriver alla fine! disse Merc, scoppiando a ridere e facendogli un gesto
con la mano come a dire di lasciarla parlare. Quelli che non sono vecchi e decrepiti, sono interessati
solo alla mia dote.
 normale che la vogliano.
Io mi sono conservata vergine per offrirmi al mio sposo, padre. Il problema  che basta
ricordare loro lobbligo di portarmi un escreix pari alla met della mia dote, ed ecco che scappano tutti
a gambe levate. O, peggio ancora, si mettono a ridere. La maggior parte dei figli dei ricchi e dei nobili
non mi vuole, padre. Forse potrebbe essere interessato a me qualche potente caduto in rovina, certo, ma
pochi altri. Diciamo la verit: io sono solo...
Taci, le disse il padre, guardandola teneramente. La persona giusta arriver. Non ho dubbi.
Cosa dice Bernat?
 daccordo con voi, rispose Merc sospirando. Anche lui dice che arriver.
E allora siamo tutti daccordo. Anche se...
Hugo non ebbe cuore di dirle che doveva decidersi a sposarsi alla svelta, anche se lidea che sua
figlia vivesse ancora a palazzo con Bernat, mentre la scelta di quel marito andava per le lunghe, non gli
piaceva per niente. Non gli sembrava una situazione appropriata. Eppure, ogni volta gli bastava parlare
con Merc e notare la felicit che emanava, perch tutti i suoi dubbi svanissero allistante. Sono
vergine, aveva appena confessato in totale sincerit. Per questo doveva fidarsi di lei, si disse Hugo per
lennesima volta.
Anche se... cosa? chiese Merc, dopo quellimprovviso silenzio di suo padre.
No, no, niente. Hai notizie di tua madre? cambi argomento Hugo, promettendosi di non
insistere pi tanto su quel matrimonio.
Merc non aveva notizie di Regina, ma inizi a raccontargli quello che stava succedendo in
quella che tutti ormai conoscevano come la disputa di Tortosa.
Il frate... Vicente Ferrer, voglio dire... disse lei ironica. Non passa giorno che con i suoi
sermoni non faccia convertire qualcuno.
Le cose, in effetti, stavano proprio cos: pi di duecento famiglie del ghetto di Saragozza,
Calatayud e Alcaiz si erano convertite al cristianesimo. E a queste bisognava aggiungere le centoventi
di Daroca, Fraga e Barbastro, pi quasi tutti i membri del ghetto di Caspe e Maella, la moschea di
Lrida e gli ebrei di Tamarit e Alcolea. Di tutti gli argomenti che dovevano essere discussi, per, fino
ad allora ne avevano trattato soltanto uno: la venuta del Messia. Dicevano che Geronimo di Santa Fe, il
converso che guidava il dibattito, laveva dimostrata partendo proprio dalle falsit del Talmud. E alla
fine della sua dimostrazione, circa tremila ebrei l a Tortosa  tra cui rabbini e persone di un certo
prestigio  avevano rinunciato alla propria fede e si erano convertiti al cristianesimo su due piedi.
Quindi tua madre torner presto, comment Hugo dispiaciuto.
 molto probabile, disse Merc, poi restarono entrambi in silenzio per un po. Ah,  venuta
a trovarmi anche Barcha, aggiunse poi Merc allimprovviso.
Hugo prese un respiro profondo. Che cosa stava tramando quella mora? Lo sai com fatta,
Barcha... E viene a trovarti spesso? Non me lha mai detto...
S, abbastanza. Litiga con le guardie che stanno gi al portone e grida contro tutti. Allora io
scendo in cortile e facciamo due chiacchiere, ma non usciamo neppure a passeggiare. Si ferma giusto
un momento, il tempo di vedere come sto e darmi un bacio.
Che caratterino, disse lui.
Potete dirlo forte, padre! Pensate che ieri ha addirittura sfidato Bernat.
Che cosa?
A un certo punto, nel cortile  spuntato Bernat. Non so da dove arrivasse, ma fatto sta che si 
fermato a parlare un attimo con me e, quando stava per ritirarsi, Barcha lo ha chiamato e gli si 
piazzata davanti. Non ti azzardare a farle del male, gli ha detto minacciandolo, riferendosi a me,
chiaramente. Perch se le farai del male, te la dovrai vedere con me... allinferno.
E Bernat cosha fatto?
Be...  rimasto zitto e ha fatto s con la testa, rispose Merc sconcertata. Non sembrava
arrabbiato. Non voglio neppure immaginare cosa sarebbe successo se fosse stato un servo del suo
palazzo a rivolgersi a lui con quelle parole... Comunque, la sua reazione con Barcha  stata solo quella:
ha annuito e basta. Poi le ho chiesto perch lavesse minacciato in quel modo, ma lei ha tirato fuori un
sacco di scuse.
Mi auguro solo che non ti metta nei guai, disse Hugo. Lo sai che fa cos perch ti vuole
molto bene.
Ah! E mi ha anche chiesto dei soldi... cio... si corresse Merc, tentando di calmare suo padre
che aveva accolto quella rivelazione con un balzo. Mi ha chiesto di chiederli a Bernat.
Per liberare uno dei suoi schiavi? url il padre fuori di s.
No, per voi, confess Merc dopo un attimo di esitazione. Perch possiate comprare e
rivendere il vostro vino.
Hugo fece un altro respiro profondo e poi sbuff.
Dice che quei soldi vi servono, padre.
Quella mora deve sempre ficcare il naso nella mia vita! Lo sai che si era messa a cercarmi
moglie una volta? Non ho bisogno di quei soldi, figlia mia. Anzi, pare che le cose inizino a andarmi
abbastanza bene... disse, mentre un dubbio prendeva forma nella sua mente. Ho venduto il vino di
Balaguer e ne ho appena prodotto unaltra partita con un altro vino che viene dal Peneds...
Merc lo guard con unaria stupita.
Quando hai detto che ti ha chiesto quei soldi?
Proprio ieri.
Be... a ogni modo immagino che sia stata una richiesta inutile, disse Hugo pensando a
Barcha, a Caterina e ai liberti, con le loro taglie, petizioni e contratti di garanzia... Bernat non mi
presterebbe mai dei soldi.
In effetti, ci ho messo un po a convincerlo... ma alla fine ha acconsentito.
Hugo torn dunque dalla passeggiata con Merc con due notizie: il pi che prevedibile ritorno a
casa di Regina, ora che la disputa di Tortosa era quasi conclusa; e il prestito che Barcha aveva richiesto
a Bernat.
Devo andare a vedere se i soldi che ho nascosto sono ancora al loro posto? disse Hugo non
appena rientr a casa.
Il silenzio delle due donne fu una risposta pi che eloquente. Hugo chin il capo e chiuse gli
occhi: quei soldi sarebbero stati linizio di una nuova vita. Con quelli sognava di vendere e comprare
vino, di riscattare la vigna, di...
Uno schiavo  scappato, sent Hugo, senza riuscire a distinguere da quale delle donne fosse
arrivata quella scusa. Era Caterina? O Barcha? E abbiamo dovuto pagare la nostra parte della
garanzia.
Ma recupereremo tutto, dissero assieme.
Hugo fantasticava di continuo su quella sua vigna. La notte, prima di abbandonarsi al sonno, gli
sembrava persino di sentire il profumo delle viti, di assaporare la dolcezza del mosto, di gustarsi quel
vino... E adesso quelle due... quelle due... Hugo strinse i pugni... E adesso quelle due avevano rovinato
tutto! Ecco perch la mora era andata a supplicare Bernat, dicendo che quei soldi erano per lui. Che
cosa avrebbe pensato di lui, lammiraglio? Chiss che soddisfazione doveva aver provato Bernat
vedendo che Hugo Llor, seppure attraverso una liberta e sua figlia, gli stava chiedendo in prestito dei
soldi!
Anche gli schiavi sono persone. Quella nuova frase interruppe il flusso dei pensieri di Hugo.
Non fu in grado di capire chi lavesse pronunciata neppure stavolta. Sollev la testa e rispose,
amareggiato: E io? Io non sono forse una persona? Non merito di essere felice, di uscire da questa
miseria?
Voi siete libero, lo corresse la mora.
E poi hai me, aggiunse Caterina. Di quale miseria parli?
I due si guardarono.
E avete anche me, ebbe il coraggio di dire Barcha, con un tono di voce che Hugo non le
aveva mai sentito e che gli sembr persino pieno di dolcezza.
Con la faccia imbronciata, Hugo inizi a chiedersi se fosse rimasto qualcosa dei risparmi messi
da parte, quando una frase lo fece tornare alla realt. Lavorer di notte, dichiar Barcha, rassegnata.
Appena sent quelle parole, le labbra di Hugo iniziarono a rilassarsi.
E non ti dimenticare che hai una figlia meravigliosa, disse ancora Caterina.
Che presto sposer un principe, aggiunse Barcha.
Pi le donne lo lusingavano e gli parlavano con affetto, e pi il volto serio di Hugo sembrava
schiudersi in un sorriso.
Siete il miglior cantiniere di tutto il regno.
Conosci il segreto dellaqua vitae.
Siete in salute.
E prestante!
A quellultima frase di Caterina, Barcha rispose con un gesto della mano e una smorfia schifata.
Adesso non esageriamo, scherz.
Cos le due donne continuarono a adularlo finch lui non si calm, gli occhi chiusi.  rimasto
qualcosa? chiese alla fine.
Solo qualche moneta.
E Hugo non riusc a evitare di scuotere la testa, deluso da quella confessione.
S, ma tu hai... disse una, dando limpressione di voler ricominciare da capo con la sfilza di
scuse tirate fuori poco prima.
Sapete che cosho? intervenne Hugo. Ho una moglie crudele e spregevole che presto torner
a Barcellona. E che, con ogni probabilit, verr a vivere qui solo per mortificarmi.
Era vero: presto Regina sarebbe tornata. E, anche se era impossibile prevedere le sue richieste,
di sicuro non avrebbe approvato la relazione tra Hugo e Caterina. Per questo, loro tre dovevano
escogitare un modo per spaventarla. Hugo evit di raccontare alle due donne del giorno in cui Regina si
era affacciata alla finestra e aveva urlato il suo tradimento ai quattro venti. Era una donna capace
dimmolarsi per il proprio odio. Quello che Hugo raccont fu, invece, il ritrovamento nel palazzo di via
de Marquet dei testi ebraici di Regina. Potremmo usarli per ricattarla, propose alla fine. Si misero
subito a valutare le circostanze: in quel modo ci sarebbero andati di mezzo Merc, e anche Guerao,
perch invece di consegnarli allo scrivano... ma il maestro di palazzo dellammiraglio avrebbe
ammesso di avere ancora quei libri? Anzi, avrebbe mai ammesso di averli trovati? Se lui avesse detto di
no, Merc sarebbe stata considerata una bugiarda. Ma se avesse detto di s, se avesse raccontato la
verit, Regina sarebbe stata nei guai con lInquisizione.
Lasciamo perdere quellometto e Merc, per ora, decise Hugo, tagliando la testa al toro.
Lunica persona che poteva sentirsi minacciata per aver conservato dei testi ebraici era proprio
una conversa come Regina. LInquisizione le si sarebbe scagliata contro.
I falsi conversi erano uno dei problemi pi seri della Chiesa. Perch sforzarsi tanto a convertirli,
se poi non diventavano veri cristiani? Regina non avrebbe mai avuto il coraggio di mettere in dubbio la
parola di qualcuno che viveva nella casa dellammiraglio della flotta catalana, soprattutto se era sicura
di perdere. S, dovevano sfruttare quella cosa a loro vantaggio, pens Hugo soddisfatto.
Regina torn a Barcellona. La disputa di Tortosa, oltre a migliaia di conversioni, port anche
allemissione di una bolla papale chiamata Etsi Doctoribus Gentium, uno degli editti pi crudeli contro
gli ebrei mai emessi fino ad allora. Paragonabile solo alle regole stabilite da frate Vicente Ferrer ad
Aylln per gli ebrei castigliani, la bolla di papa Benedetto 13esimo aveva lo scopo di eliminare
definitivamente quegli ebrei che, dopo la disputa di Tortosa, avessero continuato a professare la loro
fede. Ghetti interi scelsero la conversione. Eppure, nonostante questo, ne erano rimasti ancora molti: a
Teruel, Girona, Perpignan e Tortosa stessa, e poi a Falset, Tarazona, Monzn, Besal, Huesca, Jaca...
Oltre alle rigidissime norme che prevedevano la divisione di tutti gli ebrei e dei conversi dal
resto della popolazione e il divieto di svolgere determinati mestieri, insieme ad altre disposizioni che
miravano a rendere loro la vita impossibile, a partire da quel momento fu vietato agli ebrei di possedere
qualunque testo che parlasse della loro religione. Se un ebreo ne avesse posseduto ancora qualcuno,
avrebbe avuto un mese di tempo per consegnarlo alle autorit ecclesiastiche: pena una condanna di
eresia, eseguita dallInquisizione.
Ma, fatta eccezione per quella clausola dei testi ebraici, ci che distingueva la bolla papale dalle
leggi di Aylln era lordine impartito dal papa, che prevedeva la chiusura di tutte le sinagoghe. Non
solo quelle pi ricche, dove si diceva che gli eretici celebravano i loro riti nel lusso sfrenato, ma anche
quelle erette, o sospettate di essere state erette, su antichi templi cristiani. I cristiani erano convinti che,
se fossero riusciti a privare gli ebrei delle loro sinagoghe, o se le avessero sconsacrate, il credo ebraico
avrebbe perso ogni significato. E cos accadde in numerosi luoghi di culto. A partire dallunica
sinagoga del celebre ghetto di Girona, che fu chiusa immediatamente perch alcune false testimonianze
dichiararono che era stata eretta sui resti di una cappella cristiana dedicata a san Lorenzo.
Vuoi che vada a denunciarti al parroco? Visto che stai convivendo come se fosse tua moglie
con questa... Regina esit qualche istante, prima di trovare la parola giusta per definire Caterina. Con
questa schiava?
Si era presentata a casa di Barcha ben vestita, con un adolescente saraceno che aveva il solo
compito di portarle il baule che conteneva tutti i suoi oggetti personali. Avevano deciso che sarebbe
stato Hugo a parlare con Regina e fu per questo che lui fece un passo in avanti verso la moglie. Regina
e il suo schiavo, immobili allestremit della stanza, e Hugo e le due donne dallaltra parte sembravano
due eserciti nemici che si preparavano ad affrontarsi.
Se ti azzardi a denunciarmi... la minacci lui, ma Barcha lo interruppe.
Non sporgere nessuna denuncia, ti scongiuro! esclam la mora.
La faccia imbronciata di Regina parve rilassarsi. Hugo le guard il naso e non scorse nessun
tremolio. Poteva voler dire solo una cosa: Regina stava mentendo.
Entra e sistemati pure in camera nostra, le disse Barcha. Questa  casa tua.
Regina fece un cenno allo schiavo, che port il baule dentro casa.
La strada la conosci, le disse la mora ironicamente, non appena lei le diede le spalle e inizi a
salire le scale.
Non aspettarono neppure che fosse arrivata al piano di sopra. Quando Barcha not che gli altri
due si erano voltati verso di lei, fece loro cenno di stare zitti e si avvi verso la stanza al piano terra che
tempo prima Jaume aveva usato come laboratorio per realizzare i suoi manici per coltelli.
E volevate trascinare Merc in questo guaio? sussurr. Per lei sarebbe stato un disastro!
Sia Hugo che Caterina si videro obbligati a darle ragione. Come pu cambiare la percezione di
unidea da quando nasce a quando la si mette in pratica! Ricattare Regina tirando in ballo i libri ebraici
non era una grande trovata, in fin dei conti, se significava dover coinvolgere anche Merc.
Non possiamo correre il rischio di fare del male alla bambina, prosegu Barcha. Regina  un
problema nostro, non suo. E siamo noi a doverlo risolvere. Anni fa, ho dato la mia parola a Regina per
proteggere la bambina, ma ora che Merc  in salvo, so come rendere impossibile la vita a qualcuno.
Hugo ricord comera Barcha allinizio, quando lui laveva appena comprata: una schiava cos testarda
da riuscire a obbligare lui, che era il suo padrone, a caricarsi in spalla le giare pi pesanti. Siamo tre
contro uno. Facciamogliela vedere noi a quella testa dura!
State attenti a cosa vi dar da mangiare. E quella frase lapidaria fu lunica che disse Hugo,
mentre la mora sorrideva, pensando che esistevano migliaia di modi per infastidire Regina. Caterina,
invece, non sorrise n disse nulla: il suo era solo il viso di una donna preoccupata.
Con larrivo del gennaio 1415, giunse anche il momento in cui il vino concludeva la seconda, e
pi lenta, fermentazione ed era pronto per essere bevuto come vino giovane.
Lammiraglio vuole che tu vada a comprarlo nella zona di Navarcles, gli disse Guerao, che
gestiva gli affari di Bernat. Se proprio devi spendere dei soldi, che sia quantomeno a vantaggio delle
sue terre.
Forse in unaltra occasione Hugo si sarebbe messo a discutere: chi era Bernat per dirgli dove
doveva andare a comprare il vino? Date le circostanze, per, lunica cosa che interessava a Hugo erano
i soldi, con cui sarebbe potuto ripartire da capo, producendo unaltra partita di aqua vitae.
Glielo aveva sussurrato Caterina, subito dopo larrivo di Regina, mentre si trovavano nel
capanno dellorto dove avevano stipato le botti.
Ma non eri tu quella che diceva di essere prudenti?
S, e non rinnego di certo quel consiglio, aveva risposto lei. Ma perch desiderare di
diventare ricco, allora... se non per aiutare chi soffre?
A me, Caterina, basterebbe solo una vigna che ci desse da vivere, le aveva detto lui. Vorrei
vivere sino alla fine dei miei giorni prendendomi cura delle mie viti. E, ovviamente, abbastanza a lungo
da assaggiare la qualit dei miei vini. Io aspiro solo a questo. Non a diventare ricco.
Avrai la tua vigna, vedrai, aveva detto lei, prendendogli la mano. Te la meriti.
Hugo era stato tentato di controbattere, ma Caterina lo aveva zittito riempiendolo di baci. Poi,
allimprovviso, si sent toccare il braccio. Era Guerao, che lo sollecitava a togliersi dalla porta
dellufficio del notaio, dove Hugo si era fermato a riflettere.
S, ho capito, disse spostandosi. Di questo, almeno, posso ringraziare sua signoria? chiese
Hugo allometto non appena ripresero a camminare.
Ti ho gi detto che lammiraglio non vuole essere ringraziato. Lunica cosa che vuole  che tu
gli restituisca i suoi soldi.
Veramente  lui che  in debito con me, disse Hugo sottovoce.
Come dici?
No, no, niente... Niente?, si disse. Come niente? Non era forse vero? Il fatto  che una volta
anchio gli ho prestato dei soldi... aggiunse senza girarci troppo intorno. E lui non me li ha mai
restituiti.
Vuoi che glielo ricordi io? gli chiese Guerao. Lammiraglio  un uomo che si vanta di
saldare sempre i propri debiti.
Hugo ci pens su, ma gli bast un attimo per ricordarsi che lunica cosa di cui gli importava
ormai era Merc. Lultima volta che laveva vista, sua figlia gli aveva raccontato che al palazzo di via
de Marquet si era presentato un vecchio barone vedovo, accompagnato da due figli di un precedente
matrimonio, che dovevano avere un paio di anni pi o meno di Merc, che la fissavano con la voglia e
la lascivia di cui il padre era ormai privo, come se stessero gi decidendo chi dei due se la sarebbe
aggiudicata. Sono andati avanti cos finch Bernat non ha sbattuto la mano sul tavolo cos forte da far
rovesciare tutti i calici di vino, gli aveva detto sua figlia subito dopo, aggiungendo che, da quel
momento, senza che Bernat avesse avuto bisogno di dire una sola parola, i tre ospiti si erano mostrati
molto pi cortesi.
No, rispose Hugo riemergendo dai suoi pensieri.  meglio se non gli ricordi niente.
Quando partirai? volle sapere Guerao.
Il prima possibile. Questo  il periodo migliore per comprare.
Buona fortuna, allora, gli disse lometto.
La cattedrale che avevano davanti appariva loro in tutto il suo splendore, soprattutto da quando,
pochi anni prima, erano state abbattute le mura romane che ne nascondevano la facciata. Da l, superata
piazza Sant Jaume, i due uomini si sarebbero divisi di nuovo: uno avrebbe preso per via de Marquet, e
laltro verso il Raval e via del Hospital.
Guerao! grid Hugo, fermandolo prima che fossero troppo lontani. Aveva deciso di fidarsi di
quelluomo. In fondo, anche Merc diceva che era una brava persona. Non capisco perch si ritardi
cos tanto il matrimonio di mia figlia. S, lo so... disse ancora Hugo anticipando la replica del maestro
di palazzo. Lo so che Merc mi dice che non hanno ancora trovato un pretendente che la meriti.
Ed  cos. Tua figlia potrebbe sposarsi la prossima settimana, se solo lo volesse. La sposerei io,
se la mia unica dote non fosse un semplice giaciglio, aggiunse. Hugo fece una smorfia. Non volevo
mancare di rispetto a te o a lei. Anzi, ti chiedo scusa, se cos ti  sembrato.
Ti credo, disse Hugo, che aveva percepito un pentimento sincero nelle parole delluomo.
Lespressione che hai fatto quando mi sono offerto di sposare tua figlia  stata rivelatrice. Tu
non la daresti mai in sposa a uno come me. E dire che sono anche il maestro di palazzo di un
ammiraglio della flotta...
Stavolta fu Hugo a cercare di scusarsi, ma Guerao lo zitt con un gesto della mano.
Lo dicevo solo per farti capire una cosa, Hugo. La faccia che hai fatto tu  la stessa che fa il
mio signore di fronte alla fila di svergognati e opportunisti che arrivano a palazzo, ingolositi dalla dote
di una ragazza bella come tua figlia. Ma non devi preoccuparti: vedrai che, prima o poi, lo sposo giusto
arriver.
S, ma nel frattempo lei continua a vivere in quel palazzo...
Cosa vorresti insinuare? chiese luomo alzando la voce.
Hugo ci pens un attimo e poi gli rispose senza girarci troppo attorno. Non insinuo. Affermo.
Dico che non  corretto che un uomo celibe viva sotto lo stesso tetto, e per cos tanto tempo, con una
ragazza vergine.
Stavolta fu Guerao che, di fronte alle parole di Hugo, si prese del tempo per pensarci su.
Hugo, tua figlia  in salute e ben servita. E io ti assicuro anche che  rispettata come merita.
Ma in effetti... non posso negarti che anchio ho avuto il tuo stesso timore. Ti prometto che ne parler
con lammiraglio.
Daccordo.
Mentre camminava lungo la via della Boqueria, in direzione del Raval, Hugo si sentiva pi
tranquillo. Dopo che Guerao gli aveva promesso di affrontare la questione con Bernat e gli aveva
parlato del rispetto che regnava nel palazzo, era sicuro che Merc stesse bene: anzi, era il ritratto
dellallegria e della felicit. Per quanto a lui continuasse a sembrare strano, Merc era contenta di
vivere accanto a una persona come Bernat. Leggevano poesie?, pens e sorrise. In strada un uomo si
volt a guardarlo, ma Hugo non gli diede peso e prosegu sorridente. Merc avrebbe trovato un ottimo
sposo, su quello non ci pioveva. Quello di cui, invece, doveva preoccuparsi era la propria vita
coniugale.
Larrivo di Regina aveva scombussolato la convivenza con Caterina e Barcha. La mora aveva
deciso che lultima arrivata avrebbe dormito da sola, nella stanza che fino a quel momento avevano
diviso Hugo e Caterina. Hugo avrebbe dormito in quella accanto, sempre al piano superiore; il giovane
schiavo moro che Regina si era comprata a Tortosa stava sul pianerottolo della scala che collegava le
due camere, seduto per terra, con la schiena poggiata al muro; infine, Barcha e Caterina dormivano nel
laboratorio al piano terra.
La tensione in casa era alta sin dal primo mattino, visto che non appena la mora incrociava
Regina iniziava a strillare. Barcha si riuniva a casa con le schiave o le liberte poco dopo lalba perci,
quando Regina si svegliava, non trovava n una sedia libera su cui sedersi n tantomeno qualcosa con
cui fare colazione.
Pensi che io mi metta a prepararti da mangiare? le grid contro Barcha, il primo giorno.
Vuoi andare dal prete a denunciarmi anche per questo?
In casa era tutto un andirivieni di bambini urlanti che correvano da una parte allaltra e che
finivano sempre per svegliare Regina, entrando e uscendo dalla sua camera, inseguiti dallo schiavo
moro che cercava di recuperare i vestiti che quelli rubavano alla sua signora e che si lanciavano o
agitavano come vessilli strappati al nemico. Barcha, poi, proib a Regina di prendere lacqua dal pozzo.
Lacqua  mia. Se la vuoi, devi pagarmi. Perci, il moro era costretto a andare tutti i giorni a
prenderla alla fonte dellospedale della Santa Croce.
Caterina, non avendo il temperamento della mora, si limitava ad assistere a quelle sceneggiate,
ma presto si accorse che la tensione e il malessere di Hugo erano peggiorati e decise di abbandonare la
camera di Barcha per sistemarsi al piano superiore con lui. Che vada pure dal prete a denunciarci,
disse spalancando la porta e rannicchiandosi accanto a lui.
In realt Hugo non era molto convinto che Regina volesse dar seguito a quelle minacce. Lui e
Regina si erano trovati da soli in ben poche occasioni: a volte nellorto, altre volte per strada. Un
pomeriggio, mentre la mora e la russa erano occupate nelle loro faccende, Hugo e Regina si ritrovarono
assieme accanto al fuoco. Hugo ebbe la sensazione che laltra lo desiderasse, perch pi lui si sforzava
di starle lontano, pi lei gli si faceva vicino. Potremmo riprovarci, gli propose, con una voce
sdolcinata. Io ti amo ancora. Che cosa ci  successo, Hugo? Lo so che il tuo cuore brucia ancora per
me! Mentre Regina parlava, Hugo le vide tremare le narici e cap che non stava mentendo. Non ne
fece mai parola con Caterina, eppure una cosa laveva compresa: in quel determinato momento della
sua vita, fatta eccezione per le sporadiche visite a Merc, Regina non aveva nessuno che le volesse
bene, era completamente sola.
Hugo torn a Navarcles per la stessa strada che aveva gi percorso con Roger Puig tempo
addietro, vale a dire risalendo il fiume Llobregat e prendendo il bivio subito prima di Manresa. Gli
fecero compagnia un paio di mulattieri, ognuno con diverse bestie da soma al seguito. Caterina, che era
ormai una donna libera e sicura di s, respinse bruscamente il primo sguardo malizioso lanciatole da un
mulattiere sfrontato. Che cosa guardi? gli grid aggredendolo fin quasi a toccarlo, con la mano destra
sotto i vestiti, come se stesse impugnando un coltello. Magari ce lha davvero, pens Hugo. Prima di
partire Barcha aveva lasciato ancora una volta a Hugo lo splendido coltello di Jaume, perci nulla
toglieva che potesse averne dato uno anche a Caterina. E mentre la guardava infuriarsi con il
mulattiere, Hugo pens che pi tardi glielo avrebbe domandato. Non avrebbe potuto essere pi bella di
cos... la libert, la lotta e il lavoro per i liberti le infondevano un coraggio e unenergia che si
riflettevano anche sul suo corpo, rendendolo pi voluttuoso, e persino sul viso, i cui tratti, gi attraenti
e quasi perfetti di per s, sembravano ormai prendere vita allimprovviso, spinti dalla sua
determinazione e dalla sua voglia di vivere.
Hugo aveva convinto Caterina ad accompagnarlo fuori citt per qualche giorno, approfittando
del caos che regnava a casa da quando aveva fatto la sua comparsa una giovanissima schiava greca che
voleva portare avanti un procedimento legale per ottenere la libert. In quei giorni sembrava che tutta la
loro vita girasse attorno a quella ragazza. Ma la verit era che, dopo il ritorno di Regina, Caterina
viveva in un perenne stato di tensione. Barcha era molto pi sfrontata e accoglieva quella situazione
come una vera sfida. Secondo Hugo, quella convivenza la divertiva, le piaceva persino: del resto, era
pur sempre un modo per vendicarsi, dopo tanti anni di umiliazione. Caterina, invece, era troppo
combattuta: Regina laveva curata, era la moglie di Hugo, laveva conosciuta quando lei era ancora una
schiava... Non riusciva a mettere a tacere quei pensieri che le gravavano sulla coscienza.
Cos, per evitarla, Caterina aveva deciso di accompagnare Hugo nel suo viaggio e di mettere da
parte per un po i problemi della schiava greca.
Io, comunque, non riesco a capire qual  la questione con questi schiavi greci, disse Hugo per
strada, mentre camminavano accanto ai muli. Tu dici che sono cristiani e quindi, come tali,
dovrebbero essere liberi... ma io conosco tanti altri schiavi che sono cristiani e non per questo vengono
liberati. Senza andare a cercare un esempio troppo lontano, tu sei sempre stata cristiana, giusto?
Caterina rispose di s, a bassa voce. La differenza  che io sono stata battezzata con la forza,
quando ero ancora una bambina. O, meglio, senza che potessi capire il significato di quel sacramento.
Come avrei potuto? Non parlavo neppure la vostra lingua! Greci e albanesi, invece, sono popoli
cristiani. Gli albanesi sono addirittura cattolici. Molti sono cristiani convinti, cresciuti in famiglie
cristiane. Non si tratta di persone convertite dopo essere cadute in schiavit. Altrimenti, se bastasse
essere cristiano per affrancarsi, tutti gli schiavi si convertirebbero al cristianesimo! gli disse poi
continuando a camminare.
Hugo la guard stupito. Come fai a sapere tutte queste cose? Greci, albanesi, conversi...
 normale, amore mio.  tanto tempo che non parliamo daltro...
Hugo annu, compiaciuto, e prov a riprendere il discorso: Ma un cristiano resta sempre un
cristiano...
Caterina lo interruppe: Tesoro,  un problema che riguarda solo chi comanda. Molto tempo fa,
voi cristiani credevate giusto liberare gli schiavi che si convertivano. Poi  successo quello di cui ti
dicevo prima. Lo sai chi  stato il primo frate a dichiarare che il battesimo di uno schiavo non
comportava anche la libert?
Hugo fece di no con la testa, senza smettere di camminare. I due mulattieri ormai li avevano
superati.
Ramon de Penyafort, un domenicano catalano, disse Caterina.
Sai davvero un sacco di cose, comment di nuovo Hugo, voltandosi a guardarla e annuendo a
denti stretti.
E ogni giorno ne imparo una nuova.
S, ma i greci... mi vuoi dire cosa centrano loro in tutto questo?
Allimprovviso la Chiesa ha deciso di non liberare pi gli schiavi cristiani e, anzi, ha permesso
che altri cristiani venissero fatti schiavi. Mi hai raccontato pi di una volta di quando sei andato in
guerra con quellebreo... com che si chiamava?
Mahir, rispose Hugo, curioso di sapere dove volesse andare a parare Caterina.
Ecco, quella era una guerra contro la Francia. E i francesi sono cristiani, dico bene?
S.
Eppure si dice che il nostro re, durante la guerra, abbia permesso che i prigionieri francesi
venissero venduti come schiavi... la maggior parte erano solo ragazzini francesi che seguivano
lesercito. Ma gi prima di allora, un altro re catalano, sempre con il consenso della Chiesa, aveva
ridotto in schiavit i prigionieri catturati in Sardegna.
S, ma i greci? continu a insistere Hugo.
Ora la Chiesa  divisa e i vescovi hanno deciso di proteggere gli schiavi greci proprio perch
sono cristiani. Il nostro vescovo di Barcellona li ha addirittura accolti nel suo palazzo. Pare che ci siano
schiavi greci che si nascondono l dentro da pi di otto anni. E il vescovo, dopo essersi appellato al
tribunale episcopale, ha gi concesso la libert a tanti.
Il tribunale episcopale?
S, quello guidato dal vescovo.
E a cosa serve?
A niente, in realt, perch le sue sentenze non sono riconosciute n dal governatore n
dallufficiale del registro, n dai consiglieri della citt, disse Caterina. Il re Martino, quello per cui
hai lavorato come cantiniere, ha decretato che solo il governatore possa esprimersi sullaffrancamento
degli schiavi. E lha deciso proprio per impedire che i vescovi sintromettessero.
I potenti litigano e a rimetterci sono sempre i poveri, sentenzi Hugo, dando per conclusa
quella conversazione.
E Caterina non pot far altro che annuire.
Il mese di gennaio sulle sponde del fiume Llobregat non aveva nulla a che vedere con lestate
che Hugo aveva trovato a Balaguer. Il clima temperato, se non addirittura caldo, di quella regione
aveva lasciato il posto a un freddo umido che bagnava i vestiti e penetrava nelle ossa. Hugo e Caterina
dormivano abbracciati sotto il carro, riparati da una coperta e vestiti con tutti gli abiti che si erano
portati dietro per il viaggio, eppure cercavano comunque di scaldarsi a vicenda. Toglila subito! Sei
gelido! laveva rimproverato Caterina una notte in cui Hugo le aveva infilato una mano sotto le vesti.
In quei giorni piovve molto e i due sinzuppavano spesso, e pi di una volta Hugo pens di aver
fatto male a convincere Caterina a seguirlo: sarebbe stata molto meglio a Barcellona, con Barcha e con
la schiava greca il cui caso di affrancamento laveva tenuta impegnata. La ragazza aveva appena
quindici anni ed era arrivata in citt un paio di anni prima, a bordo di una galea. Non parla neppure
catalano, gli aveva raccontato Caterina, a dispetto dellapparente interesse con cui la greca
presenziava alle discussioni che si svolgevano in casa di Barcha attorno ai suoi diritti e al suo futuro.
Scusami, disse Hugo, una notte piovosa e fredda in cui il fango aveva impedito alla coppia di
proseguire il cammino per raggiungere un villaggio in cui ripararsi, costringendoli a rifugiarsi sotto il
carro, con i denti che battevano per il freddo e la sola aqua vitae a dare loro un po di calore nel petto.
Non devi scusarti di niente, gli rispose Caterina, mentre gli toglieva di mano la fiaschetta con
il distillato. Pensi forse che ti avrei permesso di riscaldarti tra le cosce di una di quelle puttane che si
avvicinano alla carovana non appena vedono che  guidata da un belluomo come te?
Il sentiero che deviava dalla strada principale e proseguiva verso Navarcles fece ricordare a
Hugo il motivo per cui era giunto fin l: il vino. Caterina aveva scontato fin troppo la colpa di aver
speso i soldi che lui aveva ricavato dalle prime partite di vino. Gli aveva chiesto scusa tutti i giorni e
tutte le notti, finch lui non laveva perdonata. Ma tu continuerai a passare le notti a distillare aqua
vitae, aveva detto a Barcha, una sera in cui entrambe gli si erano piantate davanti.
Se per ottenere il vostro perdono, devo salire in camera vostra come fa lei... gli aveva risposto
la mora, sbottonandosi la veste allaltezza del seno e spostando Caterina con un colpo danca per
avvicinarsi a Hugo.
Luomo, per, era scoppiato a ridere e si era liberato dallabbraccio con cui Barcha aveva
tentato di immobilizzarlo. Tu continuerai a lavorare di notte, aveva detto, chiudendo la questione.
Hugo fiss il sentiero e sorrise. Quella zona era famosa per essere una terra ideale per la
produzione vinicola. Eppure a Hugo tornarono subito in mente le botti rinvenute nella cantina di quel
castello dovera stato con Roger Puig, qualche anno prima. La maggior parte versava in un grave stato
di abbandono e il vino che contenevano era a dir poco imbevibile. Nel corso della sua vita, per, Hugo
aveva provato anche gli ottimi vini del Bages e quelli prodotti nel monastero di Sant Benet, rinomati in
tutta la Catalogna.
Perci aveva affrontato senza pregiudizi quel viaggio verso il castello di Navarcles, un viaggio
che ora stava per concludersi, visto che erano quasi arrivati. Lanci unocchiata a Caterina e pens che
era la prima volta che la russa varcava lingresso di una vera fortezza, in cui lattendeva una incredibile
baraonda: le donne dei vassalli che andavano a cuocere il pane nel forno del signore, come stabiliva la
legge, e gli uomini che andavano a ferrare gli animali o a riparare gli attrezzi, anche loro solo nei posti
stabiliti dalla legge. E poi tutti che si muovevano ovunque, in ogni direzione. Quando arrivarono, stava
calando la notte e il terreno era completamente ricoperto di fango, che si mescolava alla pioggia
invernale e che nei punti ombreggiati si trasformava in ghiaccio.
Il castellano non era pi lo stesso dei tempi di Roger Puig, perch Bernat lo aveva rimosso
ancor prima che il re gli donasse il contado di Navarcles. Il nuovo castellano, che aveva ricevuto il
messaggio dalle guardie che avevano sbarrato il passo a Hugo e Caterina, alle porte del castello, gli
and subito incontro.
Vi stavo aspettando, fece luomo, giovane e di buone maniere. Il maestro di palazzo del
signor conte mi aveva avvertito. Poi disse a un soldato di occuparsi del carro e dei muli, dopodich li
scort fino a un edificio basso, attaccato alla torre: una stanza lunga, simile a una galleria e piena di
tavoli per mangiare, sgabelli e giacigli sparsi su cui dormivano le truppe. Era la stessa sala in cui Hugo
era stato durante la sua prima visita.
Potete dormire qui, disse il castellano. Immagino che siate molto stanchi.
S, ammise Caterina, lasciandosi cadere su una sedia.
Vi verr portata subito un po di paglia asciutta per il vostro giaciglio e accenderemo il fuoco.
Poi, non appena far buio, mia moglie vi porter anche da mangiare. E domattina perlustreremo queste
terre in cerca del vino che volete.
Poco dopo, fu portato loro un pentolone fumante pieno di carne e verdure stufate, vino e pane
cotto nel forno del castello. Hugo e Caterina parlarono poco e mangiarono molto, seduti a un tavolo che
loro stessi avevano trascinato davanti al caminetto di pietra in cui bruciavano alcuni ceppi. Un paio di
soldati entrarono nella sala e chiesero il permesso di avvicinarsi al fuoco. Hugo, ovviamente,
acconsent. Poi, una volta che si furono saziati, i due viaggiatori si buttarono sul giaciglio e si avvolsero
nelle coperte, mentre altre persone del castello ne approfittavano per avvicinarsi al fuoco e riscaldarsi.
Non sentirono le chiacchiere di quella gente n le loro battute o le risate che rompevano ogni tanto la
quiete della notte, perch entrambi dormirono profondamente.
Navarcles, Calders, Sant Fruits de Bages, Arts... in tutti quei luoghi si era sempre coltivata la
vite, producendo una tale quantit di vino che gi Plinio aveva menzionato nei suoi scritti, elogiando le
abbondanti vendemmie di quelle terre. Hugo era a bordo del carro, Caterina proseguiva a piedi e il
castellano, che si chiamava Arnaldo, li scortava a cavallo, insieme a una coppia di soldati armati di
lancia che marciava dietro la carovana.
Abbiamo bisogno di protezione? domand stupito Hugo, indicando la scorta.
Loro mi accompagnano sempre, rispose Arnaldo, mentre faceva cenno ai due di rimettersi in
marcia. Anche se, da un po di tempo a questa parte, non  una cattiva abitudine andare per i campi
con una scorta, aggiunse dopo una pausa di riflessione.
Hugo gli fece un cenno con il mento per invitarlo a dirgli di pi.
In questo periodo i remences, i servi della gleba, sono piuttosto infuriati. Prima dellarrivo del
nuovo re, linfante di Castiglia, nutrivano la speranza di essere affrancati dal giogo che li opprimeva: le
male usanze, spieg luomo.
Hugo conosceva solo in parte quei diritti estesi e crudeli che i signori esercitavano sui contadini
che lavoravano le loro terre. Si ricordava, per, le grida di Roger Puig ai propri vassalli, ogni volta che
ordinava loro di vessare di pi i contadini. E tuttavia, sentirne parlare in quel momento, mentre si
allontanavano dal castello e sotto di loro si aprivano la boscaglia, i campi coltivati e le vigne in cui
lavoravano proprio i servi della gleba, gli fece avere tuttaltra prospettiva. Poi aguzz le orecchie, e
vide che anche Caterina faceva altrettanto.
Il castellano, dal canto suo, sembrava aver voglia di chiacchierare. I precedenti sovrani della
casata di Barcellona erano scesi a patti con i contadini, in modo da tenere sotto controllo una nobilt e
una borghesia che, accumulando ogni giorno sempre pi diritti, aveva anche sempre pi pretese. In
pratica, i sovrani usavano gli umili come moneta di scambio nei loro rapporti con nobili e principi...
Chiedo scusa, lo interruppe Caterina, prendendo di sorpresa il castellano. Quali sono i diritti
che i signori hanno sui loro servi?
Il servo  legato alla terra e non gli  permesso abbandonarla per nessuna ragione. A meno che
il signore non gli permetta di riscattare la propria libert.
Hugo e Caterina si lanciarono unocchiata, ed entrambi pensarono che, in fondo, quei contadini
non erano poi cos diversi dagli schiavi che conoscevano.
Il servo della gleba deve prestare al signore i servigi personali, continu il castellano.
Coltivare le terre, costruire o riparare abitazioni e sentieri, le donne devono allattare i figli del signore,
che ha il diritto di giacere con loro la prima notte di nozze, prima dello sposo. E poi, dai propri servi
della gleba, il signore ha diritto a ricevere il pagamento della tassa per lo sfruttamento delle terre, a
tramandarlo ai propri eredi e, a seconda delle circostanze, a confiscare loro ogni bene, assoggettarli alla
propria giurisdizione e picchiarli...
Ma perch dici che hanno perso la speranza di uscire da questa situazione?
Perch dopo la morte di re Martino, e larrivo di Ferdinando Secondo di Trastmara,  cambiato tutto.
Alle ultime Corti Generali di Barcellona, quelle del 1413, lanno successivo allincoronazione di
Ferdinando a Caspe, fu emanata una legge che inaspriva la situazione dei remences che, invece di
essere affrancati, si sono visti trasformati ancora di pi in veri e propri schiavi. Il nuovo editto,
chiamato Com a molts entenents, stabiliva che i remences che minacciavano o causavano rivolte
dovessero essere puniti con condanne pesantissime, se non addirittura con la morte.
Il gruppo stava camminando tra campi e vigneti. Come il giorno precedente, il sole splendeva,
ma non scaldava a sufficienza per sconfiggere il freddo.
E perch mai? chiese Caterina.
Perch queste condanne contro i servi della gleba, intendi?
Caterina annu e il castellano continu.  molto semplice. I signori vogliono mantenere
invariate le proprie rendite, ma i remences sono sempre meno, specie dopo le epidemie del secolo
scorso. E se prima, con re Martino, i servi della gleba avevano goduto ancora di una minima protezione
reale, con Ferdinando i nobili e i ricchi proprietari di queste terre hanno chiesto di essere ricompensati
per lappoggio dato. Sarebbe spettato al conte di Urgell diventare re. Nessuno avrebbe potuto negargli
quel diritto. Eppure ai nobili e ai ricchi di queste terre quella possibilit non piaceva, perch il conte di
Urgell si sarebbe comportato come i suoi predecessori della casata di Barcellona, e allora hanno deciso
di tradirlo e di appoggiare Ferdinando di Trastmara, pensando soltanto ai propri interessi personali.
Questo nuovo editto  lesempio perfetto di come il parlamento possa decidere le sorti di un re.
Il vostro conte di Navarcles  un sostenitore di re Ferdinando, disse Hugo, sempre pi
frastornato da quello che sentiva.
Certamente. Quello che dico, per,  vero. Lo sanno tutti che Ferdinando ha comprato i
catalani e che Barcellona si  piegata alla volont degli aragonesi, dei valenzani, e poi del regno di
Castiglia. Io vengo da queste terre, sono di Manresa. E il conte sa come la penso...
Dopo quei discorsi, si dedicarono a cercare il vino. Hugo pensava di assaggiarne un po in tutte
le tenute in cui il castellano lo avrebbe portato, e solo dopo, alla fine, di scegliere il migliore e
comprarlo. Invece le cose andarono diversamente. Le tenute ricche erano molto poche.
La maggior parte erano di famiglie che con quelle terre campavano a malapena, e che a quelle
terre, tuttavia, sarebbero state legate per il resto della vita: loro, i loro figli e i figli dei loro figli. Quasi
tutti l producevano vino, gli aveva assicurato il castellano, e tutti, senza eccezioni, gli avrebbero
venduto una parte delle loro scorte. La ragione di quella disponibilit era facile da capire: avevano un
disperato bisogno di soldi. Ma allora, perch non le avevano gi vendute?, si chiese Hugo. Lo cap da
solo non appena assaggi il vino, acidissimo, e lo risput subito sulla terra battuta che faceva da
pavimento di quel podere.
Che diavolo ? si lament Hugo con una smorfia schifata. Questo vino  imbevibile!
Nessuno gli rispose. La coppia di contadini, piuttosto giovani, che lo ospitava lo guard con
occhi pieni di delusione. I loro figli, due bambinetti sporchi, nudi e affamati che fino a quel momento
avevano scorrazzato avanti e indietro, lessero nel volto dei genitori, con la prontezza che Dio regala
solo ai poveri, limportanza della risposta negativa di quelluomo che aveva assaggiato il loro vino e si
strinsero attorno a Caterina, che li abbracci con unespressione contrita, mentre il castellano e i soldati
li aspettavano fuori.
Hugo sbuff. Non solo adesso lo stavano guardando in cinque, ma anche sul volto di Caterina si
era affacciata unespressione di tenerezza. Le labbra di quei contadini mostrarono un sorriso trattenuto
che poi si schiuse, in tutto il suo splendore, non appena Hugo recuper la scodella e prov ad
assaggiare di nuovo quel vino.
Poteva essere peggiore di quello che aveva comprato per conto di Roger Puig, quando per il
funerale di sua madre aveva speso tutti i soldi che Esteve gli aveva dato per rifornirsi di malvasia?
Hugo dovette sforzarsi per mandarlo gi. Eccome se poteva! O, almeno, cos gli parve.
In realt... Se era riuscito a migliorare quel vino che aveva comprato per Roger Puig, ci
sarebbe riuscito anche stavolta. In realt non  cos cattivo...
Caterina annu e una lacrima le corse gi lungo la guancia. La madre chiam i figli e il padre si
avvicin a Hugo per stringergli la mano.
Se il vino era pessimo, il prezzo non avrebbe potuto essere migliore. E and in quel modo anche
nei poderi successivi, dove Hugo cedette alle suppliche e agli sguardi tristi e profondi dei contadini.
Hai visto i bambini? lo incoraggiava Caterina. E quella vecchia? La madre  incinta! In una tenuta,
Caterina lo prendeva per mano, in unaltra gli dava un bacio, in unaltra ancora lo ringraziava senza
riuscire a tenere a freno le lacrime.
Cos, pi laffetto di Caterina e la sventura di quella gente aumentavano, pi Hugo spendeva.
Miseria, miseria e miseria. Al posto del vino, Hugo riemp il suo carro di miseria.
Grazie, gli disse Caterina quando ormai, due giorni dopo, si trovavano sul sentiero del
Llobregat, diretti di nuovo a Barcellona.
Se tu non fossi scoppiata a piangere al primo podere, non avrei mai comprato quel vino.
Bugiardo, lo rimprover lei. Ti saresti comportato alla stessa maniera anche senza di me.
Non  detto.
Ah, no?
Camminarono da soli per un bel pezzo, sotto il sole dinverno, avvolti dal silenzio dei campi.
Non avevano ancora incontrato n mulattieri n carovane che facessero la loro stessa strada, ma
qualcosa diceva a Hugo che li avrebbero trovati pi avanti, allaltezza di Manresa. Caterina inizi a
fischiettare una canzoncina. Hugo la guard e le sorrise. Allora lei afferr le briglie, condusse i muli
fuori dal sentiero e si addentr in un bosco.
Ma cosa fai? le chiese Hugo. Caterina, per, non gli rispose. Il carretto saltava sul terreno
irregolare, il legno scricchiolava e le botti sbattevano luna contro laltra. Finiranno per spaccarsi...
Raggiunta una piccola radura illuminata dal sole, Caterina si ferm e leg i muli a un albero.
Vieni, lo invit a scendere con una voce e unespressione che trasudavano desiderio. Voglio
ripagarti per tutti i soldi che hai perso.
Qui?
Proprio qui. Caterina agguant la fiaschetta di aqua vitae e prese un bel sorso. Tieni, bevi,
gli disse passandogliela.
Hugo bevve e lei lo spinse allindietro, fino a fargli poggiare le spalle contro il fianco del carro.
Non vorrei che perdessi lequilibrio... gli sussurr sorridendo, prima di inginocchiarsi tra le
sue gambe e frugare tra i vestiti di Hugo. Lui gemette di piacere, sentendo le labbra e i denti di
Caterina, e le mani che lo accarezzavano. Quando lui venne, anche Caterina si spogli e obblig Hugo
a inginocchiarsi accanto a lei. Distesero la coperta sotto il carro e vi si buttarono sopra.
Ho le mani gelate, scherz Hugo.
Ma il cuore caldo, rispose lei abbracciandolo. Caldo e grande, gli sussurr iniziando a
baciarlo.
E passarono in quel modo il resto della giornata. Un paio di carovane transitarono lungo il
sentiero, ma nessuno di loro due vi prest la minima attenzione.
Barcellona li accolse con lusuale e colorito vocio delle sue strade piene di banditori, mercanti,
artigiani e prostitute. Hugo pag le imposte sul vino che aveva comprato e poi si diresse verso la casa
di Barcha. Mentre Caterina stava attenta che nessun ragazzino finisse sotto le ruote del carro, lui teneva
salde le redini dei muli cercando di evitare le bancarelle dei vari venditori di strada.
Vai a vedere se c qualcuno che pu darmi una mano a scaricare queste botti, le chiese
Hugo, mentre Caterina si avviava dentro casa.
Quindi lui si diresse sul retro, dove si trovava lorto, e inizi a sganciare i finimenti dei muli,
convinto che prima o poi qualcuno sarebbe andato a dargli una mano. Gli sarebbero bastate anche solo
le due donne. Invece, dopo un bel pezzo, non si era ancora fatto vivo nessuno.
Vergine santa! esclam Caterina quando vide Hugo affacciarsi alla porta di casa che dava
sullorto. Mi  passato di mente!
Una mezza dozzina di persone erano attorno al tavolo, al quale erano sedute Barcha e una
ragazza dai capelli neri e crespi, con grandi occhi corvini e tratti molto marcati. Caterina prese per il
braccio un paio di uomini che erano l e li trascin fuori nellorto, supplicandoli di aiutarla con il carro.
Che cosa sta succedendo qui? chiese Hugo, sebbene lo avesse gi capito da solo. Il tono di
voce con cui aveva fatto quella domanda rifletteva tutta la sua stanchezza. Fortuna che a scaricare le
botti e a stiparle nel capanno che usava come cantina ci avevano gi pensato i due liberti. Saraceni, con
ogni probabilit, pens Hugo.
Si tratta di Elena... gli rispose Caterina. La greca di cui ti ho parlato. Il vescovo ha
riconosciuto la sua fede cristiana e le ha concesso la libert.
E allora perch  qui?
Hugo conosceva gi la risposta.
Si nasconde.
Ci metter nei guai.
Quali guai?  libera adesso.
Se  libera come dici, allora perch si nasconde? E da chi?
Caterina non rispose. Il mento inizi a tremarle. Gli occhi le brillarono a tal punto che parve sul
punto di mettersi a piangere.
Te lo dico io da chi... dal suo padrone e da...
 libera, ti ho detto! grid Caterina.
I due saraceni, per la paura, si fermarono di colpo e per poco una botte non cadde a terra. Hugo
stava per risponderle, ma di fronte alla sofferenza che le vide sul viso sent una stretta al cuore e
abbass gli occhi. Caterina era stata una schiava. Era stata sequestrata nel suo paese quando era solo
una bambina, e anche se non ne parlava mai volentieri, Hugo sapeva che era stata violentata. Doveva
avere avuto pi o meno la stessa et della greca, quando era successo. Hugo era al corrente di quello
che le avevano fatto, che lavevano violentata per anni e che, dopo tutte quelle umiliazioni, Roger Puig
laveva persino abbandonata alla depravazione del guercio, come una volgare prostituta. Come poteva
Hugo impedire a quelle persone di lottare per la propria libert? Anche se si trattava solo della libert
concessa da un vescovo?
Hai ragione.  libera, disse Hugo, stringendola e cullandola dolcemente. E noi la
aiuteremo.
Caterina scoppi a piangere e lui labbracci ancora pi forte. Aveva capito che non stava
piangendo solo per la giovane greca, ma anche per se stessa, per tutto quello che aveva vissuto.
La aiuteremo, s. In fondo, abbiamo gi liberato altri schiavi, disse cercando di convincerla e
prendendole il mento tra le mani per sollevarle il viso. Caterina adesso rideva e singhiozzava assieme.
Misero in ordine le botti. Un saraceno ne indic una a Hugo, come a dire che voleva provare un
sorso di vino. Caterina and in casa a prendere una coppa e Hugo ne vers un po. Entrambi gli uomini
bevvero sotto lo sguardo attento di Hugo. Sembrava proprio che quel vino gli piacesse, perch
brindarono alla sua salute e lo ringraziarono calorosamente.
Vedi che non  cos cattivo? disse Caterina sorridendo.
Come faceva a non piacere, a quei due? Sono abituati a bere quel vinaccio ricavato dalle bucce
e dagli scarti della pigiatura, che vengono pigiati di nuovo e lasciati a macerare nellacqua perch
prendano un po di colore e di sapore.
Adesso avrebbero dovuto distillare di nuovo una parte del vino comprato, in modo da ricavarne
altra aqua vitae. Da quando Regina era tornata a casa, Hugo non aveva pi utilizzato lalambicco, ma
se voleva sperare di vendere il vino di Navarcles e trarne qualche guadagno, non avrebbe potuto fare a
meno di mescolarlo con laqua vitae per mascherarne il sapore.
Rientr in casa con Caterina e con quel pensiero fisso in testa che, tuttavia, scomparve di colpo
non appena guard negli occhi la ragazza greca. Quelli che da lontano, a prima vista, gli erano parsi
tratti molto duri e marcati, come se qualcuno li avesse tagliati con uno scalpello, in quel momento gli
parvero di una bellezza straordinaria. Hugo si perse nella dolcissima voce di Elena che rispondeva
incerta alle domande di Barcha, cercando di trovare le parole giuste, e gli torn in mente che Caterina
gli aveva detto che la ragazza non parlava catalano quasi per nulla. La guard ancora e vide un collo
chiaro e pulito da cui pendeva un piccolo crocefisso di legno, e due seni non ancora maturi ma che
rivelavano gi tutto il suo portamento signorile. Era davvero giovanissima... cosa poteva aver fatto di
male quella creatura per perdere la libert?
Era ancora inverno. Il sole tramont presto e la casa si svuot. Per cena mangiarono le solite
cose: stufato e vino, ma non quello di Navarcles. Chiacchierarono e bevvero un po della scorta di
acqua ardente che Barcha aveva nascosto in camera. Elena era cos esausta che le cadeva la testa e
faticava a tenere gli occhi aperti.
Che cosa pensate di fare con lei? chiese Hugo, quando vide che la ragazza aveva incrociato le
braccia sul tavolo e vi aveva poggiato sopra la testa.
La mora fece spallucce. Aspettare. Qualcosa succeder... E voi cosa pensate di fare con lei?
disse Barcha, approfittando dellarrivo di Regina, che stava rientrando in casa proprio in quel
momento.
Hugo lanci unocchiata a sua moglie e lei lo fulmin con lo sguardo, prima ancora di
accorgersi della presenza della greca. Non salut nessuno, n tantomeno fece domande, ma si limit a
salire al piano di sopra, dove la aspettava il suo giovane schiavo, che passava le giornate a sorvegliare
la sua stanza per assicurarsi che nessuno entrasse a rubare qualcosa. Che intenzioni aveva, Regina?, si
domand Hugo. E per quanto ancora sarebbe andata avanti quella loro convivenza che si faceva ogni
giorno pi tesa?
Aspettare... disse Hugo.
Qualcosa succeder, lo anticip la mora.
E se Regina la denuncia? le chiese lui, indicando con il mento la greca.
Non sa neppure chi .
Ma il suo schiavo s.
Barcha scroll le spalle. Elena non star qui in eterno. Deve godersi la sua libert. Non pu
sprecarla restandosene nascosta. Ma la situazione di questa creatura  davvero complicata. Si  trovata
in mezzo a una lotta di poteri: da un lato, c il vescovo con i suoi decreti, e dallaltro la citt con le sue
leggi.
Leggi che condannano a morte chiunque cerchi di ottenere la libert chiedendo aiuto a un
vescovo, aggiunse Hugo.
Lo so.  proprio cos. Se qualcuno la denunciasse, il vescovo dovrebbe prendere
provvedimenti e difendere la sua sentenza, perch ne andrebbe del suo prestigio. Ma noi di questo non
ci dovremo preoccupare. I potenti arrivano sempre a un accordo, pur di non essere disturbati.
Come, non ci dobbiamo preoccupare? disse Hugo a bassa voce.
Dio provveder, fece Caterina per tranquillizzarlo.
E cos andarono a dormire: Barcha e la greca nella stanza al piano terra, mentre Hugo e Caterina
salirono a quella di sopra, cosa che li costrinse a scavalcare le gambe dello schiavo di Regina
accasciato nel pianerottolo. Appena misero piede in camera loro, Caterina sprang la porta e baci
Hugo.
Ma come? Ancora? si lament lui, un po per scherzo e un po sul serio. Mi hai gi stremato
questa mattina.
E chi se la ricorda questa mattina? rispose lei con una voce sdolcinata.
Vuol dire che non ho fatto un buon lavoro...
No, no! Volevo solo dire che... Caterina aggrott le sopracciglia e spinse dolcemente Hugo
sul giaciglio, poi gli si distese accanto e gli carezz il petto, provando a correggersi: Anzi, s! Hai fatto
un pessimo lavoro. Un vero disastro. Ma voglio darti la possibilit di rimediare.
Allinizio pens che stava ancora sognando, ma poi cap che era sveglio perch la luce dellalba
filtrava dalla finestra, e allora apr gli occhi. Accanto a lui, Caterina dormiva ancora profondamente. Fu
in quel momento che una nuova serie di colpi riecheggi per tutta la casa. Hugo si tir su, rimase in
ascolto e scosse Caterina.
Che succede? chiese.
Sentirono grida provenienti dal piano di sotto e riconobbero la voce di Barcha. Erano grida, s, e
di molte persone.
Che succede? chiese di nuovo Caterina.
Hugo ebbe un brutto presentimento, ma non disse niente. Balzarono in piedi insieme e corsero
fuori dalla stanza. Le voci erano sempre pi forti.
Trovarono lo schiavo di Regina in piedi sul pianerottolo, con la faccia terrorizzata e la schiena
addossata al muro. Hugo e Caterina lo lasciarono l e presero le scale, prima lui e poi lei, anche perch
erano cos strette che insieme non ci sarebbero mai passati. Gi, davanti allufficiale del registro e a
una scorta di una mezza dozzina di funzionari di giustizia armati, Barcha gridava e strillava con tutto il
fiato che aveva in gola, gli occhi fuori dalle orbite, mentre la greca cercava di nascondersi dietro di lei,
stringendo in mano la sentenza di libert firmata dal vescovo. In casa erano entrati anche alcuni curiosi,
spinti da quelli rimasti in strada che volevano sapere cosa succedeva dentro.
Arrestatela! grid lufficiale del registro agli altri funzionari, ignorando le grida della mora.
 libera! url ancora Barcha.
 libera! si un anche Caterina.
E disse la stessa cosa anche qualcuno dei curiosi che si erano intrufolati in casa, sebbene a voce
molto pi bassa.
Il vescovo le ha concesso la libert! disse Hugo, accorrendo in aiuto alle due donne.
Il vescovo non pu concedere la libert a nessuno schiavo, rispose lufficiale, mentre con un
gesto ordin di nuovo ai suoi uomini di arrestare la ragazza.
Nel momento esatto in cui le guardie si avventarono sulla mora, e sulla greca che si nascondeva
dietro di lei, Barcha e Caterina si misero a gridare. Anche alcuni curiosi si unirono alle proteste delle
donne. Hugo non ebbe dubbi su cosa sarebbe accaduto di l a poco. Barcha avrebbe difeso la greca a
qualunque costo e lufficiale aveva gi sguainato la spada mentre, poco pi indietro, due dei suoi
uomini avevano puntato le lance contro di loro in segno di minaccia.
Dio mio! esclam Hugo, piantandosi in mezzo. Ricorda quello che mi hai detto ieri. Non
opporre resistenza. Vedrai che il vescovo risolver tutto.
Ascoltalo, donna, disse lufficiale del registro.
Barcha, per favore, ripet Hugo. Caterina... disse, implorandola di aiutarlo a convincere la
mora.
Andremo al palazzo del vescovo e sporgeremo denuncia, disse la russa. Non sfidarli,
Barcha.
La mora lasci cadere le braccia lungo i fianchi e chin la testa, e i funzionari armati
approfittarono di quel momento per arrestare Elena, che rimase a guardare le due donne con gli occhi
colmi di lacrime.
Verremo a prenderti! le promise Caterina. Non preoccuparti, Elena. Presto sarai di nuovo
libera.
E cos si portarono via la greca: scalza, con addosso solo una semplice camicia di stoffa bianca
e sottile che le stringeva troppo sui fianchi e non le arrivava neppure a coprire le ginocchia. Mentre gli
uomini brandivano le lance, Elena si teneva stretta la sua sentenza di libert e, intorno a loro, la gente di
quel quartiere povero, popolato soprattutto da liberti, iniziava ad acclamarla, applaudendola e
incoraggiandola a tener duro.
Presto! grid Barcha. Vestitevi! Andremo subito al palazzo del vescovo.
I tre fecero la stessa strada dellufficiale del registro e dei suoi uomini: percorsero via del
Hospital fino allincrocio con la Rambla e poi superarono la porta della Boqueria e le antiche mura
della citt. Avrebbero voluto mettersi a correre, ma un attacco di tosse costrinse Barcha a fermarsi.
Andate avanti! grid agli altri due la mora, le mani sulle ginocchia. Io vi raggiungo dopo.
Ma Hugo e Caterina non ebbero cuore di andarsene. Aspettarono finch la mora non si riprese,
poi si rimisero in marcia lungo via della Boqueria, verso piazza Sant Jaume. Barcha si sforzava di
andare il pi veloce possibile, e gli altri due di adattarsi alla sua andatura.
Dove lavranno portata? chiese la mora.
In prigione, rispose Hugo. Oppure alla residenza del suo padrone, si corresse notando il
viso allarmato della donna.
Lei non ha pi un padrone,  libera! ribad Caterina.
Barcha riprese a tossire. Andate, li spron quando gli altri le lanciarono unocchiata.
In piazza Sant Jaume, per, simbatterono nella folla che stava correndo proprio in direzione
della cattedrale e del palazzo vescovile.
Che succede? chiese Hugo a una donna.
Una schiava ha provato a scappare, rispose laltra senza smettere di correre. Stanno per
impiccarla in piazza Nova.
Quando i tre si fermarono allimbocco di via del Bisbe, la folla li trascin via. Caterina
incespic, ma riusc comunque a recuperare lequilibrio prima di franare addosso a Hugo, ancora
troppo sconvolto dalla notizia per andarle in aiuto.
Lei  libera! strill Caterina.
Chi? le chiese un uomo che le sfilava accanto. Quella greca di cui parlano tutti? Caterina
annu e luomo scoppi a ridere. Ora si render conto di quanto  libera sul serio! Gli schiavi non
possono rivolgersi al vescovo...
Ma quelle parole si persero a mano a mano che luomo si allontanava.
 libera, disse di nuovo Caterina, a bassa voce.
Hugo la raggiunse per abbracciarla, ma Barcha fu pi veloce e, in quel modo, ripresero a
camminare lungo via del Bisbe, superarono lantica porta decumana delle mura romane e raggiunsero
piazza Nova. Una marea di gente si era gi accalcata attorno alla forca, che si stagliava davanti alla
cattedrale, accanto al palazzo vescovile. Hugo non riusc a scorgere Elena, ma immagin che dovesse
trovarsi proprio in mezzo a quel cerchio di lance che sporgevano sopra la folla e le cui punte
scintillavano alla luce dellalba.
Neppure Barcha, nonostante gli spintoni e le gomitate, era riuscita a farsi largo tra quella massa
di gente che lottava per raggiungere un posto migliore da cui assistere allesecuzione.
La impiccheranno davvero? chiese Caterina ingenuamente, con lo sguardo fisso su un punto
oltre i tronchi da cui penzolava la fune.
S, rispose Hugo, sempre pi smarrito, mentre Barcha cercava ancora di farsi largo tra la
folla, per avvicinarsi di pi al patibolo.
Proprio in quel momento suon una tromba a cui, subito dopo, si un una seconda. Quando il
banditore sal sulla pedana della forca, cal il silenzio.
Per ordine dellufficiale del registro della citt di Barcellona... prese ad annunciare.
Non ci sarebbe stato nessun processo. La legge promulgata dal re e dalla citt, come ricord il
banditore, sanciva che qualunque schiavo che avesse fatto ricorso al tribunale episcopale per reclamare
la libert, sottomettendosi al giudizio della Chiesa, sarebbe stato punito con la morte, una pena che
sarebbe stata eseguita seduta stante. In quanto greca e cristiana, la condannata non avrebbe dovuto
subire lumiliazione di essere trascinata lungo le vie della citt, come invece spettava a tutti gli altri
schiavi: sarebbe stata solo impiccata, senza ulteriori indugi.
Di fronte a tanta clemenza, qualcuno fischi e altri applaudirono.
Mentre il banditore continuava a leggere a voce alta, molte persone, tra cui Hugo, si
concentrarono su quello che stava succedendo nel palazzo del vescovo, allingresso che dava su piazza
Nova.
Il vescovo  l dentro! rumoreggiavano i presenti.
Esci e liberala! grid una donna.
 una cristiana! prov a difenderla qualcuno. Non dovrebbe essere una schiava.
Si sentirono altri fischi e grida di esultanza, e poi ancora altri insulti. A un certo punto, scoppi
persino una rissa.
Qualcuno disse che i cancelli del palazzo si erano aperti. Lattesa trasform il trambusto in un
mormorio. Ma quando lufficiale del registro e i consiglieri della citt entrarono in piazza arrivando
proprio dalla residenza vescovile, seguiti da un sacerdote e un paio di accoliti, scoppi di nuovo la
protesta.
Viene a confessarla, spieg un anziano accanto a Hugo.
Ormai era praticamente impossibile muoversi. La gente aveva continuato ad ammassarsi alle
spalle di Hugo e Caterina, che ora era stata trascinata un po pi in l, alla destra del suo amato. Il suo
sguardo era sempre pi assente. Barcha, invece, era bloccata poche file pi avanti.
Dur tutto pochissimo: la confessarono, la fecero salire sul patibolo, le passarono una corda
attorno al collo, dopodich la tirarono su finch i piedi della ragazza non penzolarono pi in alto delle
teste della gente, che tacque di colpo, non appena li vide scalciare. Pochi istanti pi tardi, il sole sorse e
illumin la camicia sottile sul corpo inerte di Elena, rivelando a tutti le sue forme giovanili.
...
.
...
23.
...
.
...
Non dimentichiamoci che, quando si tratta di soldi, i barcellonesi affronterebbero il diavolo in
persona, si lamentava Hugo sulla strada di casa.
Caterina trascinava i piedi a fatica, reggendosi al braccio di Barcha. Cerano molte altre persone
che stavano tornando al Raval. Per lo pi erano i loro vicini di casa: liberti, gente umile. Alcuni
camminavano a capo chino, parlottando a voce bassa, altri discutevano ancora, gridando per sovrastare
i pianti delle donne.
Lufficiale del registro e i membri del Consiglio dei Cento hanno dato una bella lezione al
vescovo e a tutti quegli schiavi che avevano pensato di rivolgersi a lui, concluse Hugo.
Al rientro, la casa sembr a tutti molto pi inospitale di prima. Eppure Elena si era fermata l
solo pochi giorni, perci la causa di quella sensazione non poteva essere di certo lassenza della
ragazza. Era il dubbio, quello che li stava corrodendo: il dubbio che la morte della giovane fosse colpa
loro.
Dite che  stata Regina a denunciarla? chiese Hugo.
Caterina si era lasciata cadere su una sedia davanti al focolare, con la testa china a guardare
lasse di legno rovinato e graffiato del tavolo.
Barcha era rimasta in piedi. Scopriamolo subito, disse.
Si avvicin alle scale e grid qualcosa in arabo. Dal primo piano, tuttavia, non arriv nessuna
risposta. Barcha url di nuovo con pi forza di prima e, quando stava per salire, lo schiavo di Regina
scese al piano di sotto. La mora non gli diede neppure il tempo di fiatare: lo afferr per un braccio e
inizi a scuoterlo mentre, contemporaneamente, lo subissava di domande. Il giovane, per, non apr
bocca. Senza smettere di parlargli in arabo, Barcha gli si piazz a pochi centimetri dalla faccia e gli
indic la porta, gridando che sarebbe bruciato nel fuoco eterno. O, almeno, fu quello che Hugo
immagin che gli avesse appena detto. La mora alz la mano con il chiaro intento di prendere a schiaffi
lo schiavo e lui si rannicchi lasciandosi scappare un gemito. Lei allora prima lo schiaffeggi e poi
riprese a scuoterlo con pi forza di prima, trascinandolo verso la strada. Il tono pentito con cui il
giovane cedette alle richieste di Barcha accrebbe in Hugo i sospetti che Regina avesse davvero
qualcosa a che fare con la cattura della greca.
Regina gli ha domandato chi fosse la ragazza, conferm Barcha. Ha voluto che le
raccontasse tutto quello che aveva sentito dire sul suo conto e stamattina  uscita di casa prima del
solito.
Regina stava lavorando come medico. Dopo il periodo trascorso a Tortosa, aveva ripreso a dare
una mano alle donne dellospedale della Santa Croce e, oltre a quellimpiego, andava a prestare i suoi
servizi ovunque le fossero richiesti. Capitava piuttosto spesso che i familiari di qualche paziente
arrivassero a casa di Barcha in cerca di Regina. Allinizio la mora aveva fatto finta di niente, dato che
lultima cosa che desiderava era favorire quella donna, ma poi gli sguardi imploranti di quelle persone
lavevano commossa e alla fine li faceva entrare e salire nella sua stanza, se Regina si trovava in casa,
oppure, se la levatrice non era ancora rientrata, li faceva sedere in cucina ad aspettare.
Ma dove faceva colazione Regina? E dove pranzava o cenava? Hugo e Caterina avevano visto
lo schiavo mangiare sul pianerottolo, ma non avevano idea di che cosa facesse la sua padrona. Finch
Merc non lo rivel a suo padre: Mangia con le suore. Di solito con quelle del convento di Jonqueres,
ma a volte anche in altri conventi di Barcellona. A quanto ne so io, la maggior parte del tempo la passa
con loro. Era una cosa che faceva spesso, anche prima di andare a Tortosa, ma adesso... Penso che se
non fosse sposata con voi, padre, si unirebbe a un ordine. C qualcosa di strano in questa faccenda
delle suore...
In che senso? chiese Hugo, incuriosito.
Merc non sapeva se dirglielo. Be... in realt non credo che ormai abbia pi molta
importanza.
Figlia!
Mia madre mi aveva fatto giurare di non dirlo a nessuno, ma  anche vero che  passato tanto
di quel tempo... e poi io non voglio diventare n medico n levatrice, disse mettendosi a ridere.
Preferisco leggere poesie, invece che trattati di medicina. Mi sono impigrita, padre.
S, s... ma cos che mi stavi dicendo, figlia mia? gli chiese Hugo, incoraggiandola a
riprendere il filo del discorso.
Ah, s! Le suore... Una di loro ogni tanto rompe il voto di castit e rimane incinta. Insomma,
sono fatti loro, per ci sono altri casi... Ci sono anche altre monache, padre, che subiscono veri e propri
stupri. Alcune addosso hanno segni di bruciature, tagli di coltello... Mia madre dice che sono riti
satanici.
Sulle suore?
S!  una cosa che capita soprattutto a quelle che vengono chiamate serviziali, cio le suore
che non sono n nobili n ricche e che vengono ammesse nel convento con una dote pi bassa perch
servano le altre. E, tra le serviziali, ci sono molte ragazze giovani e attraenti.
Ma cosa centra tutto questo con Regina?
Quando in un convento c un problema,  lei che mandano a chiamare. Persino da fuori
Barcellona. Ve lavevo gi detto, questo, quando era partita per Tortosa, ricordate? Be, diciamo che
adesso molti conventi hanno un debito con mia madre. Immagino che sia il motivo per cui le
permettono di nascondersi l dentro.
Era stata Regina a denunciare la greca? Hugo lo riteneva molto probabile. Barcha e Caterina,
invece, ne erano sicurissime. E, come loro, anche molti altri schiavi e liberti tra cui si era gi sparsa la
voce. Tutto era partito da un paio di liberti che avevano iniziato a gironzolare attorno alla casa della
mora. Hugo non ci aveva fatto troppo caso, mentre chiudeva le imposte al piano terra dopo che la
campana del palazzo del governatore aveva suonato il seny del lladre annunciando lora di ritirarsi per
la notte. Nel Raval, tuttavia, la vigilanza era meno stretta rispetto alla citt vecchia, perch i vigneti e i
campi che si estendevano fuori dalle mura rendevano inefficaci i controlli che di solito si eseguivano
nel reticolo urbano di Barcellona, racchiusa nella prima cinta di mura eretta dai conti. Hugo non aveva
dato molta importanza a quei due uomini, ma quando una sera stava per andare a dormire e, attraverso
le fenditure delle imposte della sua stanza, aveva visto che i liberti non erano pi due, ma sei o forse
sette, allora s che aveva iniziato a preoccuparsi.
Non mi piace, mormor, ma quando Caterina gli chiese cosera che non gli piaceva, Hugo
non rispose.
Regina era tornata a casa da poco. Era sfilata davanti a loro tre senza dire una parola e si era
ritirata in camera sua.
Barcha e Caterina lavevano seguita con lo sguardo: nervose e accigliate. La mora si era alzata
dalla sedia, come per dire o fare qualcosa, ma poi ci aveva ripensato e si era rimessa a sedere, vinta
forse da quel dolore per la giovane greca per cui aveva gi pianto tutte le sue lacrime.
Hugo dischiuse le imposte e si affacci con discrezione alla finestra, per avere una visione pi
completa di via del Hospital. E quello che vide fu che fuori si erano radunati gruppetti di due, tre e
anche quattro persone. Sent che qualcuno discuteva con un tono di voce troppo alto per quellora, e
tutti i suoi timori trovarono conferma non appena vide uno di quegli uomini puntare il dito contro la
casa di Barcha. Usc dalla camera di corsa, super con un salto le gambe del moro sul pianerottolo e
irruppe nella stanza di Regina.
La donna simpaur e scatt in piedi dalla sedia su cui stava leggendo a lume di candela. Che
succede? grid, chinandosi a terra per recuperare il libro che le era caduto. Che cosa vuoi? Poi di
colpo sembr cambiare atteggiamento: i suoi occhi iniziarono a brillare e le narici si allargarono.
Chiudi la porta, gli disse con voce suadente.
No! Hugo rifiut lofferta con un gesto stizzito della mano. Devi scappare.
Cosa stai dicendo?
Abbassa la voce, le ordin Hugo. Vattene di qui. Ti uccideranno, se non lo farai.
Chi?
Hugo indic la finestra, e Regina si avvicin per guardare attraverso una fessura.
Ma cosa vogliono da me? domand alla fine, quasi svogliata.
Hugo la osserv bene. Regina era ancora una donna molto attraente e il passare degli anni aveva
soltanto reso pi rotondi i lineamenti del suo corpo e del suo volto. Le sue narici, per, erano immobili:
invece di dilatarsi, come avevano fatto fino a un attimo prima, sembravano quasi volersi chiudere del
tutto. Regina aveva paura! Cap che Hugo glielo aveva letto in faccia e allora drizz la schiena con fare
altezzoso. Stupida arrogante!, pens Hugo scuotendo la testa.
Magari vogliono vendicarsi con la persona che ha denunciato la ragazza greca, disse ironico.
E cosa centro io, con quella ragazza? ribatt lei.
Se non sei stata tu, allora non credo che ti faranno del male, la interruppe Hugo,
indietreggiando verso la porta, dove Caterina lo aspettava con sguardo vigile.
Non te ne andare! esclam Regina, allungando la mano per trattenerlo. E tu cosa ci fai qui?
disse alla russa, con un tono di voce ben diverso da quello usato per Hugo.
Lei fa quello che vuole, perch questa  casa sua, la difese lui.
Regina ci pens un attimo e poi disse: Vieni via con me, Hugo. Lui fece una mezza risata, e
lei aggiunse: Io lo so che mi desideri ancora.
Se non ti sbrighi, ti uccideranno, rispose lui.
Lei scosse la testa. Te ne pentirai, disse e ordin allo schiavo moro di iniziare a raccogliere le
loro cose.
Intanto, dalla strada arrivarono le prime urla.
Stupida! le grid Hugo. Non c pi tempo. Nessuno di noi affronter quella gentaglia per
difenderti, Regina. Vai a nasconderti nellorto, dietro le botti di vino, prima che entrino in casa. E resta
l finch non sorger il sole. Sempre che non sia troppo tardi...
Regina scosse la testa, e poi la scosse ancora e ancora: sembrava una di quelle pazze che andava
ad assistere in ospedale. Le urla in strada aumentarono e finalmente Regina si decise a scappare e,
anche se nella fretta della fuga dimentic scarpe e vestiti invernali, si ricord benissimo della borsa di
denari che aveva nascosto sotto il pagliericcio. Butt tutto allaria, la prese e fece per precipitarsi gi
verso luscita.
Hugo si spost per lasciarla passare, ma Caterina non si mosse, cos Regina le fin addosso.
Togliti di mezzo, schiava! le grid, provando a spingerla via.
La russa, per, che si era messa in testa di impedirle di uscire, le si lanci contro. Ammettilo,
cagna!  colpa tua se lhanno uccisa!
Si presero a botte l, sul pianerottolo. Lo schiavo moro osservava la scena impaurito da dentro la
stanza di Hugo che, dal canto suo, rest a guardarle senza muovere un dito. Lui voleva solo salvarle la
vita, e adesso Caterina lottava proprio per consegnarla a quella gentaglia.
Alla fine Regina riusc a liberarsi della russa buttandola a terra e si lanci gi per le scale.
Caterina, ancora in ginocchio, riusc a centrarle la schiena con uno sputo. Uccidete quella figlia di
puttana! grid.
Barcha, ancora sconvolta in camera sua al piano terra, non si decideva ad aprire la porta. Lo
fece soltanto quando, in mezzo a tutto quel baccano, cap che quella gente era l per Regina. Ma proprio
mentre stava uscendo, Regina le pass di fianco e si precipit nellorto, un attimo prima che i pochi
liberti che le stavano alle calcagna facessero il giro della casa. Quindi, seguendo il consiglio di Hugo, si
nascose tra le botti di vino.
Nel frattempo, in casa, Hugo guard Caterina negli occhi. A cosa servirebbe un altro morto?
le chiese allargando le braccia.
Lei, che era rimasta inginocchiata a terra, scoppi a piangere e allora Hugo si chin ad
abbracciarla e inizi a cullarla dolcemente.
La porta di casa, fragile comera, salt via alla seconda pedata ma, non appena gli uomini
entrarono, Regina fugg in strada e corse a perdifiato fino ai cantieri navali, dove si ferm con il cuore
in gola e rimase ad ascoltare il silenzio rotto solo dal rumore delle onde. Non laveva seguita nessuno.
La quiete che circondava i cantieri e il convento di Framenors era quanto di pi lontano dalla
confusione che nel frattempo era scoppiata in casa di Barcha, dove unaccozzaglia di uomini e donne di
ogni razza, credo, lingua e colore della pelle si era radunata per mettere le mani su Regina.
Non  qui.  fuggita. Questi erano i commenti che si avvicendavano sulle bocche di chi era
salito nelle stanze al piano superiore e ora si apprestava a scendere in cucina. Tra loro, anche Hugo e
Caterina. Intanto, qualcuno si era messo a esaminare anche i vestiti, i libri e gli effetti personali
abbandonati da Regina nella fuga.
Lavete aiutata a scappare! li accus un saraceno robusto e dalla pelle scura.
Barcha gli si scagli contro, con le unghie tese come artigli e la bocca aperta, come se volesse
dargli un morso. Hugo non cap niente di quello che stava strillando, visto che con ogni probabilit era
arabo, ma il suono stridulo di quelle parole gli fece drizzare i peli del collo. Tre uomini si misero in
mezzo per evitare la zuffa. Lenorme saraceno, pur essendo stato colto di sorpresa dallattacco di
Barcha, non se la sent di picchiare una donna e cos, quando gliela tolsero di dosso, si ritrov gli
zigomi pieni di graffi lunghi e sottili da cui stava gi uscendo sangue.
Dato che la mora non aveva ancora smesso di strillare, alcune donne che erano entrate in casa le
si avvicinarono per calmarla. Caterina, invece, si era limitata a osservare la scena con gli occhi lucidi e
la bocca spalancata. Alla fine, tocc a Hugo prendere in mano le redini della situazione.
Davvero qualcuno di voi crede che Barcha o Caterina possano essere capaci... di tradire la
propria gente?
Silenzio. Uno scambio di sguardi, un rumorio di fondo, un colpo di tosse... Qualcuno bisbigli
una frase. Poi un altro colpo di tosse e qualche gesto dimbarazzo. Ma nessuna risposta.
 stata una giornata molto faticosa, prosegu Hugo. Tornate a casa vostra, disse per
incoraggiarli a andarsene, mentre la gente iniziava a uscire.
Nei giorni successivi Hugo si mise al lavoro sul vino di Navarcles: pere e mele, qualche spezia
e lacqua ardente distillata durante la notte, ancora in segreto, ma senza doversi pi preoccupare della
presenza di Regina. A quanto gli aveva detto la suora che un giorno era passata da casa a riprendere il
baule e gli oggetti personali di sua moglie, Regina si era rifugiata nel convento di Jonqueres. Alla fine,
dato che la maggior parte delle sue cose erano scomparse nel pandemonio di quella notte, tutto ci che
la suora si port via furono lo schiavo moro e il baule.
Ladri! ebbe per il coraggio di dire la religiosa, quando Hugo le spieg cosera successo.
Ipocrita! ribatt Caterina.
La suora fu tentata di risponderle, ma alla fine prefer non farlo e si avvi alla porta.
Questo significa che Regina rester da voi per sempre? la schern Barcha.
Quella domenica anche la mora accompagn Hugo e Caterina alla messa solenne che si
celebrava a Santa Maria del Mar. Davanti alla facciata della chiesa, con le sue due torri ottagonali e
lenorme rosone che sovrastava il portale di bronzo su cui erano state incise alcune scene che
rappresentavano i bastaixos alle prese con i loro massi, si apriva una piazza in cui si era radunata una
variopinta folla di schiavi e liberti che, solitamente, andavano a messa in altre parrocchie della citt.
Hugo e Caterina non entrarono in chiesa come gli altri giorni. Preferirono confondersi tra quelle
persone umili, se non povere, che erano l fuori ad aspettare, godendosi laria di quel mite inverno
mediterraneo in cui era sufficiente un raggio di sole perch tutti si dimenticassero del freddo.
Questi che trasportano i massi sono bastaixos. Hanno contribuito a costruire questa chiesa
senza chiedere in cambio nessun compenso, rispose Hugo a un liberto che gli aveva chiesto
spiegazioni, senza distogliere lo sguardo dai piccoli bassorilievi sulla porta.
Appena un attimo prima, era ancora assorto nei suoi pensieri e la mente vagava molto lontano
da quella piazza. Per questo dovette prendersi un attimo, prima di continuare. Si era ricordato delle
parole di messer Arnau e, come accadeva ogni volta che evocava quel ricordo, si sent sopraffatto
dallemozione. Una donna e altri due giovani accanto a lei si erano uniti al liberto per guardare meglio
le incisioni, mentre Caterina sorrideva, in attesa di ascoltare quella storia che Hugo le aveva raccontato
migliaia di volte.
Sulla facciata di Santa Maria non ci sono stemmi di principi o signori della Chiesa, n altre
scritte, disse il sensale cercando di ripetere le parole esatte che aveva usato Arnau. Ci sono solo quei
due bastaixos che vedete: il ringraziamento di una citt intera, Barcellona, agli umili scaricatori che
hanno dato la propria vita in nome della loro Madonna del Mare.
Tra i bastaixos ci sono parecchi schiavi, disse uno di quegli uomini.
Allinizio erano schiavi,  vero, rispose Hugo. Poi, per, sono stati tutti affrancati. E loro
sono ben orgogliosi di esserlo. Ormai non esiste pi un solo bastaix schiavo.
Eccome se esiste, insistette luomo. Anche laltro accanto a lui annu.
Ti sbagli. Non sono schiavi. Altrimenti non potrebbero pi essere bastaixos, fidati.
Ma allora perch mai dovrebbero voler... disse il primo dei due, ma le campane di Santa
Maria lo interruppero con un rintocco monotono e triste, poco conosciuto in citt.
Lo scampanio accompagnava il corteo di religiosi e beneficiari di Santa Maria che usciva sulla
piazza, gi riempitasi di gente di ogni sorta. I sacerdoti, il vescovo e i membri del capitolo della
cattedrale avanzavano compatti, con una candela accesa in mano. In breve, la scalinata e gran parte
dellingresso della chiesa si ritrovarono stracolme di uninfinit di religiosi che procedevano scuri in
volto, ognuno con il proprio cero. Lo scampanio prosegu, insistente, ancora e ancora e ancora... finch
un sacerdote non srotol un documento e inizi a leggere.
I presenti si ripetevano a vicenda le traduzioni fatte al momento dai pochi che conoscevano il
latino e cos Hugo venne a sapere che il vescovo aveva scomunicato lufficiale del registro di
Barcellona, Joan Sa Bastida, ordinando anche di annunciarlo di fronte alla chiesa. La motivazione di
quellordinanza era lesecuzione di Elena, la schiava greca, a cui il vescovo aveva riconosciuto la fede
cristiana e, di conseguenza, anche la libert.
Gran bella consolazione, si sent dire tra gli schiavi e i liberti.
Che cosa vi aspettavate dal vescovo? rispose un altro, senza che Hugo riuscisse a capire se ne
stesse difendendo o criticando loperato.
Chi traduceva disse che Joan Sa Bastida non aveva pi nessun legame con la Chiesa. Se fosse
morto, per esempio, il suo corpo non sarebbe stato seppellito in un cimitero. I fedeli avrebbero dovuto
tenersi alla larga e non intrattenere con lui nessun tipo di rapporto, come se fosse un appestato. In pi,
luomo era interdetto dallesercizio di qualsiasi incarico. Poich la scomunica era stata annunciata in
quel modo, davanti a tutta la comunit dei fedeli, nessuno avrebbe potuto ignorarla. Citt e villaggi che
gli avessero dato accoglienza sarebbero stati interdetti anchessi, mentre lo scomunicato, se non si fosse
riconciliato con la Chiesa entro un anno, sarebbe stato considerato un eretico e, di conseguenza,
perseguito dal tribunale dellInquisizione.
Quando il banditore concluse la lettura del documento, i religiosi spensero le candele e il
monotono scampanio che aveva accompagnato il rito cess. I sacerdoti scomparvero allinterno di
Santa Maria, mentre una parte dei fedeli inizi a disperdersi: alcuni in direzione delle loro parrocchie,
altri verso casa, e altri ancora in citt, per godersi quella bella giornata di sole. Quelli che invece
rimasero, tra cui Hugo e Caterina, entrarono in chiesa per assistere alla messa domenicale.
Avrebbero potuto scomunicarlo prima che ammazzasse quella ragazza. Magari questo le
avrebbe salvato la vita, si lament Barcha, e se ne torn a casa.
Ho sentito dire che, prima di scomunicare lufficiale del registro, il vescovo  tenuto a
concedergli tre avvertimenti, intervenne una donna accanto alla mora. Quindi, se  stato scomunicato
oggi, immagino che li avesse gi ricevuti, gli avvertimenti del vescovo, prima di giustiziare la greca.
Deve aver fatto in fretta, perch tra il momento dellarresto e quello dellimpiccagione 
passato pochissimo tempo, disse Caterina.
Magari il vescovo non ha fatto proprio un bel niente...
O magari s.
Chi lo sa.
Questo, in ogni caso, non ci restituir Elena, intervenne Hugo, ponendo fine a quella
conversazione.
A Santa Maria del Mar si stava celebrando la messa solenne. Centinaia di fedeli si erano
raccolti in quello spazio progettato perch risultasse al contempo sobrio e maestoso. La luce del sole
filtrava dalle vetrate dellabside, annullando leffetto delle innumerevoli candele che bruciavano
davanti allaltare maggiore e davanti a quelli sulle navate laterali, tra i contrafforti delledificio. Dal
punto in cui si trovavano Hugo e Caterina, in mezzo alla gente, pi o meno a met chiesa, sembrava
davvero di sentire il mare. Forse era unimpressione dovuta al modo in cui la luce si diffondeva in quel
luogo sacro, ma Arnau diceva sempre che il sole che filtrava nella cattedrale produceva uno scintillio
speciale, simile a quello del mare. Quando Hugo lo disse a Caterina, per, lei scosse la testa.
Sono i pescatori, gli disse. I marinai, i barcaioli, i bastaixos, i maestri dascia... Non  la
luce. Sono loro che si portano dietro lodore del mare.
Luce o uomini, che importava? Perch non potevano essere entrambe le cose?, pens Hugo. In fondo era normale che le persone pi umili si riunissero in quel tempio, nella chiesa del popolo, nella cattedrale del mare, visto che erano stati loro a costruirla.
Ma alla messa non era presente solo la gente pi umile. Cerano anche i nobili e i ricchi
borghesi che vivevano nei palazzi di via Montcada, proprio dietro Santa Maria, e di via de Marquet,
come lammiraglio della flotta catalana Bernat Estanyol, che stava facendo il suo maestoso ingresso
proprio in quel momento. Dietro di lui, Guerao, Merc e una dama di compagnia che era apparsa nella
residenza di Bernat pochi giorni dopo la conversazione che Hugo aveva tenuto con il maestro di
palazzo, e durante la quale lui aveva manifestato tutto il suo malcontento per il fatto che la figlia e
lammiraglio continuassero a vivere in quel palazzo da soli. Dietro di loro, una schiera di servitori
trasportava le sedie su cui i loro signori si sarebbero potuti sedere a pochi passi dallaltare maggiore,
davanti alle file di parrocchiani. I fedeli li fecero passare e Hugo pot osservare sua figlia che, con un
vestito di seta blu e lidentico portamento regale dellammiraglio, entrava in chiesa dietro Bernat. La
folla osserv prima quella ragazza giovane e bella e poi lammiraglio della flotta catalana che, con il
suo fisico imponente, lo sguardo serio, la barba folta e, soprattutto, la fama di spietato corsaro ispirava
in tutti i presenti un silenzio che aveva il sapore della paura, pi che del rispetto.
Hugo, insieme a molti altri, rest a bocca aperta alla visione di Merc che, con la sua andatura
leggera e placida, sembrava fluttuare sul pavimento della chiesa. S, sembrava proprio una dama.
Anche le persone pi vicine alla comitiva dellammiraglio rimasero in silenzio, come se un colpo di
tosse o le parole rozze di un marinaio potessero distruggere quellincantesimo. Una preoccupazione
che, invece, non sfior minimamente chi aspettava pi indietro.
Cinquantamila soldi di dote, disse uno vicino a Hugo.
E non trova nessuno che la sposi, fece un altro.
Non  vero!, avrebbe voluto correggerli Hugo. A quanto pareva, e anche a prestare fede alle
parole di Merc durante la loro ultima passeggiata, uno pareva che lo avessero trovato.
Magari non ce n della sua condizione sociale, intervenne una donna.
Ma quale condizione e condizione?  la figlia di un cantiniere! disse una quarta persona.
Hugo si accorse che Caterina gli stava stringendo il braccio.
S, ma un cantiniere reale, sottoline un altro.
Che importanza aveva se lui era stato cantiniere reale? I cinquantamila soldi della dote erano
riusciti comunque ad attirare il secondogenito di una ricca famiglia barcellonese di mercanti di stoffe,
che era piaciuto anche a Merc. Il ragazzo era giovane e ben visto da tutti, gli aveva detto sua figlia.
Hugo si ricordava ancora le parole esatte che aveva usato: Ben visto e... tutto sommato anche attraente.
Il padre della ragazza  figlio di un umile marinaio, ripresero a sparlare le persone dietro Hugo.
E allora? Esiste una condizione migliore del marinaio? esclam ironico uno di quegli uomini
che, secondo Caterina, si portavano attaccato alla pelle lodore del mare.
Quando smisero di chiacchierare, Bernat e Merc si erano gi persi tra la folla. La figlia di
Hugo viveva nel palazzo di via de Marquet dalla fine del 1413, ma ormai era gi il febbraio del 1415, il
che significava che per un anno e qualche mese la vergine con la dote pi ricca di Barcellona aveva
rifiutato, luno dopo laltro, tutti i pretendenti che le erano sfilati davanti, fino alla comparsa di quel
secondogenito di mercanti di stoffe. Ben visto da tutti! Alle orecchie di Hugo, tuttavia,
quellespressione suon come lennesimo tentennamento di sua figlia di fronte a una situazione che si
era procrastinata troppo a lungo e che iniziava davvero a diventare sconveniente.
Hugo era combattuto tra sentimenti contrastanti. Da una parte, era felice che Merc si sposasse,
anche perch quel passo avrebbe significato lasciare definitivamente il palazzo di via de Marquet.
Certo, Bernat aveva assunto una dama di compagnia, ma a Hugo comunque dava ogni giorno pi
fastidio che sua figlia vivesse da sola in casa con lammiraglio. Geloso, io? aveva risposto
indispettito a Caterina, quando lei aveva indovinato la causa della sua preoccupazione. Magari un po,
aveva ammesso con se stesso, guardandosi bene dal confessarlo alla russa. La gelosia che provava
scaturiva dal fatto che sua figlia sembrava felice di vivere con quelluomo che lo aveva insultato tanto.
Il matrimonio di Merc, comunque, avrebbe messo fine a quel supplizio. Finalmente avrebbe potuto
fare visita alla figlia nella sua nuova dimora e si sarebbe potuto portare dietro anche Caterina, che fino
ad allora, seppur a malincuore, aveva sempre dovuto lasciare a casa. La nostra relazione  gi
abbastanza complicata con Regina tra i piedi... gli aveva detto una volta Caterina. Ci mancherebbe
solo che tutta Barcellona vedesse la pupilla dellammiraglio passeggiare con me! Una liberta! No, non
ho proprio nessuna intenzione di mettere in imbarazzo quella ragazza.
Se tutti quegli scenari futuri non gli dispiacevano affatto, Hugo non poteva fare a meno dinnervosirsi ogni volta che pensava che sua figlia stava abbandonando tutti i suoi sogni per accontentarsi di sposare un secondogenito talmente ben visto da risultare, tutto sommato, quasi attraente.
 un buon partito, aveva detto Barcha.
Che sia attraente o no poco importa, era intervenuta Caterina, daccordo con lei.
Limportante  che la ragazza sia felice. E poi mi pare di aver capito che questo mercante  una brava
persona... Io non ho mica scelto te, Hugo, perch ti trovavo attraente, disse la russa facendo locchiolino alla mora.
La ragazza greca impiccata, lufficiale del registro scomunicato, Merc rassegnata al
matrimonio... Lontano comera dallaltare maggiore, Hugo non riusciva neppure a vedere il volto della
Madonna del Mare, le cui labbra, bagnate dalla luce di tutte quelle candele, sembravano tremare,
proprio come se si stessero schiudendo in un sorriso. A Hugo piaceva immaginare quel sorriso, dargli
un significato, cercarvi sostegno o, perch no, perdono. In fondo, non era quello a cui aspiravano tutti i
fedeli che si prostravano di fronte alla Vergine?
Quando la messa termin, Hugo e Caterina uscirono dalla chiesa di Santa Maria. Era gi
passato mezzogiorno. Il sole scaldava ancora, ma pi tiepidamente adesso, come a voler avvertire gli
abitanti di Barcellona che, con la sua scomparsa, linverno sarebbe calato di nuovo su di loro.
Un goccio di vino? chiese Hugo.
Ogni domenica proponeva la stessa cosa: recarsi in una taverna, bere una scodella di vino e
iniziare a criticarlo, chiacchierando con gli altri clienti fino a quando, scodella dopo scodella, il vino
migliorava di sapore e la conversazione degenerava in una discussione.
Daccordo, rispose Caterina, contenta di accompagnarlo, come sempre.
Nelle taverne Hugo veniva trattato con ogni riguardo e la russa ne approfittava per sedersi accanto alle donne che accompagnavano i loro mariti e scambiare quattro chiacchiere. Ogni tanto si faceva persino qualche risata! Durante gli anni in cui era stata prigioniera nel palazzo di via de Marquet, in balia dei capricci del conte e del guercio, non avrebbe mai immaginato che un giorno si sarebbe ritrovata in una taverna a bere e a chiacchierare con altre donne! Quasi tutti, l, conoscevano la storia di Caterina e di Hugo, e sapevano bene che non erano sposati. Magari qualcuno dei presenti sparlava anche alle loro spalle ma, finch il vino scorreva, nessuno sembrava dare troppa importanza alla cosa. Alcuni clienti, per, guardavano la russa in un modo cos sfrontato da costringerla a starsene attaccata al suo uomo, di cui era tanto orgogliosa, sperando cos di allontanare dalle loro menti qualunque fantasia indecente.
Hugo e Caterina si stavano dirigendo verso i portici del Vi, davanti ai vecchi cantieri in cui le barche venivano costruite a cielo aperto, sulla spiaggia. Era l che Hugo aveva lavorato quando era stato cacciato dagli arsenali reali.
Magari cera ancora qualcuno che si ricordava di lui.
Lammiraglio vuole vederti.
Guerao li colse di sorpresa in mezzo al Pla de Palau, allombra del palazzo del mercato e a due
passi da via de Marquet. Quellometto iniziava quasi a piacergli, pens Hugo, soprattutto dopo gli elogi
che ne aveva fatto Merc.
Perch? Vuole offrirci del vino? rispose Hugo scherzando.
Proprio cos. Solo a te, per.
Ah, non preoccuparti, lo anticip Caterina. Non voglio certo essere di troppo. Se
lammiraglio vuole offrirti una coppa di vino, magari  perch hanno definito i termini del matrimonio.
Anche se una possibile conferma delle nozze di Merc lo spingeva ad accettare linvito, Hugo sembrava indeciso.
Vai, Hugo. Io torno a casa con Barcha, le far bene un po di compagnia, gli disse Caterina.
Quindi  tutto sistemato con quel mercante? chiese Hugo al maestro di palazzo, mentre sincamminavano verso la residenza di Bernat.
Non riusc a capire la risposta che gli diede Guerao, perch quello camminava a testa bassa e a passi rapidissimi. Gli torn in mente, per, il giorno in cui lometto gli aveva confessato che sarebbe stato contento di sposare sua figlia Merc. Forse Guerao si era innamorato di lei, ma chi non se ne sarebbe innamorato a forza di viverci assieme, pens Hugo sorridendo.
Merc li ricevette nel patio del palazzo. Non era cambiato nulla rispetto a quando ci viveva il
conte Puig, constat Hugo con un po di malinconia. Forse cera solo meno personale che correva da
una parte allaltra. Anche il silenzio rotto dai saluti, e poi dalle risate nervose di Merc, non era una
cosa che si sentisse spesso ai tempi del conte. Hugo abbracci sua figlia, fingendosi allegro e
sforzandosi di non pensare a quelluomo ben visto da tutti.
Deve trattarsi di una cosa importante, se Bernat ha rotto la sua promessa e mi ha invitato a palazzo.
Lo , infatti, conferm lei, prendendolo per mano e trascinandolo su per le scale.
Hugo cerc di farla rallentare. Avrebbe voluto dirle che non doveva sentirsi obbligata a
sposarsi, se quelluomo non la convinceva del tutto. Parlarle damore gli sembrava una cosa totalmente
inutile, visto che tutti quei pretendenti, in fondo, lavrebbero sposata solo per la sua ricca dote. Ma
aveva almeno il diritto di sentire una certa attrazione verso lo sposo, anche se Caterina e la mora
pensavano lesatto contrario. Merc, tuttavia, non gli diede il tempo di aprir bocca e lo obblig a salire
le scale quasi di corsa, ripetendo in continuazione: Bernat ci sta aspettando.
Il salone era lo stesso in cui Roger Puig riceveva i suoi ospiti. Lunica differenza era che, al
posto della schiera di parenti che circondavano il nobile e che scrutavano con attenzione Hugo ogni
volta che il cantiniere era stato costretto a mettere piede l dentro per fare la spia al conte di Urgell,
adesso cerano soltanto Bernat, seduto sullo stesso sedile usato da Roger Puig; Merc, in piedi, alla
destra dellammiraglio, appena dietro il suo schienale; e Guerao, che con discrezione si era andato a
mettere leggermente pi indietro. Quando Bernat, senza alzarsi n mostrarsi minimamente ospitale, gli
fece cenno di sedersi su un altro sedile alla sua sinistra, Hugo si sent a disagio in quellenorme salone vuoto.
Un altro problema fu trovare la posizione giusta. Non che Hugo ambisse a starsene comodo
visto che, quando si era seduto, i cuscini del sedile si erano afflosciati talmente tanto che la sua testa
adesso non riusciva neppure a sporgere fuori dallo schienale. E poi non capiva come posizionare le
braccia e le gambe. Hugo non si era mai seduto su un sedile cos lussuoso e grande, ma lultima cosa
che desiderava era mettere in imbarazzo sua figlia.
Prov ad appoggiare le mani sui braccioli, ma si sent ridicolo e allora guard Bernat che, a
differenza sua, teneva le mani rilassate lungo il corpo, perfettamente a proprio agio, sbattendogli in
faccia la sua arroganza soltanto per umiliarlo.
Vorrei parlarti di quel compito che mi avevi affidato: il matrimonio di tua figlia... esord Bernat.
In giro non cera nessuna brocca di vino, pens Hugo.
Mi stai ascoltando? lo rimprover Bernat.
S, s... ti sto ascoltando, disse lui. Il matrimonio di Merc con quel mercante di stoffe...
No, lo interruppe Bernat. Merc non si sposer con quel mercante.
E con chi allora?
Bernat rest in silenzio e Hugo interrog la figlia con lo sguardo. Merc tremava e muoveva le mani davanti a s, come se con quel gesto volesse far uscire parole che le erano rimaste incastrate in gola, mentre suo padre tentava invano di alzarsi dal sedile.
Chi ?
 qui, nella sala, riusc a rispondergli Merc, con una voce tremante, ingenua e nervosa.
No! Hugo si appoggi ai braccioli e si alz di scatto con gli occhi fissi su Guerao. Tu! Tu non...
Non dire sciocchezze! grid Bernat. Non  Guerao. Tua figlia si sposer con me.
La seduta di canne di giunco che si strappava fu lunico rumore che si sent in tutto il salone,
almeno finch Merc non trov il coraggio di aprir bocca. Sempre se voi siete daccordo, padre,
disse cercando di smorzare il tono autoritario di Bernat.
No, non cera nessun vino, pens Hugo. Guard la figlia e, quando lo sfior il pensiero che
fosse gi andata a letto con Bernat, strinse gli occhi. Voi due non avrete...
Non riusc neppure a finire la frase. In quella posizione scomoda, con le mani sulla bocca dello
stomaco, distese gli indici e li batt insieme rapidamente, quasi si vergognasse di farsi vedere.
Certo che no! lo interruppe Bernat gridando. Merc ...
La ragazza pos una mano sulla spalla di Bernat, per placare quello scatto dira. E fu allora che
la verit si abbatt su Hugo come un pugno.
Non temere, Hugo. Merc  vergine.
Hugo ebbe un capogiro.
Porto il vino? propose Guerao, vedendo che il sensale diventava sempre pi pallido.
Bernat annu e Merc si allontan da lui per andare a inginocchiarsi di fronte a suo padre.
Sar felice, gli disse, cercando di rincuorarlo. Perch io amo Bernat, gli confess subito dopo.
Guerao port il vino e porse un calice dargento a Hugo, che lo bevve tutto dun fiato. Il maestro di palazzo glielo riemp di nuovo e, mentre lui si portava nuovamente il pesante calice alle labbra, le parole di Bernat lo fermarono.
Tua figlia dice che mi ama e io ti posso assicurare che il sentimento  reciproco, disse. Hugo
guard negli occhi luomo che un tempo era stato suo amico. Quale timore ti fa bere con tanta
disperazione? Sono ricco. Sono lammiraglio della flotta catalana, uno dei favoriti del re. E sono anche
conte, motivo per cui tua figlia diventer contessa non appena mi avr sposato. Inoltre, le dar la dote
che le avevo promesso, cos sar anche ricca. Cosa puoi volere di pi?
La mano alzata di Merc, che si trovava ancora in ginocchio davanti al padre, convinse Bernat a tacere.
Padre,  vero: noi ci amiamo, disse quasi sussurrando.
Faccio fatica a crederlo, ribatt Hugo. Lui  un corsaro e avr avuto migliaia di donne.
Cosa pretendi? lo interruppe Bernat, ignorando il gesto di Merc che sembrava implorarlo di
restare in silenzio.  vero, sono un corsaro. E, come dici tu, ho avuto migliaia di donne. Ma tua figlia
sa tutto! Glielho confidato e ne abbiamo parlato. Io non ho mai dato il mio cognome a nessuna di
quelle donne. Perci, anche se avessi avuto un figlio, sarebbe solo un bastardo. A Merc, invece, offrir
il mio nome, il mio titolo e il mio patrimonio. E da lei desidero figli legittimi.
Potresti avere tante di quelle nobili...
A me non interessano, Hugo. Non minteressano le donne nobili o ricche, perch sono capricciose e frivole... La corte reale non mi piace. Io voglio tua figlia, perch  intelligente e colta... e affettuosa. E la parte dellarrogante la lascia a me, concluse sorridendo.
Padre... disse Merc, pregandolo di accettare.
Hugo bevve il vino dal calice che teneva ancora davanti alla bocca, ma stavolta con moderazione, come se lo volesse gustare. Anche se, in realt, con linquietudine che si sentiva dentro, gli sembr che quel vino avesse lo stesso sapore del chiaretto degli schiavi. Merc sarebbe diventata la moglie di Bernat!
Padre, disse di nuovo sua figlia.
Anche Bernat stava bevendo. I suoi occhi irradiavano tutta la sua sicurezza. Hugo non aveva il
coraggio di abbassare lo sguardo verso la figlia perch sapeva bene che, quando lo avesse fatto, si
sarebbe arreso. Perci, invece di guardare lei, lanci unocchiata a Guerao, che se nera rimasto in
disparte, accanto alla parete. Lometto, che riusciva a immaginare che cosa stesse passando nella testa
di Hugo, scroll le spalle e apr le mani. Quel suo gesto silenzioso non avrebbe potuto essere pi
chiaro: in fondo, cosa cera di male in quel matrimonio?
Che cosa c di male?, si domand anche Hugo, portandosi di nuovo il calice alle labbra.
Hugo prov a mettere da parte lavversit per quel matrimonio, che di certo nasceva dal ricordo
delle botte e degli insulti che aveva ricevuto al Palazzo Minore, e dai pessimi modi con cui Bernat lo
aveva trattato nei loro sporadici incontri successivi. Sulla strada verso casa, per, arriv alla
conclusione che cera un solo inconveniente a quellunione: let. Bernat, se ricordava bene, aveva
quattro anni pi di lui, quindi quarantaquattro. A quei tempi moltissimi morivano da bambini, e
soltanto pochi raggiungevano let che aveva adesso Bernat... certo, lammiraglio avrebbe potuto
vivere ancora ventanni... In fondo, di casi del genere se ne vedevano a centinaia.
E poi, comunque, cera il fatto che Merc lo amava. Hugo glielo leggeva negli occhi, lo aveva
sentito in quelle sue parole sincere, lo aveva percepito nel suo modo di fare: non era il capriccio di una
vergine ingenua. N tantomeno Merc era stata sedotta dal denaro e dal potere che Bernat aveva e
rappresentava. Cera solo amore dietro quelle poesie che i due si leggevano di notte. Sua figlia si era
innamorata di quelluomo triste, solitario e insonne di cui gli aveva parlato, e che Hugo non aveva mai
conosciuto. Soltanto allora cap perch Merc aveva rifiutato tanti pretendenti e sorrise.
S, Merc sarebbe stata felice, si disse tentando di convincersi. I suoi dubbi, per, riaffiorarono
un attimo dopo e un improvviso senso di sconforto accentu gli effetti del vino. Non che il vino fosse
cattivo, probabilmente la colpa era solo di Hugo che aveva esagerato con le tazze. Ne aveva bevuti
alcuni per superare il trauma iniziale, e poi ancora altri per festeggiare la sua approvazione, mentre
Merc gli si gettava al collo riempiendolo di baci. Raggiunta la Rambla, prese un grosso respiro e pass
sotto la porta della Boqueria. Alcuni bambini si misero a ridere e lo presero in giro facendogli il verso.
Hugo sorrise e sbuff. S, sua figlia sarebbe stata felice... perch non avrebbe dovuto esserlo?, pens in
uno slancio di ottimismo mentre i ragazzini, stanchi di giocare con lui, si allontanavano correndo.
Imbocc via del Hospital e ripens a quanto gli aveva appena detto Bernat a palazzo.
Lammiraglio avrebbe concesso a sua figlia tutto quello che una donna avrebbe potuto desiderare:
soldi, titoli, terre, prestigio. Se a quello sommava lamore che Merc sembrava provare per Bernat...
come avrebbe potuto dirle di no, anche se significava darla in sposa a quelluomo crudele e violento? E
poi, pens... magari Merc sarebbe riuscita a calmarlo. Forse laltra faccia del corsaro, quella che aveva
mostrato solo a Merc, avrebbe finito per imporsi sulla prima. Be, su questo Hugo aveva i suoi dubbi.
Merc si sposa! E...
Voleva entrare in casa e fare una bella sorpresa a Barcha e a Caterina, ma quando si trov di
fronte il silenzio e le espressioni delle due donne sedute al tavolo, le parole gli morirono in bocca. Si
voltarono entrambe verso di lui. Caterina aveva gli occhi e il naso arrossati; la mora, i denti stretti e la
fronte corrugata.
Che cos successo stavolta? chiese Hugo irrequieto.
Ha mantenuto la promessa, rispose Barcha. Regina vi ha denunciato per adulterio.
Dovevamo ucciderla, bofonchi Caterina.
Hugo si sedette al tavolo con loro.
Raccontatemi tutto, disse, provando a tranquillizzarle.
Il sacerdote di Santa Maria del Pi, la parrocchia del quartiere del Raval, era andato a casa di
Barcha e glielo aveva comunicato bruscamente, prima ancora di mettersi seduto. Regina aveva
denunciato Hugo e Caterina per adulterio. Una suora le aveva fatto da testimone. Lui stesso, aveva
ammesso il prete, si era preso il disturbo di andare in giro per il quartiere a domandare alla gente, ai
vicini e alle persone devote e timorose di Dio...
Non era un processo ufficiale. Non ancora, quantomeno.
Perch lo diventasse, tutti quei vicini avrebbero dovuto rilasciare la propria dichiarazione alla
curia episcopale. A ogni modo, tutte le testimonianze raccolte coincidevano: Hugo, il sensale di vini, e
Caterina, la liberta, vivevano sotto lo stesso tetto come marito e moglie. Lo avevano ammesso tutti.
Una vecchia aveva persino detto che credeva fossero sposati.
E poi cosha fatto? chiese Hugo.
Ha gridato, rispose Barcha.
E molto, anche, aggiunse Caterina.
Ha detto che siete un adultero.
E, a me, che sono una donna di facili costumi... una donna pubblica!
E poi ha detto che avrebbe svolto unindagine, quel bastardo, disse la mora.
Su che cosa?
Come su che cosa? Su Caterina! Per capire se  davvero una prostituta!
Hugo non volle neppure pensare a cosa sarebbe successo se si fosse aperta quellindagine e,
soprattutto, se fosse stato dimostrato che Caterina era una prostituta che viveva con lui come se fosse
sua moglie. In quel caso, il responsabile del bordello, assieme alle sue prostitute, sarebbe venuto a
prendersi Caterina suonando i tamburi e lavrebbe portata nel postribolo e da l non sarebbe pi potuta
uscire. Hugo aveva gi assistito a scene del genere.
 impossibile che ti dichiarino una donna dai facili costumi, cerc di tranquillizzarla Hugo,
mentre stava ancora lottando per allontanare il frastuono dei tamburi che sentiva in testa.
Hugo, se ci sono di mezzo le suore e i preti... disse Barcha chinandosi sulla tavola. Niente 
impossibile.
 vero, si disse Hugo sospirando. Di certo non si sarebbero fatti troppi scrupoli a mettere
insieme dei falsi testimoni. Doveva assolutamente fare qualcosa. Regina non poteva rovinargli la vita
unaltra volta.
Dove stai andando? gli chiese Caterina, quando vide Hugo spingere via la sedia e alzarsi di scatto.
Vado a trovare il prete per sistemare questa faccenda.
E come pensi di farlo?
Tu non preoccuparti, la interruppe chinandosi a darle un bacio sulla bocca.
Lungo la strada verso la chiesa, Hugo ripens a sua figlia e si disse che n Caterina n Barcha
gli avevano fatto domande sul suo matrimonio. Forse non lavevano sentito, angosciate comerano
dalle loro preoccupazioni. Hugo doveva solo continuare a camminare lungo via del Hospital, superare
la Rambla e la porta della Boqueria, e alla sua sinistra gli sarebbe comparsa Santa Maria del Pi. Il sole
era gi basso e, oltre ai morsi della fame, Hugo inizi ad avvertire anche quelli del freddo. Nel palazzo
di via de Marquet gli avevano dato soltanto vino e, quando era tornato a casa, non aveva avuto il tempo
di mangiare qualcosa, n le due donne glielo avevano offerto. Con ogni probabilit non avevano
toccato cibo neppure loro.
Mancava ancora parecchio alla fine dei lavori al campanile della chiesa del Pi, dove tempo
addietro si era andato a nascondere il Cane Rognoso. In quel complesso di edifici si ergeva anche la
canonica, che in realt somigliava pi al podere della tenuta vinicola di Santa Maria che ai palazzi che
si ammassavano nella zona dentro le antiche mura della citt. Le stalle, il granaio e la legnaia ai piani
bassi, insieme allalloggio del parroco, al primo, e a un bellorto accanto alledificio erano la prova che
Santa Maria del Pi era nata come chiesa rurale.
Senza pensarci troppo, Hugo sal le scale che portavano al primo piano. La porta non era chiusa a chiave.
Pace a voi, salut, aprendola di una spanna.
Hugo dovette aspettare un po prima che sulla soglia arrivasse una signora anziana.
Pace a voi, rispose alla fine spalancando luscio. Che desiderate a questora?
Devo parlare con il parroco.
Ora non  un buon momento.
Ditegli che sono Hugo Llor, il sensale di vini. Abito qua vicino in via del Hospital, disse,
indicando con il pollice un punto alle sue spalle.
Mentre Hugo si presentava, la vecchia sdentata, con i capelli bianchi e radi, annu, come se
sapesse gi chi fosse; cosa di cui Hugo ebbe certezza un attimo dopo, quando la donna cambi
atteggiamento e lo lasci ad aspettare sulle scale.
Il prete arriv subito, ma con unespressione cos scocciata che Hugo cap che era stato
svegliato mentre faceva la sua pennichella, come si poteva dedurre dai capelli scompigliati che non si
era preso neppure il disturbo di pettinare o ravviare con la mano.
Immagino che la liberta ti abbia gi detto...
Caterina, lo interruppe Hugo.
Il prete non grad quellinterruzione. Non pretenderai che in questo momento mi ricordi il suo
nome... rispose in malo modo. Ho gi detto alla liberta che...
Caterina, replic Hugo.
Ma insomma, chi ti credi di essere? ribatt laltro su tutte le furie. Io vi...
No, io vi dir cosa farete! lo anticip Hugo, alzando la voce per sovrastare quella del parroco.
Andrete da mia moglie e le direte che suo marito la vuole a casa questa sera stessa. E lo direte anche
alle suore che la ospitano. Nel frattempo, finch Regina non sar tornata dove laspetta suo marito, io
non voglio pi sentir parlare di voi n tantomeno voglio che torniate a disturbare Caterina o la mora. In
caso contrario, andr dal vescovo e denuncer mia moglie per avermi abbandonato, e per averlo fatto
con il consenso vostro e di tutte le suore. Cosa pensate che dir? Io credo che dir che le mogli devono
stare con i mariti... Mi avete capito bene?
Mentre Hugo parlava, i due uomini avevano fatto qualche passo verso linterno della canonica:
il sensale con il dito alzato e il prete indietreggiando. Lanziana era rimasta immobile, con gli occhi
cos spalancati che Hugo pens che le sarebbero usciti dalle orbite.
Il prete balbett qualcosa e il sensale gli and incontro.
Devo ripetervi quanto vi ho appena detto?
Il prete non rispose.
O mia moglie torna a casa... oppure vi dovrete dimenticare di Caterina. Poi si volt e si diresse verso le scale. Questa notte stessa! gli ricord ancora gridando, mentre aveva gi iniziato a scendere.
Regina non si fece vedere e neppure il parroco. Hugo, comunque, aveva deciso di provare a
tornare alla normalit, e si era messo al lavoro sul vino di Navarcles. Quando fu pronto, lo vendette a
un ottimo prezzo, addirittura quattro volte superiore a quanto laveva comprato, e si tenne i guadagni
per s, nascondendoli sia a Barcha che a Caterina. Credete che non lo sappiamo dove tenete i vostri
soldi? lo prese in giro la mora, un giorno. Hugo stava per proibirle di toccare quel denaro, ma poi
decise di non dire niente e inizi subito a pensare dove altro avrebbe potuto nasconderlo. Anche se
temeva che sarebbe stato del tutto inutile: raramente a quella donna sfuggiva qualcosa.
Era arrivata lora di rimettersi in viaggio per andare in cerca di altro vino. Stavolta, per, Hugo
non voleva andare troppo lontano e si limit a qualche uscita di un paio di giorni, durante i quali
percorse le vigne che si trovavano sulla costa: prima quelle di Matar e Badalona, a nord, e poi quelle
di Sant Boi e Sitges, sul versante opposto. Dai contadini di quelle zone, Hugo acquistava piccole
quantit che pagava profumatamente. Lo prendo per rivenderlo agli schiavi e ai liberti a un prezzo
poco pi alto di quello che do a te.  un buon affare: facile e veloce, mentiva Hugo quando i contadini
glielo domandavano, stupiti del suo interesse per un vino che, come sapeva bene chi lo produceva, non
sarebbe mai piaciuto ai palati raffinati dei borghesi di Barcellona.
Hugo preferiva continuare a comprare piccole quantit, anche a costo di dover viaggiare di pi.
Ne aveva parlato con Barcha e Caterina, ed erano arrivati alla conclusione che, se si fosse venuto a
sapere in giro, tutti avrebbero iniziato a parlare di lui, sia come compratore sia come venditore. In pi,
se qualcuno avesse comprato gli stessi vini che Hugo acquistava e poi ridistribuiva, il sensale avrebbe
rischiato di finire in un bel guaio. Comprando solo dai poveri contadini, invece, era praticamente
impossibile che questa eventualit si concretizzasse. E Hugo avrebbe potuto rivenderli senza difficolt.
Finch avesse continuato a pagare le imposte sul vino ogni volta che entrava in citt, le autorit non gli
avrebbero fatto altre domande, mentre ai tavernieri che annunciavano i suoi barili lungo le vie della
citt, Hugo si sarebbe limitato a dire che i suoi vini venivano dalle terre del conte di Navarcles: una
provenienza che nessuno avrebbe mai messo in discussione.
Chi avrebbe mai osato dubitare che il futuro suocero dellammiraglio della flotta catalana
comprasse quellottimo vino in altre terre? Il fidanzamento tra Bernat e Merc era gi diventato di
dominio pubblico e tutti ne parlavano. Una mattina, mentre guidava il carretto su cui aveva caricato una
botte, davanti allospedale della Santa Croce, Hugo si accorse che una donna lo stava indicando. Le si
piazz davanti e quella smise di bisbigliare, andando a nascondersi in mezzo a un gruppetto di donne.
Ora si sentiva addosso gli occhi di tutte. Rimase a fissarle per qualche istante e poi spron la mula,
sapendo bene che, non appena avesse dato loro le spalle, avrebbero ripreso subito a spettegolare. Lui
era un semplice sensale e, anche se era molto conosciuto nel quartiere, non poteva certo essere
loggetto delle chiacchiere e delle illazioni di quella gente. Stavano criticando Merc, pens.
Vi preoccupate di quello che dicono? lo rimprover Barcha. Diranno quello che suggerir
loro linvidia. Qualsiasi donna ucciderebbe pur di avere per le proprie figlie quello che avete ottenuto
voi per Merc. Tante di quelle ragazze hanno giocato con lei tra i massi attorno allospedale e hanno
corso con lei lungo i campi e gli orti del Raval. E per ognuna di loro che sar contenta del suo
matrimonio, ce ne saranno altre nove che la invidieranno. Alle nozze dei nobili e dei ricchi la gente
applaude, esulta e partecipa con piacere, contenta di essere stata invitata alla festa di personalit cos
irraggiungibili. Ma se ad avere successo  una persona umile come loro, in questo caso Merc, allora
tutti si rendono conto che quella fortuna, che fino a un attimo prima potevano solo guardare, sarebbe
potuta toccare in sorte anche a loro, e capiscono che quei nobili non sono pi... gli dei in terra che
credevano.  questa idea, Hugo, il pensiero che tutto quel ben di Dio sarebbe potuto toccare a loro o
alle loro figlie, a seminare linvidia nei loro cuori.
I tavernieri a cui Hugo vendeva il vino iniziarono a trattarlo con sempre maggiore rispetto e con
una deferenza quasi irritante. Quando entrava a Santa Maria del Mar, la gente gli faceva posto per
sedere, mentre Caterina non riusciva a star ferma di fronte a tutti quei mormorii che sentiva, e ai sorrisi
cinici, alle occhiate di sbieco e agli sguardi sfrontati. Lei era stata molto contenta della proposta di
matrimonio di Merc. Barcha, invece, era parsa un po gelosa.
Per caso non siamo state altrettanto fortunate, quando ci hanno liberato dalla schiavit? aveva
detto Caterina tentando di vincere la diffidenza della mora. La vita offre spesso queste opportunit.
S, s, come no, laveva interrotta Barcha. Non metto in dubbio la fortuna della nostra
bambina che, infatti,  immensa. Dico solo che c qualcosa in quelluomo che non mi fa stare tranquilla.
Merc lo ama, aveva detto Hugo, stroncando sul nascere qualunque altro commento.
Ma quellamore che aveva sgombrato la mente di Hugo da ogni dubbio non fece la stessa presa su Regina.
Ha detto che mi proibir di sposarmi, disse Merc a Hugo tra i singhiozzi, un giorno che i due
stavano passeggiando per le vie della citt. Neanche con la promessa di matrimonio, Bernat aveva tolto
a Hugo il divieto di entrare a palazzo. Il sensale, per, per non angosciare ulteriormente la figlia, aveva
evitato di affrontare largomento. Continua a dire che non mi permetter mai di sposare Bernat, per
nessuna ragione al mondo, riprese la ragazza. Oh, padre! Non potete neanche immaginare cos
uscito dalla sua bocca, non appena ha iniziato a parlare di Bernat.
Hugo lo immaginava. Anzi, lo sospettava. E temeva che Regina non avrebbe cambiato idea facilmente.
Lei lo odia! grid Merc.
A Hugo tornarono in mente la cacciata di Roger Puig dal palazzo di via de Marquet e
limmagine di una Regina mezza nuda, con addosso soltanto gli stracci di una schiava, umiliata da
Guerao e privata di ogni oggetto personale. Bernat, per lei, rappresentava la fine di tutti i suoi sogni di
grandezza. Un fallimento che sarebbe arrivato lo stesso ma che, tuttavia, aveva assunto le sembianze
dellammiraglio. Da quel giorno Regina nutriva rancore per Bernat.
Vedrai che le passer, disse Hugo cercando di tranquillizzarla, pur sapendo perfettamente che
Regina non avrebbe mai smesso di odiarlo.
Lo credi sul serio? gli chiese Merc, scoraggiata.
Ma certo.
Ma se mia madre non mi d la sua benedizione... Non voglio neppure immaginare cosa
potrebbe succedere, se lo venisse a sapere Bernat.
Sono io che devo dare il consenso a questo matrimonio, non tua... madre.
Anche se sapeva che era la verit, Merc non riusciva comunque a tranquillizzarsi.
Ci parler io, le promise Hugo. Tu non preoccuparti di niente.
Limmenso sorriso della ragazza, liberatasi allimprovviso dal senso di colpa che aveva provato
per il disaccordo con la madre, convinse Hugo a occuparsi subito di quella faccenda, e non tanto per
mettersi a discutere con la donna che era ancora sua moglie di un argomento su cui lei non aveva
alcuna autorit, ma unicamente per rendere felice sua figlia.
E tu? Tu che diritti hai? grid Regina.
La gente che attraversava piazza Jonqueres fissava luomo e la donna senza alcuna discrezione.
Il convento si ergeva in tutta la sua grandezza di fronte a Hugo, che era arrivato l alle prime luci del
mattino e si era messo ad aspettare Regina alla fine di un corridoio che conduceva allinterno del
monastero. Era il convento in cui Hugo si intrufolava di notte per andare a trovare sua sorella Arsenda.
Non la vedeva da allora, n aveva pi avuto sue notizie. Mentre aspettava che uscisse Regina, la nostalgia e lamore per la sorella minore lo colsero totalmente alla sprovvista. Come gli capitava sempre, neanche quella volta riusc a ricordare il nome della suora che, l a Jonqueres, aveva preso Arsenda al suo servizio. In compenso le notti passate con lei sotto le stelle, avvolti in una coperta, accovacciati luno accanto allaltra, gli tornarono in mente allimprovviso come unesplosione, e si sent pizzicare la gola e inumidire gli occhi. Prima aveva perso Arsenda. E adesso anche Merc se ne
sarebbe andata via con un uomo...
Lapparizione improvvisa di Regina lo fece trasalire. Poi, un attimo dopo, i due stavano gi
discutendo. Hugo la supplic per il bene della figlia, ma quella donna altezzosa e superba rimase
impassibile. Cos come il suo naso. Regina gli disse che non avrebbe mai acconsentito al matrimonio e
Hugo fece un passo falso: le ricord che lei non era la sua vera madre e, perci, non aveva nessun
diritto su Merc. Come tutte le volte che avevano litigato in passato, Hugo tir fuori un argomento che
si era ripromesso di non rinfacciarle mai pi. Soprattutto perch non era un argomento valido.
Neppure tu sei suo padre! disse lei, approfittando di quellobiezione per recriminargli la
stessa cosa. Quindi neppure tu puoi decidere del suo futuro.
La legge dice che lo sono.
Ma io dico che non lo sei. Io so che non lo sei!
La tua parola non conta niente. E neppure quello che pensi di sapere. E poi... chi ti crederebbe?
Molte pi persone di quelle che pensi. Merc, per esempio.
Hugo sent un crampo allo stomaco e, non sapendo cosaltro dire, balbett qualcosa. Glielo
diresti davvero? disse, sebbene avesse gi letto la risposta di Regina nel cinico sorriso da vincitore che
sfoggiava. Perch non vuoi che tua figlia sia felice?
Perch io non sono felice, gli rispose Regina. Tu e il tuo amico Bernat mi avete tradita. Mi
hai esclusa da quel meschino accordo che hai stretto con lui e poi mi hai abbandonata per quella
maledetta schiava russa. Dove sono i miei diritti di moglie... quando mi ricatti per farmi tornare in una
casa dove sai bene che verrei uccisa?
Te la sei cercata!
Vuoi sapere cosa ti sei cercato tu, invece? Che tua figlia scopra che non sei davvero suo padre.
Cos, forse, imparerete entrambi la lezione.
Cosa successe dopo... Hugo non avrebbe saputo spiegarlo. Quello che sapeva per certo era che
aveva afferrato Regina e laveva trascinata fino a un fiumiciattolo l vicino, lo stesso in cui una volta
era stato gettato dai soldati del governatore quando aveva tentato di scoprire che fine avesse fatto sua
sorella. Stavolta era stato lui a fare la stessa cosa con Regina, spingendola gi lungo la riva. Se
qualcuno li vide azzuffarsi, non ne rimase troppo impressionato. Anche perch, forse per la sorpresa o
forse per il suo solito carattere orgoglioso, Regina non provava a gridare n tantomeno a divincolarsi.
Lei aveva usato e umiliato Hugo tante di quelle volte, senza che suo marito avesse mai reagito con gesti
violenti, che persino in quel momento era quasi certa che non le avrebbe fatto del male.
Lattimo dopo, per, con i capelli arruffati, i vestiti fradici e strappati dai rovi in cui si era
impigliata, Regina era impallidita dalla paura e poi, vedendo Hugo lanciarsi gi per largine del
torrente, saltarle addosso con la faccia torva, sbuffando dal naso, e agguantarla per il collo, il suo volto
era passato dal bianco pallido al paonazzo. Aveva boccheggiato e agitato le mani, nel vano tentativo di
togliersi di dosso laggressore, ma Hugo era cos furioso che sembrava posseduto. E neppure i pugni
con cui lei lo colpiva erano serviti a qualcosa. Quando era ormai allo stremo delle forze, aveva visto un
sasso colpire Hugo alla tempia. Stordito dal colpo, il marito aveva mollato la presa, voltandosi. Cera
qualcuno lass, sulla strada. Era lo schiavo di Regina! E minacciava di tirargli addosso un altro sasso.
Lei, nel frattempo, era caduta a terra e, ancora carponi, aveva preso a tossire e ad ansimare. Hugo aveva
avuto un capogiro ed era stato costretto ad aggrapparsi ai rami di un alberello. Il colpo gli aveva
annebbiato la vista e, pur non riuscendo a vedere, aveva capito comunque cosa stava accadendo dal
rumore dei passi dello schiavo lungo la riva e dagli sforzi con cui il giovane moro tentava di rimettere
in piedi Regina.
Ti uccider, era riuscito comunque a dirle. Se renderai infelice mia figlia, giuro che ti uccider.
Regina stava ancora tossendo. Hugo laveva vista, pur senza metterla a fuoco, e aveva capito che era in piedi, a poca distanza da lui.
Dammi il coltello, le aveva sentito dire, rivolta al suo schiavo. Dammelo! aveva gridato, tra un attacco di tosse e laltro.
No... padrona.
Hugo aveva cercato di allontanarsi, ma era inciampato ed era caduto a terra, tentando subito di rimettersi in piedi.
Sono io che uccider te, cane! aveva gridato Regina. Il coltello!
No, padrona... non farlo.
Appena Hugo era tornato a vedere, aveva fatto qualche passo indietro. Regina era ancora in
piedi, con il palmo della mano rivolto verso il suo schiavo moro, che si frugava tra i vestiti alla ricerca
del coltello. Ormai non lavrebbero pi raggiunto, aveva pensato Hugo calmandosi.
Oh, ti ammazzer io, laveva minacciata, indicandola con un dito. Lo far, eccome, se farai
del male a mia figlia.
Regina aveva afferrato il coltello e lo stringeva forte, agitandolo verso il marito.
Scompari dalla mia vita, Regina. Dimenticami. Io non ti ho mai fatto del male.
Tu mi hai rovinato la vita! aveva urlato la donna.
Io? Come puoi dire una cosa del genere?
Che tu sia maledetto, Hugo! Che siate maledetti tutti e due, tu e tua figlia! Regina aveva
abbassato il coltello e lo aveva restituito allo schiavo. Non si stava arrendendo, si era accorto Hugo,
perch tutto il suo corpo trasudava ancora odio e rancore. E pensare che solo pochi giorni prima lo
aveva scongiurato di tornare con lei, dicendogli che lo amava... Hugo laveva osservata e, di fronte a
quelle narici che non aveva mai visto cos immobili e strette, aveva capito che Regina aveva appena
cambiato per lennesima volta la pelle del serpente che era. Non per quello, per, glielavrebbe data vinta.
Stai attenta, Regina, laveva avvertita di nuovo. Non permetter che tu faccia del male a mia figlia.
Quindi si era voltato e aveva preso a scendere lungo il torrente, lasciandosi alle spalle leco
degli insulti e delle minacce di Regina.
Nella primavera del 1415, Bernat e Merc si sposarono. Lo fecero in una mattina calda e
soleggiata, a Santa Maria del Mar, che per loccasione fu addobbata ricoprendo le pareti di arazzi e il
pavimento di tappeti. Proprio uno di quei tappeti, color cremisi e con alcune decorazioni doro e di
cuoio, ornava i gradini che portavano allaltare maggiore che, a sua volta, era stato ricoperto da
tovaglie di raso ricamate doro e dargento. La statua della Madonna del Mare era stata rivestita con un
mantello ricamato che scendeva fino a terra. Cerano molte candele accese, e migliaia di ceri. E poi
erano presenti tutti i cento sacerdoti di Santa Maria, ognuno vestito con la propria casula migliore. Fu il
vescovo in persona a officiare la cerimonia, a cui parteciparono i consiglieri, i nobili e i probiviri di
tutta Barcellona. Le note dellorgano inondavano la chiesa e dalle vetrate il sole filtrava in tante cascate
di luce, rendendo la scena ancora pi spettacolare. Lammiraglio della flotta di Catalogna stava per
sposarsi! Purtroppo mancava il re Ferdinando, rimasto a Valencia, ma Bernat non aveva voluto rinviare
la cerimonia e il sovrano gli aveva concesso il permesso di celebrare ugualmente le nozze.
.
Hugo aveva parlato con Guerao e gli aveva detto che era molto preoccupato che Regina potesse opporsi alla celebrazione del matrimonio in qualche modo, anche se ovviamente si era guardato bene dal fare qualunque allusione alla vera paternit della ragazza. Guerao ne aveva parlato a sua volta con lammiraglio, che doveva aver preso qualche tipo di provvedimento perch, allimprovviso, nessuno vide pi Regina in giro. Neanche Merc. Vedrai che prima o poi le passer, aveva detto Hugo, per tranquillizzare la figlia.
.
Bernat era vestito di nero, sfoggiando la studiata sobriet con cui si mostrava in pubblico,
addolcita per quel giorno da una serie di splendide stoffe di seta, ricamate in argento, con cui Merc
aveva voluto che venissero realizzati tutti i loro vestiti. La sposa, dal canto suo, indossava una tunica
verde mare ornata di perle, le stesse che le abbellivano anche i capelli: era a dir poco splendida. Tra le
grida di giubilo e gli applausi dei presenti, Merc era arrivata davanti alla chiesa a cavallo, su un
palafreno bianco condotto da un servitore. Persino la sella del cavallo era stata agghindata con stoffe
dorate. Infine, un lungo mantello doro e dargento scendeva dal collo della sposa fino alla groppa dellanimale.
Seduto in prima fila, davanti allaltare maggiore, tra nobili e probiviri, Hugo sfoggiava le scarpe
e il vestito che la figlia gli aveva regalato: un completo molto simile a quello che gli era stato dato anni
prima per andare a comprare il vino come cantiniere del conte. Vide Merc e pens che non era
soltanto il ritratto della felicit, ma anche della bellezza e della giovent e della sensualit... Poi, come
se la ragazza avesse intuito che suo padre stava pensando a lei, Merc si volt e gli sorrise, e lui le
rispose con un sorriso sobrio e timido, intimorito da tutte quelle autorit e dal lusso e dal fasto eccessivi
con cui lammiraglio aveva trasgredito le leggi suntuarie che regolavano le nozze dei cittadini comuni.
La cerimonia si svolse senza intoppi e i coniugi si scambiarono le promesse. A Hugo il
matrimonio sembr durare pochissimo. Forse perch pass il tempo a pensare a sua figlia e poi alla
folla, e ai nobili, e alla Madonna... E anche a Caterina, ovviamente, che lui non era riuscito a vedere in
chiesa ma che sapeva essere l da qualche parte, probabilmente dove si ammassava la maggior parte
della gente, con addosso il vestito che si era cucita con la stoffa blu che lui le aveva regalato e che lei,
fino a quel giorno, aveva conservato in camera sua, nella cassapanca, come fosse il suo tesoro pi prezioso.
Alla fine gli sposi sfilarono fuori dalla chiesa, alla testa di un corteo protetto da linee di soldati
che impedivano ai fedeli di avvicinarsi troppo ai coniugi. Quando vide Barcha in prima fila che si
sbracciava alzandosi in punta di piedi per sporgersi oltre uno dei soldati che separavano la comitiva dai
curiosi, Merc incespic e si sollev la veste fingendo che fosse stata quella la causa del suo impaccio.
Vedere la musulmana che le sorrideva e le mandava baci in una chiesa cristiana laveva confusa. La
ragazza cerc subito suo padre con lo sguardo. Quando Hugo not lespressione allarmata sul volto
della figlia, si guard attorno finch non cap che cosera stato a provocarla e, dopo aver riconosciuto
Barcha, scosse la testa. Allora Merc annu e con il palmo della mano aperto mand un bacio alluomo
che laveva cresciuta. Poi, confidando che suo padre risolvesse quella faccenda, torn accanto a Bernat.
Locchiataccia che Hugo lanci alla mora dopo il passaggio del corteo degli sposi non aveva
niente a che vedere con lo sguardo affettuoso e grato di Merc. La donna aveva indossato degli abiti
neri con il chiaro intento di darsi unaria rispettabile, come si evinceva anche dal grande crocefisso
dargento che le ballava sul seno prosperoso e che Hugo aveva gi visto in passato addosso a Jaume.
Per finire, si era messa un cappuccio, anchesso nero, ben calato sulla fronte, per nascondere i tratti del
viso e il colore della pelle. Vattene a casa!, avrebbe voluto gridarle Hugo mentre le passava accanto,
invece non solo si rifiut di guardarla, per paura che qualcuno la notasse per colpa sua, ma le parole gli
morirono in bocca. Anche se era piuttosto sicuro che la mora avesse recepito il messaggio, dato che
sarebbe bastato guardarlo in faccia e leggere langoscia che lo divorava per capire cosa avrebbe voluto
dirle. Possibile che nessuno riuscisse a tenerla a freno? Quel giorno, Barcha aveva accompagnato Hugo
e Caterina fino alla chiesa di Santa Maria con la scusa di voler vedere la sua bambina arrivare a cavallo.
Poi, quando Hugo e Caterina erano entrati in chiesa, lei era corsa a casa, in via del Hospital, ed era tornata a Santa Maria del Mar travestita da devota cristiana, guardandosi bene dal rivelare a Hugo le sue vere intenzioni.
Hugo prov a calmarsi, prese un respiro profondo e sincammin tra i soldati verso la porta
principale che si apriva sulla piazza di Santa Maria. Tuttavia, non riusc a smettere di pensare a quel
donnone che si trovava in mezzo a un centinaio di sacerdoti, soldati e ufficiali che avrebbero potuto
riconoscerla, arrestarla e gettarla in prigione... o, peggio ancora, consegnarla al tribunale
dellInquisizione. Era una mora! Come sarebbe stata giudicata una musulmana che si era finta cristiana
per entrare in una chiesa cristiana? Eretica... profanatrice... blasfema... Andr tutto bene, continuava a
ripetersi Hugo. Ma, per quanto si sforzasse di restare calmo, lunica cosa a cui riusciva a pensare era
una galleria di possibili scenari futuri che si concludevano tutti con Barcha sulla forca o sul rogo. Hugo
sent che la vista gli si annebbiava, tanto che non riconobbe neppure Caterina che stava camminando
dietro le file di soldati che sorvegliavano la comitiva. La russa non batt ciglio e Hugo ci mise un po a
riconoscere il volto della sua amata e a notare che era pi pallido del solito. Ebbe un attimo di
esitazione, ma poi si ferm di colpo e gli invitati che lo seguivano gli finirono addosso. Qualcuno lo
spinse via senza tanti complimenti e lui, dopo un altro paio di passi, usc dal corteo e sinfil tra i
soldati che, comunque, non fecero niente per impedirglielo. Poi, da l, si fece strada a spintoni fino al
punto in cui si trovava Caterina. Non ebbe bisogno di chiederle niente. Gli bast guardare dove
guardava lei: accanto allaltare maggiore, dove la statua della Madonna del Mare, illuminata da
migliaia di candele, spiccava in tutta la sua maestosit, Regina gesticolava furiosamente davanti a un
paio di sacerdoti, indicando Barcha con lindice e il braccio ben tesi, come se potessero arrestarla da
quella distanza, bloccandola dovera, in mezzo alla folla e ai soldati.
Hugo sent Caterina poggiarsi sulla sua spalla e scivolare gi, perci la prese al volo prima che
cadesse a terra e la scosse per farla riprendere.
Vuoi rovinare la festa e il banchetto di nozze di tua figlia? grid Guerao.
Hugo stava per rispondergli ma, quando si decise a farlo, laltro era gi scomparso a dare ordini
a schiavi, servi, musici e camerieri. Si trovavano nel cortile del palazzo di via de Marquet e, a giudicare
dalla confusione, tutte le complicazioni che sarebbero potute capitare durante il banchetto di nozze,
previsto al primo piano, erano appena capitate nello stesso istante.
Guerao... Guerao!
Il maestro di palazzo si liber dalla mano con cui Hugo gli aveva afferrato il braccio e continu
a occuparsi del proprio lavoro. Soltanto quando ebbe finito, si volt di nuovo verso di lui. Non voglio
neppure pensare a cosa potrebbe succedere, se lammiraglio venisse a sapere che la sua sposa  stata
disturbata nel giorno delle nozze, per colpa di una vecchia liberta musulmana.
 mia figlia...
Adesso non  pi tua figlia.  la moglie dellammiraglio.
Sar anche sua moglie, ma Merc vuole bene a quella vecchia.
 una mora, Hugo! Una liberta che, a quanto dici tu, non ha neppure abbracciato la fede cristiana. Una mora che si  permessa di offendere la Madonna del Mare entrando nella sua chiesa con un crocefisso al collo. Non  forse andata cos?
Hugo annu, ripensando ai sacerdoti che correvano verso Barcha, incitati da Regina. Dato che la mora si trovava accanto ai soldati, per compiere lordine ricevuto questi non dovettero far altro che voltarsi e arrestarla.
S, ma...
Si ferm. Guerao si era gi rituffato nel mare di impellenze e di compiti urgenti che il banchetto
gli richiedeva. Lattimo dopo Hugo venne circondato da un sacco di persone, alcune delle quali
iniziarono a fargli un sacco di domande sul vino della festa. Non gli avevano chiesto di occuparsi
neppure di quello, si era detto Hugo, sospirando.
Dopo aver trascinato fuori Caterina, Hugo aveva seguito i sacerdoti e i soldati che si erano
portati via la mora a spintoni. Tra di loro cera anche Regina, ovviamente, che Barcha aveva iniziato a
insultare prima in catalano e poi in arabo, finch non erano scomparsi tutti oltre le porte del palazzo del
vescovo. Hugo e Caterina erano rimasti l davanti. La folla di curiosi, invece, si riun alla processione.
Voglio darti un consiglio. Guerao si era liberato dalle sue incombenze e con unespressione accigliata si piazz davanti a Hugo, facendogli prendere un bello spavento. Se lammiraglio viene a sapere che una musulmana ha profanato la chiesa di Santa Maria del Mar,  meglio che tu non gli stia troppo vicino.
Barcha non lha profanata, protest Hugo.
E cosa diresti che ha fatto, allora? Una mora che finge di essere cristiana e sintrufola in una
chiesa con un crocefisso al collo... Sei sicuro che non fossero quelle le sue intenzioni? Hugo stava per
rispondergli, ma Guerao lo anticip bruscamente. Saresti disposto a giurare che ha tenuto un
comportamento rispettoso e che, in fondo al suo cuore, non voleva davvero offendere la Vergine, i
cristiani o le nostre credenze? Sei sicuro che il crocefisso che portava al collo non fosse altro che uno
scherzo? Stiamo parlando del matrimonio dellammiraglio... con tua figlia, Hugo! Che cosa credi che
penser sua signoria, se verr a sapere cosha fatto quella donna? Sai quante volte ha rischiato la vita,
lui, per combattere gli infedeli?
Hugo non ebbe il coraggio di rispondere e abbass la testa.
Il giorno delle sue nozze! riprese a dire lometto, prima che il personale addetto al banchetto
lo assalisse per lennesima volta con nuove domande e richieste.
Barcha voleva soltanto godere della vista della sua bambina nel giorno pi felice della sua
vita, disse Hugo.
Quella bambina adesso  la sposa del conte di Navarcles, ammiraglio della flotta catalana.
Nessun infedele pu godere di una tale vista. Hugo, forse non hai ancora capito qual  il carattere
dellammiraglio. Te lho gi detto, pi e pi volte: non  una cattiva persona, ma si comporta come se
fosse ancora l fuori, in mezzo al mare, a combattere contro quegli infedeli seguaci del falso profeta. Di
cui, per altro, fa parte anche la tua mora... Se qualcosa lo minaccia o lo disgusta, lui non pensa: reagisce
con la forza, e basta. Perch  cos che ha vinto sempre le sue battaglie. Ed  cos che protegge quello
che ama: la sua nave, il suo equipaggio e adesso anche la sua sposa. Non metterlo alla prova, Hugo.
Non dirgli che uninfedele ha disonorato la sua chiesa e la festa del suo matrimonio.
Perch? Altrimenti mi ucciderebbe? ribatt Hugo, avviandosi verso le scale che portavano al primo piano.
Io non lo escluderei, rispose il maestro di palazzo, prima di vedersi circondato di nuovo dal personale.
Quando pass davanti al tavolo a cui erano seduti Bernat e Merc, accompagnati dai nobili, dai
consiglieri della citt e dal vescovo, Hugo si sforz di sorridere. Cera persino il vescovo! Poi il suo
sguardo incroci quello di Bernat. No, non poteva disturbarlo in quel momento.
E non perch lo preoccupassero Bernat o la sua reazione, n tantomeno la possibilit che lo
uccidesse sul serio, ma perch avrebbe rovinato la festa a sua figlia. Avrebbe risolto la faccenda di
Barcha pi tardi, si disse. Avviatosi verso un altro tavolo, seguendo uno dei vari paggi che servivano al
banchetto, vide che Merc lo stava salutando con la mano. Lui le sorrise e, stavolta, fu un sorriso
sincero. Sua figlia sbuff, come a voler dire che tutto quello sfarzo era troppo per lei, ma poi sorrise
anche lei e gli lanci un bacio. Allora Hugo si sedette al proprio tavolo e bevve. E molto, anche. Seduto
tra i ricchi mercanti e i probiviri di Barcellona che non lo degnavano di uno sguardo, Hugo si butt a
capofitto su quel vino che, allinizio, gli parve squisito ma poi, poco alla volta, calice dopo calice, fin
per lasciargli uno strano sapore in bocca.
...
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...
FINE Parte 4.